pierangelo ferrari

Archive for marzo, 2008

Un Maestro pasquale

Di Pierangelo Ferrari • mar 21st, 2008 • Argomento: Libreria

“Al mattino presto del giorno quattordici del mese primaverile di Nisan, avvolto in un mantello bianco foderato di rosso, con una strascicata andatura da cavaliere, nel porticato tra le due ali del palazzo di Erode il Grande entrò il procuratore della Giudea Ponzio Pilato”.
Oggi è il 21 marzo, equinozio e primo giorno di primavera. “Venerdì santo” per i cattolici, giorno della crocifissione e della morte di Gesù. Negli anni Trenta del secolo scorso, mentre uno scrittore emarginato e perseguitato dalla burocrazia comunista, il Maestro, sta scrivendo un libro su Pilato e su Gesù, il diavolo fa la sua comparsa a Mosca, nel cuore dello Stato dei Soviet. E’ l’inizio di un romanzo straordinario, scritto e venuto alla luce in condizioni straordinarie: Il Maestro e Margherita, di Michail Bulgakov, pubblicato in Italia da Einaudi. Andate su Wikipedia, troverete la ricostruzione della trama complessa del romanzo e le condizioni drammatiche della sua stesura, nella Russia staliniana.
La lettura del capolavoro di Bulgakov, nel lontano ‘68,  fu una delle principali emozioni della mia bulimìa di lettore adolescente e diede un contributo fondamentale al mio antistalinismo, insieme a un evento drammatico accaduto nello stesso arco di mesi, l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Del romanzo ricordo due aspetti, in particolare. Innanzitutto, la scoperta della figura di Pilato, un interesse che non mi ha più abbandonato e che mi ha messo sulle tracce di diversi [...]



Contro Giuliano

Di Pierangelo Ferrari • mar 19th, 2008 • Argomento: Libreria

Adriano Sofri è la testimonianza vivente che nelle frequenti convulsioni, a volte drammatiche, degli anni settanta non si è persa per strada un’intera generazione. La sua vicenda è nota. Su di essa la magistratura ha detto la parola definitiva, quella sentenza che Sofri non ha mai condiviso pur accettandone le conseguenze. Non è fuggito a Parigi, come tanto “rivoluzionari” sessantottini, quelli di cui Flaiano diceva che “fanno le barricate con i mobili degli altri”. E’ rimasto in Italia, ha affrontato i processi e – quale che sia la verità storica – è entrato in carcere e ci è rimasto, a schiena diritta. Ma, soprattutto, non ha cessato di riflettere, di scrivere, di occuparsi degli altri e del proprio Paese.
Confesso che Sofri è diventato un punto di riferimento per me, negli ultimi anni. I suoi interventi su la Repubblica e su Il Foglio, i suoi libri (sull’ultimo, Chi è il mio prossimo, vorrei scrivere un post nei prossimi giorni) ci hanno consegnato un punto di vista moderno, laico, non dogmatico che affronta, da sinistra, le contraddizioni della realtà nazionale e internazionale. Per questo ho letto con piacere la notizia che era in arrivo un suo instant book sulla campagna di Giuliano Ferrara per una “moratoria dell’aborto”. Il libro, Contro Giuliano (Sellerio), è arrivato ora nelle librerie ed è un documento indispensabile per la difesa di una cultura laica dei [...]



L’ingegnere in blu

Di Pierangelo Ferrari • mar 18th, 2008 • Argomento: Libreria

Ad Alberto Arbasino perdono tutto: il barocchismo linguistico, l’incontenibile snobismo, il frou-frou salottiero, l’esibizionismo esterofilo. Anche di essere nato a Voghera gli perdono. Perchè uno che scrive “la carriera di uno scrittore italiano passa attraverso tre fasi: brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro” entra di diritto nel mio personale pantheon delle intelligenze taglienti, accanto a Ennio Flaiano e a Woody Allen. Il fatto è che Arbasino è delizioso, quando vuole. Quando non si perde nelle involuzioni sintattiche del suo ghirigorismo. L’ultimo libro arbasiniano, pubblicato da Adelphi, è quasi interamente leggibile. Grazie a Gadda, di cui si occupa. 
E’ Carlo Emilio Gadda, L’ingegnere in blu del titolo. Vi consiglio di leggerlo, se volete conoscere il più grande scrittore italiano del Novecento. In effetti, non ci si può avvicinare a Gadda senza “istruzioni per l’uso”, senza conoscere l’uomo, le sue illusioni frustrate, le sue devastanti nevrosi. La cognizione del dolore, il suo libro più grande, è incomprensibile se non lo si riporta alla biografia familiare. Così come – sostiene a ragione Arbasino – avrà un peso rilevante nella sua opera “il traumatico impatto con due realtà atroci quali la Grande Guerra e Roma”. Arbasino ci accompagna, con finezza e ironia ma anche con dolente comprensione, nell’io devastato dell’ingegnere, mettendo allo scoperto temi, fissazioni, stili, avversioni culturali. Le pagine migliori, tuttavia, sono quelle in cui il lombardo Arbasino racconta l’antropologia piccolo-borghese lombarda [...]



