pierangelo ferrari

Archive for maggio, 2008

giovedì 29 maggio

Di Pierangelo Ferrari • mag 30th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Mi alzo sfebbrato e decido di andare a Roma. Mi perderò le votazioni della mattinata ma ho molte cose da fare. E poi, il pomeriggio c’è in Aula il dibattito su Alitalia. Mentre viaggio verso Linate, concordo con Paolo il testo di una interrogazione al ministro dell’Interno sull’episodio grottesco di Montichiari, dove i leghisti hanno ammainato la bandiera tricolore e innalzato il vessillo dei “serenissimi”, quel gruppo di balordi che, con una “operazione militare” presero d’assalto il campanile di San Marco, a Venezia. Pare che, per l’occasione, abbiano recuperato anche il “celebre” Tanko, il catorcio blindato protagonista di quell’ “impresa”. Un simbolo - al pari di Aquilante, il cavallo di Brancaleone – della cialtroneria guerresca di una certa sottocultura. In ogni caso, per evitare che le carnevalate degenerino in sedizione è bene tenere la guardia alzata. Per cui, il 2 giugno a Montichiari, il PD ha organizzato un presidio e una conferenza stampa per ricordare i valori della Costituzione repubblicana.
 



mercoledì 28 maggio

Di Pierangelo Ferrari • mag 30th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Resto sempre a Brescia, per via del malore che insiste. Vorrei approfittarne per andare in piazza Loggia, dove si celebra il trentaquattresimo anniversario della strage, ma non posso. Ci va mia figlia, con alcuni dei suoi compagni di classe. Ieri, a scuola, hanno visto il filmato RAI curato da Carlo Lucarelli, perciò sanno di cosa si tratta. Mia figlia mi dice che ha visto molti studenti al corteo e in piazza. Pochi dei suoi compagni sono rimasti a casa. Buon segno. Io, invece, vado dal medico per farmi fare un certificato che giustifichi la mia assenza. Perchè il parlamentare è come il lavoratore, da questo punto di vista (per tutti gli altri stendiamo un velo pietoso…): se non vuole perdere la giornata e fare brutta figura con i colleghi deve ricorrere alla certificazione medica. 
Intanto, Paolo informa, il governo resiste con difficoltà e rischia di andare sotto in altre occasioni. Sta di fatto che l’emendamendo “salva Rete4″ viene ritirato e viene sfilato dal decreto legge sull’attuazione degli obblighi comunitari. L’ostruzionismo del PD ha vinto la sua prima partita. L’ho già scritto, ma mi piace ripeterlo: il dialogo sulle regole e sugli assetti istituzionali può benissimo convivere con la più ferma opposizione sul merito delle questioni. Quando, si intende, il merito delle questioni lo richiede. Non per partito preso.
 



martedì 27 maggio

Di Pierangelo Ferrari • mag 30th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Oggi il diario è in camera in senso proprio. Nel senso che sono a casa, appiedato da un malore. Purtroppo, alla Camera si sta votando sul decreto che contiene la norma “salva Rete4″ e servirebbero ranghi completi dell’opposizione per mandare sotto il governo. Ma la buona notizia arriva lo stesso: Paolo Corsini mi informa (Paolo mi informa su tutto, nulla mi viene risparmiato) che, grazie all’assenza di 98 deputati, di cui 87  dell’opposizione, il governo viene battuto. L’episodio accade su un emendamento secondario, relativo all’accoglimento di norme europee sull’uccellagione, ma tanto basta al governo per temere nuovi incidenti e per riformulare l’emendamente “salva Rete4″. Vedremo (vedranno) domani come procede.



