pierangelo ferrari

Archive for gennaio, 2008

Israele nel cuore

Di Pierangelo Ferrari • gen 27th, 2008 • Argomento: Libreria

“Caro Alec,
se non hai distrutto questa lettera appena riconosciuta la mia grafia sulla busta, è segno che la curiosità è più forte dell’odio. O che il tuo odio ha bisogno di un nuovo combustibile”.
Inizia con queste parole La scatola nera, lo splendido romanzo dello scrittore israeliano Amos Oz, pubblicato da Feltrinelli nel 2002. Oggi è il “Giorno della Memoria”, ricorrenza istituita dal Parlamento italiano, con la legge 211 del 20 luglio 2000, in ricordo del 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata rossa, nel corso dell’offensiva verso Berlino, entrarono del campo di sterminio di Auschwitz e liberarono i pochi superstiti, sopravvissuti allo sterminio di massa. Parlare oggi di Israele, di un suo scrittore, mi sembra un modo forse inadeguato ma non banale per ricordare la tragedia del suo popolo. Con l’avvertenza che l’Olocausto non può essere utilizzato per fare quadrato, in ogni caso, attorno alla politica del suo governo.
Sono stato in Israele verso la fine di agosto del 2000, pochi giorni prima che Ariel Sharon facesse irruzione sulla spianata delle moschee, per affermare anche simbolicamente la sovranità israeliana sui luoghi sacri delle tre religioni monoteiste, scatenando così la “seconda intifada” palestinese. Ho visto un Paese costruito dal nulla del deserto, ho visto capacità di fare, un riservato dolore nei luoghi simbolici della loro tragedia e un grande, diffuso senso di responsabilità collettiva. E’ un Paese diviso tra moderati ed estremisti, tra [...]



Zygmunt Bauman, La solitudine del cittadino globale (Feltrinelli, 2002)

Di Pierangelo Ferrari • gen 17th, 2008 • Argomento: Libreria

Entri in libreria, vai al settore saggistica e non puoi evitare Zygmunt Bauman, un autore diventato di moda per i suoi saggi “liquidi”: Vita liquida, Modernità liquida e Amore liquido, pubblicati nel 2006, Paura liquida, appena uscito, tutti per le edizioni Laterza. Se proprio volete entrare nella “liquidità” baumaniana partite da Vita liquida. La vita “liquida” è precaria, vissuta in condizioni di continua incertezza, con la paura di essere colti alla sprovvista, di rimanere indietro, di perdere il momento della svolta e di superare il punto di non  ritorno. Ciò che conta è la velocità, non la durata. Ma se volete leggere il testo più utile per la biblioteca del PD, dei 24 tradotti in Italia, scegliete La solitudine del cittadino globale (Feltrinelli, 2002).
Zygmunt Bauman è una bella figura di intellettuale ebreo polacco, emigrato in Israele nel 1968, trasferitosi poi in Inghilterra, dove ha tenuto cattedra di Sociologia all’Università di Leeds. Il suo pensiero critico, che deve molto alle suggestioni dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, si è concentrato sul passaggio dalla modernità alla post-modernità, interpretate rispettivamente con le categorie dello stato solido e dello stato liquido della società.
La solitudine del cittadino globale affronta il tema, di grande e drammatica attualità nel nostro Paese, della crisi della politica, il cui spazio operativo è stato eroso, da un lato, dall’economia dei mercati finanziari e, dall’altro, [...]



In viaggio con Céline

Di Pierangelo Ferrari • gen 12th, 2008 • Argomento: Libreria

Lunedì scorso Il Corriere della Sera ha dedicato la pagina Cultura al più controverso (e grande) scrittore francese del Novecento, Louis-Ferdinand Céline. “La questione Céline”, per la firma di Alessandro Piperno, affronta il tema imbarazzante dell’antisemitismo céliniano, in un momento in cui in Francia il Voyage au bout de la nuit, a settantacinque anni dalla sua pubblicazione,  è andato a ruba come un bestseller natalizio. “Cosa spinse lo scrittore pacifista del Voyage a inneggiare allo sterminio degli ebrei, a mettersi al fianco della più violenta organizzazione criminale della storia?”, si chiede Piperno, senza riuscire ad andare oltre la rassegnata constatazione della deriva di un genio paranoico, ormai incapace di entrare in relazione con il mondo. Eppure, soli cinque anni separano le Bagatelle per un massacro (1937), il violento pamphlet antisemita, dalla pubblicazione del Voyage, accolto come un capolavoro, da Bataille a Sartre, da Trotzskij a Bernanos. La risposta più convincente alla domanda di Piperno l’ha offerta, a mio avviso, Giovanni Raboni. Nella prefazione a Mea culpa (Guanda, 1994), il pamphlet antisovietico di Céline, egli insiste, da un lato, sulla natura “essenzialmente metaforica e violentemente iperbolica dell’antisemitismo” céliniano e, dall’altro, sulla sua “vocazione a farsi rifiutare, a restare sempre e ad ogni costo ai margini di tutto, della società letteraria come della stima e dell’amore del prossimo”.
In ogni caso, che siate d’accordo o meno con la tesi [...]