pierangelo ferrari

Archive for luglio, 2008

mercoledì 30 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 31st, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Giornata dedicata alla discussione e alla approvazione del Trattato di Lisbona. Alcuni Paesi dell’Unione hanno sottoposto l’approvazione a ratifica popolare. Ratifica rischiosa, visto l’esito del recente voto irlandese. Noi abbiamo ritenuto più opportuno riservarla al Parlamento. Meglio così. Se anche da noi si fosse scelta la strada della consultazione popolare, non sarebbe andata meglio che in Irlanda. Troppi e decisamente fondati i motivi di sfiducia e di disillusione nei confronti dell’Unione Europea allargata, percepita – non a torto – come una macchina ipertrofica e burocratica. La Lega, il partito più antieuropeista del Parlamento, vota la ratifica del Trattato per comprensibili vincoli di maggioranza. Ma è in evidente sofferenza, visto che i suoi parlamentari intervengono polemicamente nel dibattito. Alle 18,30 si concludono dibattito e voto sugli articoli. Le dichiarazioni finali di voto e il voto medesimo sono rinviati a domani, in diretta televisiva. Perchè non si procede subito con le fasi conclusive, che comportano non più di un’ora di tempo? Semplice: bisogna poter dire che si lavora anche domani, anche se non c’è nient’altro in calendario. Succede spesso. Un carico di lavoro settimanale di un paio di giorni, viene “spalmato” su quattro o cinque, dal lunedì al venerdì, per evitare la critica ai parlamentari fannulloni. Come sempre, demagogia e sperpero delle risorse vanno a braccetto.
La chiusura anticipata delle votazioni mi regala una pausa prima di cena. Mi infilo nella libreria [...]



martedì 29 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 30th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Arrivi a Fiumicino e fai subito i conti con l’efficienza romana. Il più delle volte la scala mobile che collega al piano della stazione ferroviaria non funziona. Il curioso è che non funziona in salita. Arrivi a Ostiense ed è la stessa cosa: la scala mobile scende ma non sale. Per non parlare del resto: i bivacchi davanti alla stazione, i tempi di attesa dei bus… Meglio lasciare perdere. Meglio soffocare i rigurgiti di intolleranza con pastiglie di spicciola e rassegnata filosofia. Alla Camera mi aspettano, prima, una audizione in Commissione del ministro Fitto, poi, una seduta d’Aula. Fitto parla, dicendo il meno possibile e dando la netta impressione di non avere il controllo della situazione. E’ su altri tavoli che si scioglieranno i nodi del federalismo e del nuovo patto costituzionale. Se si scioglieranno. In Aula ci attende un “Milleproroghe”, classico provvedimento con cui il governo protrae termini in scadenza e, già che c’è, infila qualche polpetta incompatibile. Come dire, il gelato con la polenta. Lo abbiamo fatto noi, ora lo fanno loro. Né più né meno. Una polpetta avvelenata, invece, gliela rifiliamo noi, mandandoli sotto su un emendamento. Poco male, nel merito, se non fosse che il provvedimento è arrivato alla Camera in seconda lettura e che, ora, deve tornare al Senato, dove c’è un ingorgo pericoloso. La chiusura agostana incombe e potrebbero non farcela a chiudere [...]



Un paio di problemi

Di Pierangelo Ferrari • lug 30th, 2008 • Argomento: Interventi Documenti

(Intervento alla riunione regionale dei parlamentari e dei consiglieri regionali del PD, Milano 29 luglio 2008)
La riflessione di Adamoli, che ho largamente condiviso, mi consente di concentrare l’intervento su un paio di questioni. D’accordo con ciò che hanno detto Martina e Porcari nelle loro relazioni. Partendo da lì e allargando il quadro in cui si colloca la nostra iniziativa, io vedo un primo problema, a proposito della stagione del federalismo che sembra aprirsi, ancora una volta. Può darsi che, di nuovo, si tratti di una falsa partenza. Ma, questa volta, ho l’impressione che saremo chiamati a un confronto parlamentare di merito e che non basterà limitarci alla nostra tradizionale manovra politica per cui il federalismo è solo un pretesto per aprire operazioni nella direzione della Lega, nel tentativo (nell’illusione, direi) di scomporre le alleanze e di ricomporle a nostro vantaggio. La questione si riapre, del resto, dopo quindici anni, in una condizione in cui sulla prospettiva federalista si addensano le preoccupazioni (non infondate) di una deriva che porti la spesa pubblica regionale fuori controllo. E, nello stesso tempo, registriamo oggi, a differenza dei primi anni novanta – anni carichi di aspettative e di fiducia nel cambiamento – uno scetticismo diffuso, una opinione pubblica disincantata e ripiegata, da cui non verrà un sostegno all’opera di costruzione di una nuova statualità. Sempre che questa opera si avvii.
Ma il [...]