Bach, “Toccata e fuga” in Re minore BWV 565

Di Pierangelo Ferrari • mag 30th, 2008 • Argomento: Bacheca


“hymn to freedom” Oscar Peterson live in Munich

Di Pierangelo Ferrari • mag 26th, 2008 • Argomento: Bacheca


La questione dello Stato

Di Pierangelo Ferrari • mag 25th, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Nel giugno del 1919, l’anarchico torinese Corrado Quaglino manda un articolo polemico a L’Ordine Nuovo, il settimanale diretto da Antonio Gramsci, con il quale attacca gli “statolatri” della sinistra, compresi i socialdemocratici tedeschi impegnati nella repubblica di Weimar, quella fragile esperienza politica la cui debolezza aprì la strada ad Hitler. Gramsci risponde con durezza: “chi basa la propria azione sulla mera fraseologia ampollosa, sulla frenesia parolaia, sull’entusiasmo romantico è solo un demagogo, non è un rivoluzionario. Sono necessari, per la rivoluzione, uomini dalla mente sobria, uomini che non facciano mancare il pane nelle panetterie, che facciano viaggiare i treni, che provvedano le officine di materie prime e trovino da scambiare i prodotti industriali coi prodotti agricoli, che assicurino l’integrità e la libertà personale dalle aggressioni dei malviventi, che facciano funzionare il complesso dei servizi sociali e non riducano alla disperazione il popolo. L’entusiasmo verbale e la sfrenatezza fraseologica fanno ridere (o piangere) quando uno solo di questi problemi deve essere risolto anche in un villaggio di cento abitanti“.
E’ passato quasi un secolo da quella stagione drammatica, il biennio rosso, nel quale il massimalismo parolaio aprì la strada alla reazione fascista e, da allora, il mondo è cambiato in una misura inimmaginabile. Noi siamo cambiati. Intendo dire, la sinistra italiana. Partiti ultracentenari sono scomparsi, altri si sono trasformati, uscendo vivi dalle macerie della storia, altri ancora – [...]



giovedì 22 maggio

Di Pierangelo Ferrari • mag 23rd, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Eccoli lì, beccati subito, alla prima seduta parlamentare, con le mani nella marmellata degli interessi privati del capo del governo. L’emendamento che salverebbe Rete4 dal trasferimento sul satellite, richiesto da una ingiunzione europea, è stato ammesso “in via eccezionale” da Fini ed è stato agganciato a un decreto-legge, entrando così immediatamente in vigore, se approvato. Il gruppo del Partito Democratico ha alzato, per fortuna, le barriere dell’ostruzionismo. Meglio così. Benvenuto l’emendamento Mediaset se è servito ha dimostrare che dialogo (sulle regole) e opposizione (sul merito) possono benissimo coesistere. L’importante è riuscire a bloccarlo. Vedremo la prossima settimana.
Nel pomeriggio, votazione nelle Commissioni di presidenti, vice e segretari, con tanto di cabina elettorale. Da noi, succede un fatto curioso su cui mi sono divertito a prendere in giro alcuni colleghi: ricevuta dai commessi la scheda elettorale per l’elezione del presidente (su cui dovevamo astenerci), i parlamentari PD ex DS la ripiegano e la infilano direttamente nell’urna, mentre gli ex Margherita entrano, per pochi secondi, in cabina. Per me è bizantinismo cerimoniale, per il mio amico Bressa è profilo istituzionale. Sarà… ma ho l’impressione che si tratti piuttosto di sopravvivenze democristiane…



