pierangelo ferrari

Archive for aprile, 2008

mercoledì 30 aprile

Di Pierangelo Ferrari • apr 30th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Elezioni di Fini a presidente della Camera, due giorni dopo la vittoria di Alemanno a Roma. La destra italiana ha completato, nel modo più clamoroso, il lungo tragitto della piena legittimazione. Il Paese ha solo da guadagnarne se le responsabilità istituzionali porteranno con sè il definitivo ripudio delle scorie del passato e di certi atteggiamenti avanguardistici. L’intervento di investitura di Fini fa ben sperare, in questo senso, con quei riferimenti al valore identitario nazionale delle due ricorrenze del 25 aprile e del 1° maggio. Vedremo.
Mentre Fini parlava in Aula, nella sede del gruppo del PD si chiudevano le urne per l’elezione del nuovo capogruppo. La vicenda non mi è piaciuta: non ho condiviso la scelta di chiudere in poche ore la questione, come se nulla fosse accaduto, e non ho condiviso la doppia riconferma della Finocchiaro e di Soro. L’ho detto in consultazione e mi sono astenuto su Soro, persona, peraltro, perbene e capogruppo migliore del suo predecessore, l’inconsistente Franceschini. Dopo una doppia bruciante sconfitta elettorale, andava aperta una discussione nei gruppi parlamentari, solo alla fine della quale avremmo potuto passare al voto, sulla base di autocandidature. La fretta del loft di imporre una doppia, patteggiata continuità è segno di affanno e di debolezza. L’on. Realacci, inquilino del loft che si sta specializzando in dichiarazioni grottesche, è arrivato al punto di sostenere, in una intervista, che non si poteva [...]



martedì 29 aprile

Di Pierangelo Ferrari • apr 29th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Oggi, primo giorno della XVI legislatura. Ieri riunione dei gruppi di Camera e Senato, aperta ai giornalisti. Cioè, chiusa alla discussione. Veltroni annuncia che ci asterremo sulle due presidenze d’aula (ma chi l’ha deciso, non toccherebbe ai parlamentari?) e chiede la riconferma dei capigruppo uscenti. Però, siccome siamo un partito democratico si farà una consultazione dei parlamentari, prima di passare al voto. Tecnica sperimentata: da un lato, due nomi; dall’altro, solo … i malumori, in attesa che si materializzi Pierluigi Godot. Molti non abbozzano e intendono pronunciarsi contro una continuità senza discussione politica. Io tra questi. Tra ieri e oggi, tuttavia, qualcosa è accaduto: siamo stati travolti a Roma. Conseguenza: la questione dei capigruppo passa in secondo piano, mentre emerge il nodo della leadership dimezzata. Ma Veltroni non è in discussione, se non vogliamo mettere a repentaglio i fragili e provvisori equilibri nel neonato PD. I capigruppo sono salvi, ma i malumori si trasformeranno ben presto in confronto congressuale. Si apre così una fase difficile. Ci accompagna una sola certezza: non ci annoieremo.
Rimpatriata a cena dei parlamentari lombardi, vecchi e nuovi, famiglia diesse (la famiglia allargata è in allestimento). Quartiani ci porta all’ Eau vive, cucina francese, gestito da un ordine religioso. C’ero stato un anno fa e sapevo che a una certa ora si canta l’Ave Maria. Sbalordimento generale ma apprezzabile self-control. Dovevate vedere l’aria compunta e ispirata [...]



La questione del partito

Di Pierangelo Ferrari • apr 26th, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Dopodomani, lunedi 28, alla vigilia della seduta di insediamento delle Camere, sono convocati in seduta congiunta, i deputati e i senatori del Partito Democratico. I giornali raccontano di tensioni relative alla elezione dei due capigruppo. Pare che Veltroni voglia la riconferma di entrambi, di Soro alla Camera e della Finocchiaro al Senato, mentre si è affacciata la esplicita disponibilità di Bersani a guidare il gruppo PD della Camera. In ogni caso, sono state avanzate obiezioni sui tempi e sui modi: parrebbe utile, si dice, una discussione politica preliminare sull’esito del voto e sulle prospettive parlamentari che ci attendono piuttosto che ratificare, a tambur battente, le decisioni del loft. Obiezioni sagge. Anche per il modo con cui è stato costruito, fin qui, il PD e si sono decise le candidature. L’ennesima forzatura, magari giustificata, ancora una volta, dai “tempi stretti”, sarebbe insopportabile.
 