Cento giorni

Di Pierangelo Ferrari • lug 28th, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Stiamo per raggiungere il tagliando dei primi cento giorni del terzo esecutivo Berlusconi ed è possibile fare un primo bilancio, tanto dell’azione del governo quanto di quella dell’opposizione. Chi legge regolarmente le mie cronachette parlamentari nella sezione Diario in Camera conosce il mio punto di vista e sa che, a mio avviso, il tratto più vistoso del nuovo centrodestra è la brutale semplificazione del processo legislativo: decreti legge ripetuti del Governo, a cui si aggiunge in Aula, il sistematico ricorso al voto di fiducia. In questo modo, il Parlamento è espropriato della sua funzione e il potere legislativo viene trattenuto nelle mani dell’esecutivo. Il crescente distacco dei cittadini dalla politica non registra la gravità della riforma costituzionale in corso, non si è manifestata una opinione pubblica avvertita delle conseguenze che la novità comporta. Conseguenze che non ricadono soltanto sul delicato equilibrio costituzionale dei poteri (dopotutto, se fosse solo questo il problema, pensano i più, ben venga la novità, purchè acceleri le decisioni), ma che comportano la riduzione degli strumenti di controllo delle politiche governative e la stessa possibilità di tutela delle famiglie, dei consumatori, dei lavoratori. Basti pensare alla manovra finanziaria, anticipata con il decreto 112 collegato al Dpef e varata con le nuove modalità decisioniste.  Parlamento imbavagliato uguale cittadino inerme. Ecco un campo di iniziativa del Partito Democratico, se uscisse dallo stato di apatia in cui è adagiato.
L’altro tratto distintivo dei [...]



giovedì 24 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 25th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Si chiude in mattinata la pratica dell’ennesimo decreto su cui è stata posta l’ennesima fiducia. In questo caso, si tratta del decreto che accompagna il Documento di programmazione economico-finanziaria e che anticipa la Finanziaria di autunno. Ai primi di agosto, a compimento dei fatidici primi cento giorni, il Parlamento avrà approvato dodici decreti più il “lodo Alfano”, per il quale le presidenze delle Camere si sono inventate un percorso privilegiato e rapido. L’autonomia del Parlamento è stata azzerata e la funzione legislativa se l’è presa il Governo. Nell’indifferenza generale, il sistema parlamentare sta marciando, a passi spediti, verso la fine sostanziale. Ci lasciano in cambio un pò di cerimoniale: interventi in commissioni e in Aula, proteste, pregiudiziali di costituzionalità..  Il tutto viene ignorato o respinto. Ma ci lasciano fare. Così, giusto perchè non si dica che non siamo un regime democratico. In compenso, lo stato dei media è penoso: la Repubblica dà voce alle fantasiose accuse di Tavarolli contro Fassino, mentre l’Unità critica Napolitano. Stretti tra astuti berlusconiani e improvvidi travaglieschi, le persone ragionevoli e perbene, che vorrebbero mettere mano alla riforma del sistema parlamentare, per porlo al riparo dalle invasioni del Governo, del CSM e di tutti i poteri costituiti, hanno le mani legate, tanto dai lacci delle leggi ad personam quanto da quelli degli incorruttibili anti inciucisti, in servizio permanente effettivo. E così, di male in peggio, tra [...]



mercoledì 23 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 24th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Ci sono giorni in cui è difficile avvertire il senso del proprio lavoro. Certo, sempre meglio che lavorare in miniera o in fonderia. Non bisogna mai perdere la consapevolezza della limitata misura dei propri disagi. Tuttavia, come ho scritto ieri, ci sono giorni in cui una stanca routine si impadronisce di noi e svuota le nostre occupazioni. Oggi, per esempio, la giornata si riapre con la sequenza delle dichiarazioni di voto sugli ordini del giorno. Quando si vota? Non si sa. Chi non deve intervenire in Aula, potrebbe andare in ufficio a lavorare, incontrare persone, partecipare a iniziative pubbliche… Non si può. Devi essere presente, in Transatlantico, nei corridoi… a portata di chiamata al voto. Pare che si voti alle 16. No, il voto è anticipato alle 15. Niente affatto: passano le 15, le 16… pare che si voti alle 17. Per farla breve, si è votato alle 18,30. Avviene spesso così, non puoi contare sul tuo tempo e, soprattutto, non puoi programmare il tuo lavoro. Ridurre il numero dei parlamentari, introdurre il monocameralismo e riformare i regolamenti parlamentari sono le decisioni che premono, le sole che possono restituire autorevolezza ed efficacia al nostro lavoro. L’ho già detto ieri, lo so. Nelle condizioni in cui siamo, invece, il Parlamento non  è in condizione di operare in tempi certi e lascia spazio alle chiacchiere degli esibizionisti [...]



martedì 22 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 23rd, 2008 • Argomento: Diario in Camera

