Norberto Bobbio, Elogio della mitezza (Net, 2006)
Di Pierangelo Ferrari • set 4th, 2008 • Argomento: LibreriaCosì come ricorriamo alle mappe delle città e alle carte geografiche quando abbiamo perso la strada (dei navigatori satellitari non voglio neppure sentire parlare), è bene ricorrere ai classici del pensiero quando la confusione sotto il cielo è grande. E che oggi la confusione sia grande sotto il cielo non vi sono dubbi. Con la differenza – rispetto alla celebre battuta maoista – che ciò non rende la situazione eccellente. Un classico del pensiero politico che ci può dare una mano per orientarci nel deserto che stiamo attraversando è Norberto Bobbio, il grande intellettuale torinese scomparso nel 2004. Bobbio è stato un autore prolifico, del resto è morto quasi centenario. Fondamentale è il suo Profilo ideologico del Novecento italiano, così come i suoi saggi sul socialismo liberale. Io mi inoltrerei nell’opera di Bobbio cominciando con l’agile libretto, Destra e sinistra, pubblicato da Donzelli nel 1994. Chiarirsi le idee sui fondamentali non guasta mai. Tuttavia, il libro che io scelgo di collocare nella mia ideale biblioteca del PD è un’altra opera, meno nota, del ‘94: Elogio della mitezza, pubblicata da Linea d’ombra. L’opera è ora disponibile nelle edizioni Net. Il libro raccoglie una decina di scritti che si collocano nell’ambito della filosofia morale e che affrontano soprattutto i temi della nonviolenza, del razzismo, dell’etica laica, del rapporto tra morale e religione. Questioni di stretta attualità, che oggi incalzano invano la politica, che chiedono assunzioni di responsabilità e decisioni conseguenti.
Elogio della mitezza è il titolo del saggio che apre il volume. Non confondete, ci dice Bobbio, la mitezza con la modestia e con l’umiltà. “Il mite è un uomo tranquillo, ma non remissivo e neppure bonario”. Tanto più che la mitezza è una fondamentale conquista esistenziale, con la quale la politica deve fare i conti: “la mitezza è la più impolitica delle virtù… proprio per questo mi interessa in modo particolare - dice Bobbio - La politica non è tutto. L’idea che tutto sia politica è semplicemente mostruosa. Posso dire di avere scoperto la mitezza in questo viaggio di esplorazione oltre la politica“. Il tono è questo, è il tono delle conferenze, delle conversazioni di carattere divulgativo. Nessuna pretesa di rigore e di scientificità, come nei principali saggi bobbiani. Ma chi voglia cominciare con l’affrontare i temi etici che, oggi più che mai, ci riguardano, si accosti a Bobbio e legga questo libretto senza pretese. Il suo valore è soprattutto nell’atteggiamento dell’autore che, arrivato a ottantacinque anni, scrive nella prefazione: “Di fronte ai grandi problemi mi ritengo un uomo del dubbio e del dialogo. Del dubbio, perchè ogni mio ragionamento su una delle grandi domande termina quasi sempre, o esponendo la gamma delle possibili risposte, o ponendo ancora un’altra grande domanda. Del dialogo, perchè non presumo di sapere quello che non so, e quello che so metto alla prova continuamente con coloro che presumo ne sappiano più di me”.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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Voglio fare un commento prendendo spunto dall’incipit. Quando perdo o on trovo la strada amo fermarmi a chiedere alle persone. Immancabilmente ti dicono: “Non sono di qui”, ma poi si avventurano in spiegazioni tortuose e, a volte, esilaranti. Non c’è rappresentazione più efficace del dubbio di questi dialoghi, con la persona qualunque, per strada. Che è anche una bella metafora della persona vista come aiuto, risorsa e non come minaccia. Forse parte proprio da questa convinzione la mitezza che Bobbio afferma di aver trovato nel viaggio oltre la politica. Almeno così la penso io.
gianonger