Il PD è il programma

Di Pierangelo Ferrari • mar 17th, 2008 • Argomento: Interventi Documenti

“Vorrei dire subito che non vi farò l’illustrazione del programma, con l’analisi delle dodici azioni di governo. Il programma è stato pubblicato da l’Unità e da Europa e chi non l’avesse recuperato può scaricarlo dal sito internet del Partito Democratico. Non lo farò per togliere tempo alle cose essenziali che voglio dire, ma anche perchè penso che esso non sia troppo dissimile da quelli delle elezioni precedenti. La vera novità, su cui voglio soffermarmi, è il Partito Democratico, perchè esso è il vero programma di queste elezioni. Voglio dire che il PD è il programma nel senso che la scelta coraggiosa di andare da soli, con pochissimi compagni di strada, è essa stessa la garanzia che, questa volta, il programma verrà realizzato, se dovessimo vincere le elezioni.
L’Italia è avviata sulla strada di un declino, che il governo Prodi ha potuto solo interrompere, senza riuscire – per il poco tempo a disposizione e per la rissosità della coalizione – a invertire. Il Paese ha bisogno di un nuovo modello economico e sociale, che sia in grado di sostenere le imprese nella sempre più agguerrita competizione globale e che, nello stesso tempo, riduca le diseguaglianze di reddito e di opportunità tra le diverse fasce sociali. Ha bisogno di investire sulla formazione di base, sulla qualificazione degli studi medi e universitari, sulla ricerca. E’ necessario e urgente passare [...]



Espana en el corazòn

Di Pierangelo Ferrari • mar 10th, 2008 • Argomento: Note politiche

Sono le ventitre di domenica, le tv confermano la vittoria di Zapatero in Spagna. E’ una grande notizia, non solo per gli spagnoli. Ha vinto la politica di un governo laico e civile, hanno perso conservatori, clericali e bigotti. Ha perso soprattutto la Chiesa spagnola, che si era impegnata direttamente in campagna elettorale contro i socialisti e il loro leader. Difficile non pensare all’Italia e alle campagne di Ruini e delle gerarchie vaticane sui temi eticamente sensibili e per la negazione di diritti elementari alle coppie di fatto, agli omosessuali, ai malati terminali, ai genitori portatori di malattie genetiche ereditarie.
In effetti, se guardiamo al nostro Paese, la situazione è imbarazzante, tanto dal lato dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica quanto da quello della presenza organizzata dei cattolici in politica. La fine della DC ha portato con sè una crescente intromissione, con questo papato in particolare, delle gerarchie vaticane sul terreno della politica e, nello stesso tempo, ha prodotto una diaspora del ceto democristiano che ha offerto all’opinione pubblica alcuni degli spettacoli più deplorevoli del panorama politico nazionale. La moltiplicazione delle sigle scudocrociate, i micro partiti familiari, le frequenti risse nell’angusto spazio elettorale del centro, così come il riprodursi, dietro l’ostentazione inflessibile dei “valori”, di un costume politico cialtronesco ci mettono di fronte a una inedita questione sulla presenza dei cattolici nella vita [...]



Christopher Lasch, La cultura del narcisismo (Bompiani, 1995)

Di Pierangelo Ferrari • mar 9th, 2008 • Argomento: Libreria

Christopher Lasch, sociologo e storico statunitense, prematuramente scomparso nel 1994, è uno dei dodici maestri irregolari proposti da Filippo La Porta, di cui vi ho parlato con il post del 20 febbraio scorso. La sua opera più importante, che intendo collocare nella mia ideale biblioteca del PD, è un saggio sociologico del 1979, che gli ha dato fama mondiale: La cultura del narcisismo. “In questo saggio – leggiamo nella quarta di copertina del tascabile Bompiani – Christopher Lasch offre una severa e corrosiva analisi dei modelli culturali dominanti nella società americana dagli anni Settanta in avanti, condizionata da un individualismo esasperato che si diffonde a livelli di massa e trasforma stili e comportamenti della vita quotidiana… La diffusa caduta della tensione politica, l’esasperata pratica dell’autocoscienza, il culto del corpo, l’ossessione della vecchiaia e della morte, la liberalizzazione sessuale sono le manifestazioni più importanti dell’edonismo statunitense”.
Ci sono intellettuali che, più di altri, hanno indagato e descritto i cambiamenti del costume in quell’epoca che va simbolicamente dal 1968 al 1989, che è all’origine del mondo contemporaneo. Le strutture sociali, culturali e politiche delle società occidentali si sono ridefinite in quel ventennio. Per capire noi stessi e la società in cui viviamo dobbiamo tornare lì e leggere autori come Lasch. Non è una scelta snobistica, è un’esigenza pratica se vogliamo possedere una coscienza critica del nostro presente. La [...]



