pierangelo ferrari

Archive for febbraio, 2008

Deriva laicista?

Di Pierangelo Ferrari • feb 25th, 2008 • Argomento: Note politiche

La senatrice Binetti e la pattuglia teo-dem, l’ Avvenire e, ovviamente, gli avversari interessati del centro e della destra hanno aperto una campagna contro le candidature dei radicali e del professor Veronesi nelle liste del Partito Democratico. Serve una reazione all’ondata laicista, ha dichiarato la senatrice, che sulla stampa ha lanciato un grido di dolore: “dopo aver combattuto su fronti opposti le battaglie sulla procreazione assistita e sulla 194, mi ritrovo capolista Veronesi, il mio principale antagonista. Ma dove stiamo andando?”. Stiamo andando verso la costruzione di un partito in cui i cattolici che non hanno la mistica del cilicio e i laici che riconoscono e rispettano il valore sociale delle fedi religiose si uniscono sul terreno delle politiche per la promozione della libertà e della dignità degli esseri umani. In un partito come questo, laico e pluralista, il professor Veronesi ci rappresenta più della senatrice Binetti. Alla quale, interpellato da La Stampa, egli risponde con pacatezza: “Non sono e non devo essere visto come un anticristo militante. Il mondo della scienza vuole trovare punti di contatto e collaborazione con la Chiesa”. E a proposito dei temi “eticamente sensibili” è perfino sorprendente, perchè dichiara che “l’aborto non è tra le mie priorità. I discorsi sulla ventiduesima settimana sono briciole di fronte alle vere emergenze. Parlo della pena di morte, del disarmo, della lotta alla fame nel mondo [...]



Elogio della lentezza

Di Pierangelo Ferrari • feb 24th, 2008 • Argomento: Libreria

Si celebra domani, 25 febbraio, la seconda giornata mondiale della lentezza. Di giornate mondiali ce ne sono un’enormità, ma sono pronto a scommettere che questo appuntamento crescerà rapidamente e darà vita a una rete mondiale di associazioni slow life. A promuovere la prima giornata mondiale della lentezza è stata, lo scorso anno, l’associazione italiana L’arte del vivere con lentezza (www.vivereconlentezza.it), che ha sede a Pavia, una città che amo, perchè è rimasta miracolosamente ai margini delle nevrosi metropolitane, una vecchia signora indolente e saggia. Pavia come Bra, Vivere con lentezza come Slow Food, zone protette dalla liquefazione delle vite fast. Il movimento si sta già allargando oltre oceano, perchè quest’anno l’evento sarà celebrato con una tre giorni newyorkese, di cui ha parlato il New York Times.
Celebro a mio modo la giornata mondiale della lentezza con la segnalazione di un libro. Garzanti aveva pubblicato venti anni  fa e ha ripubblicato nel 2005, La scoperta della lentezza dello scrittore tedesco Sten Nadolny, storico e narratore vivente. Il romanzo inizia con queste parole: “John Franklin aveva dieci anni ed era ancora così lento da non riuscire ad afferrare la palla”. Egli capisce e non capisce, rimugina parole, stenta ad esprimersi. Parrebbe l’avvio della storia di un  handicappato qualsiasi se non fosse che si tratta della biografia romanzata (ma non troppo) di Sir John Franklin (1786-1847), ammiraglio della marina militare inglese, [...]



