martedì 22 luglio
Di Pierangelo Ferrari • lug 23rd, 2008 • Argomento: Diario in CameraC’è un aspetto stucchevole dei lavori parlamentari, che riguarda la guerriglia tra governo e opposizione. Funziona così: il Governo decide di approvare un decreto (per motivi di necessità e urgenza, dice la legge, in realtà per accorciare i tempi e sovrapporsi al Parlamento), sul quale le Camere devono pronunciarsi entro sessanta giorni. Se poi il Governo vuole strozzare ulteriormente i tempi, pone in Aula la questione di fiducia sul provvedimento, che azzera la discussione e che fa decadere gli emendamenti. E’ ciò che sta facendo, a raffica, il nuovo esecutivo. All’opposizione, che armi restano disponibili per fare sentire la propria voce? Solo gli ordini del giorno, che non decadono con l’approvazione della fiducia. Perciò, si presentano centinaia di ordini del giorno, che consentono di guadagnare cinque minuti ciascuno per l’illustrazione. Finita questa fase, si votano gli ordini del giorno, uno per uno, prima di passare alle dichiarazioni di voto finali sul provvedimento e al voto conclusivo. E’ ciò che sta accadendo oggi e che si trascinerà ritualmente fino a domani pomeriggio. I nostri parlamentari fanno il loro compitino, uno per uno, in un’Aula semideserta. Mi dispiace, ma io cerco di sottrarmi a questa finzione di democrazia. Tuttavia, la guerriglia non finisce qui. Visto che l’approvazione di un ordine del giorno impegna blandamente il Governo, il Governo medesimo può dichiarare di accogliere molti ordini del giorno, quanto meno nella forma della raccomandazione, per evitare voti e per ridurre ulteriormente i tempi della approvazione del provvedimento. Insomma, il Governo fa quello che vuole, mentre la principale prerogativa del Parlamento, la funzione legislativa, esiste solo sulla carta. Nella realtà, una montagna di parole produce pochi topolini legislativi in un anno. Così (non) funziona) il Parlamento, se si vuole essere sinceri. Serve una radicale riforma che introduca il monocameralismo, che riduca, con un nuovo regolamento parlamentare, i tempi della approvazione delle leggi, ma che, nello stesso tempo, restituisca al potere legislativo la funzione che gli è propria. Ogni legislatura, da molti anni a questa parte, si presenta in avvio come legislatura “costituente”. Oggi, ci risiamo: è tutto un gran parlare di riforme, leggi costituzionali ed elettorali, modelli tedeschi e spagnoli, federalismi solidali o meno… Ne ho viste troppe per essere ottimista. In ogni caso, speriamo bene.
Ci sono a Roma amici bresciani. Li ospito alla Camera e li accompagno in una breve visita del palazzo. Ciò che colpisce di più, l’ho già notato con altri ospiti, è la vista dell’Aula vuota, dall’alto delle tribune del pubblico. In effetti, lo spettacolo è maestoso e trasmette un’immagine di autorevolezza e di seriètà. Immagine che viene meno, ne sono certo, quando sono in corso i lavori parlamentari e il pubblico può assistere a certi interventi e a certi comportamenti… Usciti all’aperto, accompagno i miei amici a prendere il “gran caffè” di piazzetta Sant’Eustachio, di cui si dice sia il miglior caffè di Roma. Grande successo, quasi paragonabile alla vista dell’aula della Camera. Le prime volte che venni a Roma, più di trent’anni fa, il caffè più gettonato era quella della Tazza d’oro, di fronte al Pantheon, ed era obbligatorio un passaggio da Giolitti per un gelato. Tutti luoghi celebri, nei pressi dei palazzi della politica. Miti caduti, insieme alla credibilità della politica. In effetti, non ci sono più i gelati e i partiti di una volta…
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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