La questione delle liste, in effetti, chiama in causa la questione del partito. Il modo e i criteri con cui sono state definite e imposte sottintendono un’idea di partito e prefigurano un modello organizzativo e politico. Abbiamo assistito a esecuzioni sommarie di parlamentari capaci, con soli sette anni di mandato. In non pochi casi, addirittura con due soli anni alle spalle. Cito un caso per tutti, quello di Andrea Ranieri, eletto al Senato nel 2006, dopo essere stato nella segreteria nazionale della CGIL, prima, e dei [...]



‘68

Di Pierangelo Ferrari • apr 22nd, 2008 • Argomento: Note politiche

E’ iniziata l’alluvione della ricorrenza quarantennale del ‘68. Articoli, libri, inchieste televisive. Prepariamoci al peggio, alla retorica bipartisan delle esaltazioni e delle denigrazioni. Questa mattina, alla libreria Feltrinelli di via Mazzini, ho visto esposto, tra gli altri, il parto celebrativo di Mario Capanna, protagonista indimenticato (non da me) e mito (non per me) del movimento studentesco della Statale di Milano.
Lo ricordo bene, Capanna. Era l’estate del 1971, mi ero appena diplomato e varcavo emozionato il portone di Ca’ Granda, approdando finalmente al traguardo dei miei sogni di adolescente: una facoltà umanistica e un corso di studi in letteratura e storia contemporanee. Sogni. Proprio così, senza alcuna enfasi. Perchè venivo da una famiglia poverissima e da un travagliato percorso scolastico, per cui fu davvero un’ emozione per me entrare nello splendido cortile del Filarete e nei chiostri rinascimentali del complesso. Il fatto è che non c’era solo il Filarete ad accogliermi. C’era anche Mario Capanna. Per cui il sogno si trasformò ben presto in un incubo.
Il ritratto di Mao, nell’atrio dell’Università, vigilava dall’alto sul caos organizzato, sulla interruzione quotidiana delle lezioni su Dante (preferibilmente dei docenti vicini al PCI) perchè “non serviva alle masse popolari”, sui cortei quotidiani, sui “capelli barbarici e i vestiti edoardiani, di gusto vagamente militare” dei giovani contestatori, “sovversivi malati di snobismo borghese”, per dirla con Pier Paolo Pasolini. Il solo, allora, [...]



Brixia infidelis

Di Pierangelo Ferrari • apr 21st, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Rinvio, di giorno in giorno, il commento alle elezioni bresciane. Non ne ho voglia, non so che dire di nuovo. O meglio, come il personaggio di Altan, “mi vengono delle idee che non condivido”. Il fatto è che non voglio partecipare al tormentone autolesionistico degli sconfitti. Manzoni, che conosceva bene il carattere degli italiani, nell’Adelchi mette in bocca a Carlo Magno, il vittorioso re dei Franchi, una sprezzante risposta alle implorazioni di Desiderio, il re dei longobardi sconfitti: “Cogli ora il fior che hai coltivato e taci/Inesausta di ciance è la sventura”. Insomma, per dirla diversamente ma per restare alla sostanza del problema, non vorrei che si aprisse la caccia lamentosa agli errori, con la coda inevitabile del rimpallo delle responsabilità. Siamo tutti responsabili. Meno due: il sindaco uscente e il candidato sindaco. A Corsini va riconosciuto, anche in queste circostanze, l’incessante impegno amministrativo, di cui si avvertiranno sempre più gli effetti con il passare degli anni. A Del Bono deve andare la riconoscenza per avere assunto, con determinazione e coraggio, una sfida onerosa.
Il resto, è tutto in discussione: radicamento territoriale, linguaggi, rappresentanza sociale, bisogni e attese dei cittadini, alleanze… E’ finita un’epoca, nel modo peggiore. Se non vogliamo contribuire a stabilizzare la nuova occorre ripartire senza precipitazione. Occorre serenità e capacità di comprensione, anche dei processi profondi che hanno investito e cambiato la nostra [...]