Questione di decoro

Di Pierangelo Ferrari • feb 20th, 2008 • Argomento: Note politiche

Mai cedere troppo ai condizionamenti dell’opportunità. Da tempo, intendevo dedicare a De Mita una nota polemica, ma sono stato trattenuto, ogni volta, dal cosiddetto senso di responsabilità. Ho fatto male. Oggi si è visto quanta responsabilità è capace di assumersi, a sua volta, l’ottuagenario di Nusco. Ciò mi autorizza ora a parlarne, liberamente.
Arrivato in Parlamento, nel maggio del 2006, ho assistito al materializzarsi di alcuni luoghi comuni diffusi sulla stampa e teatralizzati dai media televisivi: le visite quotidiane di decrepiti ex parlamentari, il vociare rumoroso e distratto in Aula, i capannelli dei deputati in Transatlantico, le cene di gruppo, ecc… Una delle immagini giornalistiche che, più di altre, mi era rimasta impressa nella mente era quella di De Mita che, sottobraccio a sodali campani e amici di partito, si faceva avanti e indietro diverse “vasche” del Transatlantico. Non ci volevo credere. Mi era parsa una ingenerosa deformazione macchiettistica di un leader politico discusso. Invece, entro alla Camera e… assisto, tale e quale, alla scena ridicolizzata dai media: eccolo De Mita, che passeggia avanti e indietro in Transatlantico, sempre sottobraccio a uno o due “privilegiati” di turno, o seduto su un divanetto, circondato dai suoi fedeli, ben disposto a concedersi agli omaggi servili, come si conviene a un celebrato barone medioevale. Un’immagine sgradevole, rappresentazione di un potere di cartapesta, espressione di una cultura che non mi appartiene.
Fin qui, si tratta, in ogni caso, di una questione estetica.  Una ben diversa [...]



Filippo La Porta, Maestri irregolari (Bollati Boringhieri, 2007)

Di Pierangelo Ferrari • feb 20th, 2008 • Argomento: Libreria

Sono convinto che ciascuno dovrebbe attrezzarsi una propria “biblioteca del PD”, senza attendersi antistorici canoni ufficiali, calati dall’alto. Le dure repliche della storia ci hanno indotto a lasciare alle spalle le ideologie onniscienti che pretendevano di accompagnarci, dalla culla alla tomba, verso magnifiche sorti e progressive. Rimasti soli, alle prese con la complessità del mondo globalizzato, dobbiamo dotarci di un pensiero critico, plurale e personale. L’area culturale dei democratici italiani si definirà, strada facendo, più che sui codici etici votati dai congressi, con l’amalgama di materiali di diversa provenienza. Sola condizione unificante, il perseguimento della promozione umana: libertà, solidarietà, giustizia, dignità.
A chi voglia intraprendere la strada di una personale scelta dei fondamenti culturali del proprio impegno politico, consiglio di avviarsi portando con sé un volumetto pubblicato recentemente da Bollati Boringhieri: Maestri irregolari, di Filippo La Porta, critico letterario e saggista. Sottotitolo: Una lezione per il nostro presente. Il testo contiene brevi profili di undici intellettuali del secolo scorso, preceduti da una introduzione che “lega” i temi affrontati negli undici profili, ricavandone, appunto, una lezione per il presente. Gli undici “maestri irregolari” (irregolari rispetto alle ideologie dominanti del Novecento) sono Nicola Chiaromonte, George Orwell, Simone Weil, Albert Camus, Ignazio Silone, Arthur Koestler, Carlo Levi, Hannah Arendt, Christopher Lasch, Pier Paolo Pasolini e Ivan Illich.
La chiave di lettura del saggio, il lascito essenziale che ci consegna si trova all’interno del profilo su Hannah Arendt, laddove La Porta cita la fondamentale sentenza di [...]



La guerra al maiale

Di Pierangelo Ferrari • feb 16th, 2008 • Argomento: Libreria

Adolfo Bioy Casares (Buenos Aires, 1914 – 1999) è noto soprattutto per essere stato il più importante sodale di Jorge Luis Borges, insieme al quale ha scritto sei libri (Sei problemi per don Isidro Parodi e Cronache di Bustos Domecq, i più noti) e curato una celebre Antologia della letteratura fantastica. Meno noto per le opere proprie, la più importante delle quali è L’invenzione di Morel (Bompiani, 2000). Nei mesi scorsi, tuttavia, dalle brume del passato è riapparso un romanzo pubblicato da Bompiani nel 1971 e scomparso da tempo dalla circolazione. Cavallo di ferro, un piccolo e agguerrito editore romano, specializzato in opere latino americane, ha ripubblicato alcuni mesi fa, nella nuova traduzione di Romana Petri, Diario della guerra al maiale.
Recensendo il libro, l’Unità ha lamentato il fatto che testi di valore assoluto come questo siano scomparsi dai cataloghi delle nostre case editrici (le opere di Juan Carlos Onetti, per esempio, sono state espunte dal catalogo Feltrinelli) mentre “i libri di un Moccia qualunque vengono offerti in promozione anche col detersivo”. In effetti, Bioy Casares non è Moccia. I suoi libri sono tre metri sopra le operine paracule di quell’altro. Dunque, ho acquistato Diario della guerra al maiale (Cavallo di ferro,  ottobre 2007, 15 euro) e lo sto leggendo. La storia è presto detta: un bel giorno, all’improvviso, i giovani di Buenos Aires decidono che chiunque abbia più di cinquant’anni [...]



