pierangelo ferrari

Archive for agosto, 2008

martedì 5 agosto

Di Pierangelo Ferrari • ago 6th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Mattinata libera. Si vota alle 15, per appello nominale, la fiducia richiesta dal Governo sul maxi decreto che anticipa la manovra finanziaria di autunno. Ne approfitto per passare in libreria e in ufficio, dove scrivo un testo in “Primo piano” sul blog e la nota di ieri del “Diario in Camera”. Quando rientro alla Camera, a fine mattinata, ritrovo in Transatlantico i soliti capannelli di deputati, giornalisti e varia umanità, dediti soprattutto alla chiacchiera ironica e scanzonata dei momenti peggiori. Si, perchè ho notato che c’è un rapporto direttamente proporzionale tra gli affanni della politica e la liberazione dei freni inibitori. Deve essere quella che Ungaretti definiva una “allegria di naufraghi”. L’allegria, a cui si riferisce Ungaretti, tuttavia, è quella dei marinai scampati al naufragio, mentre ho l’impressione che il nostro naufragio ci stia davanti. Ma, probabilmente, l’ilarità diffusa è solo l’effetto delle vacanze incombenti, la voglia del rompete le righe. Argomenti più gettonati, le nudità tiepolesche di palazzo Chigi, coperte da una manina berlusconiana (ma perchè non ci facciamo mancare mai nulla, pur di fare una figura di merda in tutto il mondo?) e la sfida delle tv, dalemiana e veltroniana. “Hai notato - mi dice un collega – che i due stazionano sempre più frequentemente e a lungo in Parlamento. E che parlano con tutti. Sembra che abbiano in corso una gara per il consenso”. In effetti, D’Alema resta seduto [...]



Il diritto di morire

Di Pierangelo Ferrari • ago 6th, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Avevo diciassette anni quando arrivò il “mitico” Sessantotto. A distanza di quarant’anni si sprecano celebrazioni e denigrazioni, ricostruzioni e memorie. A ciascuno il suo. Il mio Sessantotto non a niente a che fare con eskimo e cortei, slogan incendiari e abbigliamento guerrigliero. Non si chiama movimento studentesco o “maggio francese”, non ha il volto di Mario Capanna e i simboli dei gruppi extraparlamentari di sinistra. Il mio, ha il volto di Alexander Dubcek, il leader cecoslovacco che provò a umanizzare il comunismo. Porta con sè il ricordo della “Primavera di Praga” e finisce in una drammatica giornata estiva, il 20 agosto, quando le truppe dell’Urss e dei Paesi satelliti invasero la Cecoslovacchia, mettendo fine alla speranza di riformabilità dei regimi comunisti. Quell’evento mi spinse verso la politica. Ero un giovane cattolico inquieto, in cerca della propria strada. Fu paradossalmente uno dei drammi della sinistra europea a portarmi in quella direzione: Dubcek mi aprì la strada della sinistra antistalinista. La partecipazione alla tragedia del popolo cecoslovacco diventò commozione intensa quando un giovane studente di filosofia, il diciannovenne Jan Palach, si diede fuoco, il 16 gennaio 1969, a Praga, in piazza San Venceslao, per protestare contro l’occupazione militare del proprio Paese, e morì, pochi giorni dopo. Avevamo un giornaletto ciclostilato, all’oratorio di Mompiano, noi giovani cattolici “del dissenso”. Dedicammo il numero successivo allo studente praghese suicida, riproducendo in copertina la celebre [...]



Lettera ad Alfredo Reichlin

Di Pierangelo Ferrari • ago 6th, 2008 • Argomento: Interventi Documenti

Caro Alfredo,
difficile non consentire con te su ciò che vai scrivendo, da tempo, sulla crisi italiana. Anche il tuo intervento di venerdì scorso su l’Unità è ricco di acute considerazioni. Lo sono meno, questa volta, le conclusioni, a mio avviso. La profondità della crisi italiana, di cui ti occupi con opportuna ostinazione, il profilo arretrato della destra nazionale, il vuoto di direzione politica, la stagnazione del modello di sviluppo, il crescente distacco della gente dalla politica, l’afasia del Partito Democratico…questo scenario drammaticamente realistico che rappresenti, immagine dantesca di una “nave sanza nocchier in gran tempesta”, va a parare nel dito medio di Bossi, febbre di una malattia che si chiama, tu dici, “rischio Belgio”, e su cui “noi, nei prossimi mesi, ci giochiamo tutto”. No, Alfredo, per una volta, non sono d’accordo. La malattia, sul cui esito noi ci giochiamo tutto, è esattamente quella che tu descrivi per nove decimi del tuo articolo. E’ la crisi di un modello di sviluppo e della forma di statualità che lo ha importato e accompagnato. Del resto, quale conferma più esplicita che il problema vero è un altro di quella che tu dai, laddove denunci il fatto che, dentro la crisi italiana, il Sud “sta diventando un altro Paese”? E’ una affermazione di enorme portata politica. Questa è la malattia su cui ci giochiamo tutto. Ed è lì [...]