La grandinata

Di Pierangelo Ferrari • apr 16th, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Temevamo che piovesse, ha grandinato. Così, il raccolto di un’intera stagione è andato distrutto. A Brescia come  a Roma. Ma soprattutto a Brescia e nell’intero nord, dove la coincidenza del voto amministrativo con il voto politico, fortemente voluta da Rutelli e assecondata dal loft per assicurarsi a Roma un vantaggio elettorale, si è rivelata un abbaglio per Roma e, dalle nostre parti, ha caricato ulteriore zavorra sulle spalle del centrosinistra.
Non sottovaluto il merito delle questioni oggetto della campagna elettorale, dai temi della sicurezza a quelli del lavoro, dalle politiche fiscali al nodo della infrastrutturazione del territorio. E’ su ciascuna di esse che abbiamo accumulato quei ritardi e quelle inadempienze che hanno segnato l’esito del voto ed è da questi problemi che bisogna ripartire, non c’è dubbio. Tuttavia, c’è un’altra questione che pesa da quindici anni sul voto del nord e che è riesplosa clamorosamente con le recenti elezioni: questa parte del Paese, la più moderna e la più dinamica, chiede una innovazione di prodotto politico (programmi e azioni di governo), ma chiede altresì una innovazione di processo e di rappresentanza (tempi delle decisioni e personale politico). Chiede di essere rappresentata da una propria classe dirigente. Su questo terreno, Berlusconi e la Lega godono, al nord, di un vantaggio che è risultato, fino ad oggi, incolmabile. Ma è proprio questo svantaggio che va colmato, altrimenti non ne usciremo più e i nostri nipoti, sempre che si occupino [...]



Il sorriso di Wislawa

Di Pierangelo Ferrari • apr 8th, 2008 • Argomento: Libreria

Ieri, la Repubblica pubblicava, a tutta pagina, un’intervista con la poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996, in occasione di una serie di incontri organizzati nel nostro Paese dall’Istituto Polacco di Roma. Bella sorpresa scoprirla lucida e tagliente, nonostante i suoi ottantacinque anni. Lei, così mite e riservata. Alla domanda sulla circolazione della sua opera in internet, la poetessa polacca risponde: “Non ho internet, non lo uso, né quotidianamente né saltuariamente, e così mi risparmio le irritazioni”. Questo mi rassicura, poichè non verrà mai a sapere che anch’io, tra i tanti, mi occupo di lei e non corro pertanto il pericolo di irritarla.
La poesia “riflessiva” della Szymborska si muove, con il sapiente uso di una pacata ironia, in una quotidiana naturalezza: vecchie fotografie, volti anonimi tra la folla, un’ombra sul muro, rondini in volo, un ombrello smarrito, un telefono che suona a vuoto… La sua attenzione si concentra “sull’individuo più che sulle masse – come ha scritto su la Repubblica Francesco Groggia, introducendo l’intervista - sulle storie singole più che sulla storia collettiva, in definitiva su quel ‘granello di sabbia’ che dà il titolo a una delle sue poesie più significative“. Del resto, la sua intervista si chiude con una frase degna delle sue poesie: “Qualcuno ha detto che le persone si istupidiscono all’ingrosso e rinsaviscono al dettaglio. Dunque, amiamo e sosteniamo i casi al dettaglio”. Nello [...]



Giulio Ferroni, Machiavelli o dell’incertezza. La politica come arte del rimedio (Donzelli, 2003)

