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martedì 9 settembre

Di Pierangelo Ferrari • set 10th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Si ricomincia. Torno a Roma dopo più di un mese di vacanze agostane. Domani iniziano i lavori delle Commissioni, la settimana prossima riparte l’Aula. Sono sceso con un giorno d’anticipo perchè devo riprendere possesso della documentazione sui temi che incombono e per un paio di incontri con i funzionari della Commissione e i collaboratori del Gruppo. Torno ad affacciarmi su piazza di Montecitorio, sotto un sole africano, salendo da piazza Capranica, e mi appare il solito scenario di grande eleganza, soprattutto dopo la ripulitura della facciata del palazzo. Ti accoglie l’obelisco di Psammetico I (VI secolo a.c.), che l’imperatore Augusto fece trasferire a Roma da Heliopolis, per fungere da gnomone, cioè da braccio indicatore, dell’ Horologium Solarium, la grande meridiana orizzontale che fece costruire su una estesa superficie a Campo Marzio. Furono i Normanni di Roberto il Guiscardo a distruggere la meridiana, nel corso del più devastante sacco subìto dalla città, nel 1084. Molto più tardi, l’obelisco fu recuperato e rialzato davanti a Montecitorio, dove continua a fungere da gnomone, grazie all’ombra proiettata su una striscia di bronzo numerata che collega l’obelisco al portone d’ ingresso del palazzo. Quanti, dei giornalisti e dei molti curiosi che ogni giorno stazionano davanti al palazzo, si saranno resi conto di calpestare una meridiana? Passi sotto il balcone, dove, nella Roma papale, avveniva l’estrazione pubblica dei numeri del lotto, ed entri nell’atrio del palazzo progettato dal Bernini, accolto dalla cortesia dei commessi: “buongiorno, onorevole Ferrari”.  Inutile negarlo, ti senti a casa tua.

In effetti, Montecitorio è una grande madre accogliente. Solitamente vi entri il mattino alle 9 ed esci la sera alle 20: undici ore senza problemi, perchè hai tutto a disposizione. Non solo, ovviamente, gli spazi per la tua attività: la grande aula, le aule delle Commissioni, sale e salette per riunioni varie, le grandi sale storiche della Lupa e della Regina, la sala tecno del Mappamondo… Non solo  archivi, documentazioni, uffici vari. E , s’intende, strumenti di lavoro (telefoni, computer, fax…), ma anche la buvette, il ristorante, la sala lettura dei quotidiani, l’infermeria, il guardaroba, la tabaccheria, la posta , l’agenzia viaggi, la banca, il barbiere, la lavanderia. E ancora: un ambulatorio di fisioterapia, la sauna… Insomma, dentro Montecitorio potresti viverci, senza uscirne mai. Tu ci esci volentieri ogni sera, ma ti resta il senso di un luogo confortevole e protetto, dove ti senti accudito e viziato. Si capisce, vivendoci, la crisi di astinenza che colpisce i non rieletti. La sindrome dell’ex deve essere una malattia diffusa e aggressiva, a cui va dedicata una cura preventiva se non vuoi restarne vittima. Meglio prenderne nota, per tempo…

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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