Operai

Di Pierangelo Ferrari • feb 9th, 2008 • Argomento: Note politiche

Mi chiedono di andare a un incontro con operai IVECO sul tema della destinazione del “tesoretto”. Ci vado, aspettandomi poche persone, magari incazzate e deluse. Invece, mi trovo in una saletta con una trentina di persone, un pò incazzate magari, ma non depresse, e soprattutto non rifluite nel disincanto e nel pessimismo. Ci sono i capi storici dell’OM. Fa una certa impressione vedere insieme, in una riunione di partito, Landi e Sperzagni, Maria Teresa Bonafini e Sandro Beltrami. E Lussignoli. Del resto, questo è il PD. Il quale, se fosse dipeso da loro, che divisi non sono mai stati, forse sarebbe nato prima. E, con loro, uomini e donne in produzione. Un bel clima, una bella realtà politica che si sta (ri)costruendo dal basso, sotto la regìa, mi è parso, di Cristina Novelli e di  Lorenzo Paletti.   
Si parla di salari, di costi della politica, della Conferenza operaia nazionale del PD, prevista a Brescia per sabato 29 marzo e decisa in tempi non sospetti, prima della caduta del governo e dello scioglimento delle camere. Discutono su un’agenda di lavoro, sulle modalità di organizzazione, sulle elezioni politiche e comunali… e Alberto Nava dice più o meno: d’accordo, è un bene che il PD abbia deciso di investire sulla ricostruzione di un legame sociale con gli operai e che si faccia a Brescia la Conferenza operaia, ma servono anche scelte coerenti, a [...]



Un rischio necessario

Di Pierangelo Ferrari • feb 7th, 2008 • Argomento: Note politiche

Dunque, ci siamo. Il lupo marsicano non ce l’ha fatta (non poteva farcela) e Napolitano ha sciolto le camere. Sui giornali impazza il toto candidature ma, soprattutto, il tormentone delle alleanze. Ieri sono stato a Roma, per una riunione della Commissione Affari costituzionali, e ho rivisto molti colleghi. Commenti, previsioni a non finire. Su una questione c’è una larga condivisione: è finita un’epoca e il PD deve prendersi la responsabilità di aprirne una nuova, l’epoca della nettezza degli impegni e della coesione delle alleanze. Per questo, dobbiamo essere pronti a correre tutti i rischi che la scelta di andare da soli, con il nostro simbolo, porta con sè. A partire dal rischio della sconfitta. Tuttavia, molti avvertono, io compreso, un consenso diffuso nell’opinione pubblica a sostegno di questa scelta. Anche oltre i confini del centrosinistra.
I problemi emergono, invece, passando dal piano politico nazionale a quello amministrativo locale. Con Rifondazione e altri spezzoni della sinistra radicale governiamo regioni, province e città. Con i Verdi abbiamo governato Brescia per quattordici anni; Rifondazione è in giunta a Bergamo con Bruni, nella Amministrazione provinciale di Milano con Penati… e così in centinaia di casi, lungo lo stivale. Che succede alle alleanze locali che si devono preparare per le sfide amministrative di primavera? Che succede a Brescia se, disgraziatamente, politiche e amministrative verranno unificate in un election day? Scopriremo nei prossimi giorni, quando la nebbia [...]