Di Pierangelo Ferrari • apr 8th, 2008 • Argomento: Libreria

Niccolò Machiavelli, con Leopardi, è il contributo più alto fornito dall’Italia al pensiero occidentale. Nello stesso tempo, egli è l’autore più denigrato e più frainteso della cultura europea. Sulla sua opera, ogni anno, in tutto il mondo, si pubblicano decine di saggi, che si misurano con l’interpretazione del pensiero del grande fiorentino. Chi ama la politica non può trascurare Machiavelli, così come non può misconoscere Max Weber. La pratica politica sottratta al pensiero politico è misera cosa: carriera, hobby, gioco di società, chiacchiera da bar… La degenerazione (in corso) della politica in spettacolo, in mera tecnica pubblicitaria si argina, innanzitutto, tornando ai fondamentali: alla cultura politica, ai buoni libri e ai buoni autori. Se lo fate, vi imbatterete in Machiavelli, prima di altri. 
Se non lo avete ancora fatto e avete deciso di avvicinarvi al pensiero “scandaloso” del Segretario fiorentino, vi consiglio di partire da uno smilzo libretto, pubblicato dall’editore romano Donzelli, nel 2003: Giulio Ferroni, Machiavelli o dell’incertezza. La politica come arte del rimedio. Consiglio ulteriore: partite dall’ultimo capitolo, leggete prima le diciassette paginette della conclusione, che ha per titolo “il nostro Machiavelli”. In queste dense paginette Ferroni, uno dei più autorevoli storici italiani della letteratura, riporta Machiavelli e la sua concezione politica come arte del rimedio nella società contemporanea. “Il realismo di Machiavelli – scrive Ferroni – (può) ancora oggi metterci in guardia contro la diffusa indifferenza verso [...]



Fatti, non pàroli

Di Pierangelo Ferrari • apr 7th, 2008 • Argomento: Note politiche

Eccoci arrivati all’ultimo miglio di una campagna elettorale surreale, giocata tutta sui media nazionali, che ha lasciato ai candidati sul territorio una defatigante ricerca dell’avversario perduto… Vedi qualche banchetto della Lega (peraltro disertato dai cittadini, come ieri al parco Castelli del mio quartiere), qualche vetrina di Forza Italia, le “vele” di AN e poco altro. C’è solo il PD, per il numero degli appuntamenti pubblici e per la diffusione della presenza sul territorio. Il “porcellum” ci ha tolto di mezzo gli avversari. Ai quali, con il “mattarellum”, contendevamo la vittoria, collegio per collegio. L’hanno pensata bene, a Lorenzago, i “cervelli” del centrodestra guidati da Calderoli: non si trattava solo di inventarsi una legge elettorale che potesse impedire agli avversari, dati vincenti, una maggioranza certa e omogenea in entrambi i rami del Parlamento. Si trattava, soprattutto, di togliere di mezzo il valore aggiunto del centrosinistra: il radicamento sul territorio e il peso, nei testa a testa dei collegi, della (mediamente) migliore affidabilità delle nostre candidature. Di qui, l’invenzione delle liste bloccate, che hanno subordinato i candidati alla discrezionalità dei vertici nazionali  e li hanno sottratti alle sfide territoriali.
Ma questo è argomento del dopo, quando si dovrà pur affrontare il tema di una nuova legge elettorale e, contestualmente, quello della democrazia interna dei partiti. Per ora, la passione dei nostri iscritti mi porta ogni giorno nuovi appuntamenti elettorali: ieri a Ospitaletto e a Mompiano, [...]



La sinistra siamo noi

Di Pierangelo Ferrari • apr 1st, 2008 • Argomento: Note politiche

Tra una cosa e l’altra, siamo arrivati ad aprile, “the cruellest month”, secondo il grande poeta americano Thomas S. Eliot: “Aprile è il mese più crudele, genera/Lillà da terra morta, confondendo/Memoria e desiderio, risvegliando/Le radici sopite con la pioggia della primavera”. Lo sapremo la sera di lunedì 14 se i versi che aprono “La terra desolata”, in qualche modo,  ci riguardano. A giudicare dall’evento di sabato scorso, con Veltroni, c’è da essere ottimisti. Era dagli anni di Berlinguer che non si vedeva tanta gente a una manifestazione politica. Ed è così in tutta Italia. a quanto pare.
Alla Conferenza operaia del PD c’erano non meno di tremila persone. Tante facce nuove, tantissimi ragazzi. E un buon programma di lavoro: proposte serie per lo sviluppo, l’occupazione, la lotta alla precarietà. Una bella prova di cultura di governo del partito dei riformisti italiani, unita alla volontà di un radicamento nuovo, non simulato, nel mondo del lavoro di fabbrica. E’ come se avessimo detto: la sinistra siamo noi, altro che arcobaleni protestatari e socialisti esangui. Il PD non è solo la sinistra italiana, è qualcosa di più e di più rappresentativo. Ma la sinistra italiana sta nel PD, non altrove. La stessa presenza dei tre segretari confederali e del ministro del lavoro di Zapatero era lì a testimoniare, anche simbolicamente, la conferma di una continuità con la storia italiana ed europea [...]