C’è un aspetto stucchevole dei lavori parlamentari, che riguarda la guerriglia tra governo e opposizione. Funziona così: il Governo decide di approvare un decreto (per motivi di necessità e urgenza, dice la legge, in realtà per accorciare i tempi e sovrapporsi al Parlamento), sul quale le Camere devono pronunciarsi entro sessanta giorni. Se poi il Governo vuole strozzare ulteriormente i tempi, pone in Aula la questione di fiducia sul provvedimento, che azzera la discussione e che fa decadere gli emendamenti. E’ ciò che sta facendo, a raffica, il nuovo esecutivo. All’opposizione, che armi restano disponibili per fare sentire la propria voce? Solo gli ordini del giorno, che non decadono con l’approvazione della fiducia. Perciò, si presentano centinaia di ordini del giorno, che consentono di guadagnare cinque minuti ciascuno per l’illustrazione. Finita questa fase, si votano gli ordini del giorno, uno per uno, prima di passare alle dichiarazioni di voto finali sul provvedimento e al voto conclusivo. E’ ciò che sta accadendo oggi e che si trascinerà ritualmente fino a domani pomeriggio. I nostri parlamentari fanno il loro compitino, uno per uno, in un’Aula semideserta. Mi dispiace, ma io cerco di sottrarmi a questa finzione di democrazia. Tuttavia, la guerriglia non finisce qui. Visto che l’approvazione di un ordine del giorno impegna blandamente il Governo, il Governo medesimo può dichiarare di accogliere molti ordini del giorno, quanto meno nella forma [...]



lunedì 21 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 22nd, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Ancora un voto di fiducia, di nuovo su un decreto legge, il 112 che accompagna il Dpef e che anticipa la manovra finanziaria di autunno. Ma gli interventi e il voto sulla richiesta di fiducia sono preceduti da un improvvisato e acceso dibattito sulle dichiarazioni padovane di Bossi, riportate questa mattina da tutti i quotidiani. Siamo alle solite: Bossi spara una delle sue rozze bordate, che si tratti di “padani” armati o di insulti ai simboli dell’unità nazionale, e si scatena la ridda delle indignazioni. C’è qualcosa che non va nel format, come direbbero quelli del loft. Bossi urla per serrare i ranghi della sua gente, tanto più quanto più nelle sue fila serpeggia inquietudine e delusione. Alle sue sparate io dico che bisognerebbe rispondere in modo sobrio e duro, senza enfasi e senza drammatizzazione, soprattutto senza regalare al capo leghista la dignità di un confronto parlamentare. Perchè, così facendo, si rilancia e si moltiplica l’effetto che egli voleva ottenere sul popolo leghista: la Lega sola contro tutti. Nella fase in cui, al contrario, il Carroccio copre Berlusconi sulle leggi ad personam e asseconda Tremonti su operazioni anti popolari. Finito il teatrino pro domo Bossi, si passa alle dichiarazioni dei gruppi, sulla richiesta di fiducia avanzata dal governo. Per il PD interviene Bersani, chiaro ed efficace, come al solito. I frequenti, apprezzatissimi interventi di Bersani, tuttavia, allargano ogni [...]



Federalismo fiscale. La proposta del PD lombardo

Di Pierangelo Ferrari • lug 21st, 2008 • Argomento: Interventi Documenti

La proposta del Pd lombardo sul Federalismo fiscale.
Nelle scorse settimane, un gruppo di parlamentari lombardi del Pd, ha messo a punto una proposta di federalismo fiscale. La proposta è stata discussa e approvata in una riunione congiunta con i consiglieri regionali lombardi del Pd.
Scarica la proposta formato Pdf



Federalismo, tra Lega e PD

Di Pierangelo Ferrari • lug 20th, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Ieri, il Corriere della sera ha anticipato la relazione che il ministro Calderoli terrà martedì alla Commissione bicamerale per gli affari regionali sulla questione del federalismo fiscale. Oggi, giornata di commenti e di interviste sul tema. In casa PD, larghe aperture da Finocchiaro e Morando (“in quella proposta c’è molto delle nostre idee”) e sostanziale chiusura da Rosy Bindi e da Europa (“non aiutiamo troppo questa Lega…il federalismo non sta in cima all’agenda del PD”). Lo stesso Scalfari, su la Repubblica,  mette in guardia Tremonti dall’investimento sul dialogo con D’Alema: “D’Alema è amabile – egli scrive – ma molto mobile, cambia spesso scenario. E poi, se lei ha bisogno dell’opposizione per discutere di federalismo fiscale, non le basterà D’Alema. Ci vorrà tutto il Partito democratico, ci vorranno le Regioni e i Comuni, ci vorranno le parti sociali. Non credo – è l’avvertimento conclusivo, vagamente minaccioso - che il vostro federalismo diventerà legge in nove minuti e mezzo”. Fermiamoci qui. Basta e avanza per capire l’entità e la complessità della partita che si sta aprendo. Anche dentro il PD, dove gli avversari del federalismo sono molti e molto agguerriti, nel gruppo dirigente nazionale e, ovviamente, nelle regioni meridionali.
E’ una partita, del resto, sul cui esito non mi faccio illusioni. Ho vissuto il precedente della mancata partenza del 1995, quando – anche allora, nel quadro di una apertura di [...]