Mi iscrivo a parlare.

Di Pierangelo Ferrari • mar 6th, 2008 • Argomento: Note politiche

Io non sono un radicale, non minaccio scioperi della sete, non voglio creare problemi (per quel poco che potrei) in campagna elettorale. Sono un “vecchio comunista”, iscritto al PCI nel 1972. Ho fatto per dieci anni il segretario provinciale, prima, e il segretario regionale, poi. Sono stato capogruppo in Consiglio regionale per altri cinque. In tutti i passaggi politici bresciani degli ultimi diciotto anni ho fatto il regista e il badante, il pompiere e il confessore. In poche parole, sono un uomo responsabile che, pur avendone viste di tutti i colori, ha lavorato per risolvere i problemi, combattendo le spinte centrifughe. Mettendomi, a volte, contro la gran parte del mio stesso partito, quando lo ritenevo necessario, come nel caso dell’avvicendamento di Bragaglio alla Comini nella Giunta della città. L’ho fatto in omaggio al famoso e rischioso “senso di responsabilità”.
Ora basta. Basta con la difesa a oltranza del bidone di benzina. Dopo la campagna elettorale bisognerà aprire il capitolo liste, cioè il capitolo partito: natura, rappresentanza, democrazia interna. Dopo. Perchè ora la priorità è sconfiggere Berlusconi. Ma, dopo (insisto), che si vinca o si perda, i tempi, i modi, i criteri con cui le liste sono state imposte ai territori dovranno essere la prima questione oggetto della discussione negli organismi dirigenti. Ripeto, che si vinca o che si perda, perchè sarebbe deleterio che una discussione come [...]



Non è un libro per Hollywood

Di Pierangelo Ferrari • mar 3rd, 2008 • Argomento: Libreria

Ho visto il film dei fratelli Coen, pluripremiato nella serata degli Oscar. Se prescindi dal libro puoi dire che è un buon film: magnifica fotografia, suspence, ottima storia. Forse ha meritato gli Oscar guadagnati, forse no. Per me, più no che si. Ma, insomma, la partita del film si chiude qui. Il problema, per chi come me aveva letto il libro di McCarthy, è l’inevitabile confronto tra il testo e l’opera cinematografica. Questione complessa e frequentemente affrontata. Io non ne ho la competenza, non dispongo di un’estetica della traduzione filmica dell’opera letteraria. Non ho teorie e certezze. Ho solo un’opinione su Non è un paese per vecchi : vi consiglio il libro, non il film.
La storia è nota, l’avrete letta in tutte le recensioni: al confine tra il Texas e il Messico un uomo fugge dalla caccia di un killer psicopatico, per mettere in salvo un bottino casualmente recuperato. Il film racconta efficacemente la vicenda, ma nel libro c’è dell’altro. E il libro è notevole proprio perchè c’è questo altro, che nella trama cinematografica è necessariamente ridotto e sfumato: sono le riflessioni dello sceriffo Bell. Il libro è costruito su due livelli. Su un piano, la vicenda che racconta di un paese in preda alla violenza cieca e incontrollata, la fuga di Llewelyn Moss incalzato da Anton Chigurh, la droga, il sangue, in un orizzonte [...]



Cambio di stagione…

Di Pierangelo Ferrari • mar 2nd, 2008 • Argomento: Note politiche

Giorni strani, sospesi tra la fine della legislatura e l’inizio della campagna elettorale, in attesa della definizione delle liste. Per fortuna (per modo di dire) c’è la sfida della città di cui occuparsi. Del Bono ha bisogno di più di una mano. I partiti, prima di coalizzarsi, stentano a partire. Le liste non sono ancora in campo, con il valore aggiunto delle decine di candidati in cerca di consensi. Per ora, funzionano i primi passi di Emilio, i messaggi mediatici, le assemblee di quartiere. Entro pochi giorni, la griglia di partenza sarà definita e inizierà la sfida più difficile.
Giorni strani. Oggi è scoppiata improvvisa la primavera. Non è l’unica notizia positiva. Ce ne sono altre che mi rincuorano, perchè segnalano un possibile cambio di stagione. Due provengono dal mondo della politica, la terza dal costume nazionale. Prima notizia, la politica ci dice che Veltroni ha impresso un ritmo assai poco “prodiano” alla nostra campagna elettorale e che ciò che sembrava insensato attendersi venti giorni fa ora appare a portata di voto. Seconda notizia, Mastella non lo vuole più nessuno. Qualcosa sta cambiando nell’opinione pubblica se neppure Berlusconi, abitualmente di bocca buona con trasformisti e inquisiti, se la sente di imbarcare, sondaggi alla mano, il voltagabbana di Ceppaloni. Mastella nell’angolo, dopo De Mita. Inimmaginabile, fino a pochi giorni fa. La prima repubblica, sopravvissuta alla sua fine, sta esalando [...]