lunedì 4 agosto

Di Pierangelo Ferrari • ago 4th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Il Senato ha modificato, in seconda lettura, il decreto 112 che accompagna il Documento di programmazione economico-finanziaria e ce lo ha restituito. Ieri, domenica, di gran carriera, la Commissione Bilancio ha dovuto riunirsi, per prendere atto delle modifiche (recitando, immagino, una discussione del tutto inutile) e oggi il provvedimento è approdato in Aula, emendato degli articoli più indecenti approvati, in prima lettura, dalla Camera, che avevano sollevato indignazioni e proteste. Alle 15, in Aula, il ministro Vito annuncia che il Governo intende chiedere il voto di fiducia. Ovviamente, viene da dire in questo caso. La fiducia si voterà domani. Seguiranno gli ordini del giorno, le dichiarazioni di voto finali e il voto conseguente, che accompagneranno in porto un’operazione di oltre 36 miliardi fortemente voluta da Tremonti, anche contro le proteste dei colleghi di governo, per i sensibili tagli alle risorse disponibili per i ministeri. Siamo sinceramente preoccupati. I tagli alle spese ordinarie, la stretta finanziaria sugli enti locali, già colpiti dall’eliminazione dell’ICI, la contrazione degli investimenti in conto capitale, l’aumento della pressione fiscale sui percettori di reddito fisso preparano un futuro assai poco rassicurante per famiglie e lavoratori. Ciò nonostante, siamo consapevoli che la nostra opposizione non riesce a mordere in Parlamento e i nostri argomenti non riescono a smuovere l’opinione pubblica. Dobbiamo misurarci con un grande problema, alla ripresa autunnale: si tratta di trovare la strada di [...]



Il mondo di Queneau

Di Pierangelo Ferrari • ago 4th, 2008 • Argomento: Libreria

C’era una collana Einaudi (ma forse, dopo l’acquisto berlusconiano, sarebbe il caso di dire semplicemente: c’era una volta l’Einaudi) raffinata fino allo snobismo. Formato ridotto, carta di qualità, copertina morbidissima di colore azzurro carta da zucchero. Si chiamava “Scrittori tradotti da scrittori”. Ci trovavi Kafka tradotto da Primo Levi, Madame Bovary tradotto da Natalia Ginzburg, I racconti di Edgard Allan Poe tradotti da Giorgio Manganelli (li consiglio vivamente), Gogol tradotto da Tommaso Landolfi… Oggi li potete rintracciare (forse) nei Remainders e (certamente) in internet, su IBS e altri siti analoghi. Il mio ingresso nella collana, tanti anni fa, avvenne con uno scrittore, tradotto magistralmente da Italo Calvino, di cui non avevo ancora letto una riga e fu un impatto esplosivo.
Sentite un pò. “Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. Si disegnavano all’orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I Normanni bevevan calvadòs”. E’ l’inizio irriverente  di Fiori blu, il romanzo “intraducibile” di Raymond Queneau, apparso in Francia nel 1965. Con [...]



Eugenio Lecaldano, Bioetica. Le scelte morali (Laterza, 1999)

Di Pierangelo Ferrari • ago 4th, 2008 • Argomento: Libreria

Avevo acquistato e letto il bel volume di Eugenio Lecaldano in occasione del confronto parlamentare e del successivo referendum sulla procreazione assistita. E’ rimasto, da allora, un punto di riferimento per me, un punto di vista chiaro e comprensibile sulle più controverse questioni del grande e complesso campo della bioetica. E’ sufficiente riportare i titoli dei cinque capitoli in cui si articola il libro, perchè possiate comprendere l’arco dei temi affrontati: I. La bioetica definita; II. La fine della vita umana e il riconoscimento di un diritto a morire; III. La natura e i limiti di un diritto alla libertà procreativa; IV. La sperimentazione sugli embrioni, l’ingegneria genetica e il diritto all’integrità genetica; V. Le cure mediche e il diritto ad un minimo di cure.
Ordinario di Storia della Filosofia morale presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Lecaldano è membro del Comitato Nazionale di Bioetica ed è autore di numerosi saggi sui temi affrontato organicamente nel volume di Laterza del 1999. Tra gli altri, vi segnalo una pubblicazione del 2006 (sempre per l’editore Laterza) dal titolo provocatorio, Un’etica senza Dio. L’assunto teorico, da cui parte l’autore e che ritroviamo nel volume del ‘99 come ispirazione di fondo, denuncia la “inaccettabile pretesa di chi sostiene che non vi sia posto per l’etica senza la fede in un Dio garante dei valori morali” e afferma che una utentica [...]



giovedì 31 luglio

Di Pierangelo Ferrari • ago 1st, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Stamattina i giornali riferiscono dell’incontro tra Fini e D’Alema e della loro intenzione di affrontare insieme, in autunno, la questione del federalismo. Se ne occuperanno le due Fondazioni, Farefuturo e Italianieuropei, con un convegno in Valtellina. Fini e D’Alema federalisti? Le battute si sprecano. “Il minimo che ci può capitare è il ritorno allo Statuto albertino“, dice un collega. “Sei pazzo – replica un altro – Carlo Alberto era un pericoloso estremista. Meglio tornare a Carlo Felice”. Pare che l’incontro passerà alla storia (alla storia?)come il “patto della spigola”, in omaggio al menu del pranzo di lavoro. Sarà… conoscendo l’afflato federalistico dei due, è più probabile che, a cose fatte, si rivelerà come il “patto del gambero”. Intanto, in Aula si discutono gli ordini del giorno collegati alla ratifica del Trattato di Lisbona, su cui prosegue l’esibizione della cattiva coscienza leghista: alzano i toni polemici contro l’Unione, tanto più perchè devono ridurre il significato del loro voto a favore del Trattato. Nella dichiarazione di voto finale, il loro capogruppo, il piemontese Cota (uno strano tipo, pacifico in Commissione ma isterico in Aula), ci dà dentro con le presunte infamie comunitarie. Bella e puntuale la replica di Sandro Gozi. Quando il tabellone elettronico rivela una massa unanime di pallini verdi, tutti i deputati si alzano in piedi, applaudendo. Tutti, meno i leghisti, inchiodati ai loro banchi, con [...]