mercoledì 21 maggio

Di Pierangelo Ferrari • mag 23rd, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Prime votazioni in Aula. Ci si siede dove si vuole, perchè i posti non sono ancora stati assegnati. A me piace appollaiarmi in alto e lì mi piazzo, provvisoriamente. Faccio conoscenza con due deputate di prima nomina. Chiedono, intimidite, informazioni sulle modalità di voto e sul funzionamento dei lavori d’aula. Imparano subito e le vedo attratte soprattutto dalla ricerca, sul grande pannello elettronico, dei pallini accesi corrispondenti al proprio voto. In effetti, non è una banalità. Quel pallino acceso ti segnala che il tuo voto è stato registrato e, inoltre, con il colori verde, rosso o bianco, ti conferma la scelta di voto: a favore, contro o astenuto.
Si finisce presto, allora esco e vado a rivedere, per l’ennesima volta, il mio Caravaggio in San Luigi dei Francesi, a poche centinaia di metri da Montecitorio, vicino al Senato. E’ questo il bello di Roma. In mezzo al caos e alla sciatteria, sbucano ad ogni angolo capolavori e testimonianze storiche. Nella chiesa cinquecentesca della comunità romana dei francesi, Michelangelo Merisi ha dipinto le tre pareti della Cappella Contarini, dedicandole a San Matteo: San Matteo e l’angelo e il Martirio di San Matteo sono capolavori, ma la Vocazione di San Matteo è perfino qualcosa in più. I turisti infilano una moneta nella apposita macchinetta, le luci si accendono a tempo e lì capisci perchè Caravaggio non ha eguali.



martedì 20 maggio

Di Pierangelo Ferrari • mag 23rd, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Arrivo a Roma sotto un acquazzone. La città è più caotica e sciatta del solito. Sono arrivato qui con le elezioni de 2006 e non mi sono mai sentito a mio agio. Roma non mi piace, è una città disagevole (per gli spostamenti), trasandata e sporca. Sono prudente quando mi chiedono: “come va a Roma, magnifica vero?”. Si, magnifica se la visiti da turista per pochi giorni, assai meno affascinante se ci vivi , anche solo part-time. Pochi miei colleghi sono d’accordo con me. Ma io amo le città ordinate e patisco l’improvvisazione e il caos.
Per la verità, temo di essere stato condizionato dai feroci giudizi di Flaiano, che a Roma visse a lungo. “Roma mi respinge – leggiamo nel Diario degli errori – Dappertutto una diffusa volgarità… Non è una città, è un bivacco sulle rovine, aspettando tempi migliori, che non vengono mai”. Le rovine sono splendide, intendiamoci, ma la città trasmette davvero l’immagine, soprattutto in alcune zone, di un bivacco sulle rovine. Quanto ai tempi migliori, credevamo fossero finalmente arrivati… era solo uno spettacolo sapientemente allestito.



Riformisti e radicali

Di Pierangelo Ferrari • mag 21st, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Paolo Pagani e Leone Orizio hanno risposto alla mia Lettera aperta a Paolo e Leone. Trovate la loro risposta nello spazio dei commenti alla Lettera medesima. Qui, voglio riprendere alcune questioni, che essi sollevano con maggiore chiarezza delle poche battute riportate dalla stampa. Mi fa piacere, innanzitutto, che essi precisino che l’ Associazione “A sinistra” sia “un laboratorio politico aperto al confronto con tutte le culture della sinistra riformista“. Non solo. Essi ribadiscono che l’associazione si propone iniziative “sul ruolo di una moderna sinistra riformista“, avendo come obiettivo “l’allargamento delle basi di una politica riformista“. Troppa enfasi riformista, verrebbe da dire. In ogni caso, apprezzo molto le intenzioni, ma mi chiedo cosa c’entrino, con esse, i dibattiti pubblici con la sinistra radicale  (da cui sono partiti) e l’obiettivo di contrastare “la dispersione dell’area politica della Sinistra arcobaleno” (su cui insistono).
Qui, si arriva a un nodo politico su cui occorre fare chiarezza. E’ vero, si è aperta nel PD (nel PD per modo di dire, perchè si è aperta solo sulla stampa) una discussione sul tema delle alleanze. Tuttavia, vorrei mettere in guardia Paolo e Leone dal dare peso eccessivo alle “aperture” di Veltroni alla Sinistra democratica di Fava. In effetti, l’apertura è durata ventiquattro ore… e non è andata più in là di Fava. Meno improvvisato (e probabilmente più duraturo) il punto di vista di D’Alema e di Bersani, per [...]