15093

Di Pierangelo Ferrari • feb 3rd, 2008 • Argomento: Note politiche

Sabato scorso, 26 gennaio, mi chiedevo quanti sarebbero andati a votare, il giorno successivo, in occasione della costituzione dei circoli, e dunque, della nascita effettiva del PD nella nostra provincia. Ora lo sappiamo. L’altra sera, al Direttivo provinciale, Ferraglio fatto il bilancio del voto e ha distribuito i dati, seggio per seggio. Hanno votato in 15093, un terzo dei 45936 elettori de 14 ottobre dello scorso anno.
Nel momento più difficile e amaro, in cui si prendeva atto della fine del governo Prodi e si consumava la crisi del centrosinistra, una quantità di cittadini pari a più del doppio degli iscritti di DS e Margherita, senza una adeguata informazione, senza un interesse politico particolare, perchè si trattava in sostanza di eleggere solo i componenti dei circoli locali, sono tornati a votare, esprimendo un esplicito e sorprendente mandato di fiducia al Partito Democratico. Il PD è nato, anche nel bresciano, nel modo migliore e rappresenta oggi il solo fatto politico nuovo e la sola speranza di rinnovamento della nostra democrazia malata.
Ci sono zone d’ombra, certamente, come quelle di alcuni seggi della città in cui la partecipazione si è fermata sotto il 15%, ma ci sono anche performance straordinarie in molti comuni della provincia. Fa una certa impressione, per esempio, sapere che il PD parte a Desenzano con una base di 386 iscritti. Ciò significa che la dolorosa (anche se inevitabile, [...]



Robert Hugues, La cultura del piagnisteo (Adelphi, 1994)

Di Pierangelo Ferrari • feb 2nd, 2008 • Argomento: Libreria

Robert Hugues, nato in Australia nel 1938, è il critico d’arte di Time, ma è noto per essere l’autore di due libri che con l’arte non c’entrano nulla, La riva fatale, epopea della colonizzazione dell’Australia, e questo libro che vi propongo per la “biblioteca del PD” e che ha per sottotitolo “la saga del politicamente corretto“.
Il libro contiene il testo di tre conferenze che l’autore tenne, nel gennaio 1992, presso la Public Library di New York. La prima conferenza, che vi consiglio vivamente, si occupa della questione del politicamente corretto, largamente in voga negli States e dilagata, da allora, nella periferia europea dell’impero. Il testo è incalzante e feroce. E io lo condivido interamente. “Chi è il capitano Achab?”, leggiamo nel risvolto di copertina. “Il portatore di un atteggiamento scorretto verso le balene. Così risponde un esponente del politicamente corretto. Noi ridiamo. Ma poi ci chiediamo: come ha avuto origine questa devastazione mentale?”.
Il politicamente corretto nasce dentro la multiculturalità della società americana. “La comunità americana non ha altra scelta che quella di vivere prendendo atto delle diversità – scrive Hugues – ma quando le diversità vengono erette a baluardi culturali, essa ne viene distrutta“. Tuttavia, la devastazione mentale avanza quando, dall’ambito dei rapporti interetnici il politicamente corretto si allarga agli interi rapporti sociali e diventa l’arma di tutela di tutte le condizioni disagiate. Tutela apparente, perchè “l’abituale risposta [...]



La strategia del lupo

Di Pierangelo Ferrari • feb 2nd, 2008 • Argomento: Libreria

Dunque, siamo nelle mani del “lupo marsicano”, il presidente del Senato, Franco Marini. Il sentiero è strettissimo e probabilmente impercorribile. Si tratta di dare vita a un governo che guadagni il tempo necessario a celebrare il referendum o metta il parlamento in condizione di approvare una nuova legge elettorale. Il primo obiettivo è certo, se si arriva fino a giugno, il secondo improbabile. In ogni caso, serve una maggioranza per insediare un governo. Minima, nel primo caso, larga, nel secondo.
A proposito di lupi, in questi giorni mi sono ricordato (forse, per rincuorarmi) di un libro e dell’ apologo con il quale si apre. Sarà stato agli inizi di settembre dello scorso anno. Eravamo appena rientrati alla Camera, dopo la interruzione estiva, e ci siamo incontrati in Transatlantico, i soliti amici, per scambiarci le informazioni abituali, al ritorno dalle vacanze: viaggi, letture… quando Michele Ventura dice: “ah, ho letto un romanzo cinese, lungo ma bello“, e racconta l’episodio iniziale. Bisogna poterlo ascoltare, Michele, con il suo fiorentino lento e musicale. Una goduria. Mi dispiace, ma voi dovrete accontentarvi di leggerlo, il riassunto dell’apologo. La storia è questa: uno studente pechinese, Chen Zhen,  viene mandato nella Mongolia interna, all’estremo nord della Cina, durante la rivoluzione culturale, per essere “rieducato” allevando pecore. Qui viene ospitato nella yurta (la tipica tenda mongola) della famiglia di Bileng, il vecchio saggio, depositario della cultura della caccia e della natura del popolo mongolo. Un giorno [...]