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mercoledì 1 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 2nd, 2008 • Argomento: Diario in Camera

La mattinata è interamente dedicata alle votazioni degli emendamenti e degli articoli del p.d.l. 1441, collegato alla Finanziaria di luglio. Argomenti della mattinata: pubblica amministrazione e riforma del processo civile. Stiamo seduti quattro ore nei banchi stretti dell’Aula, votando a raffica. Hanno fretta di concludere perchè incombe, in coda, il decreto Gelmini che deve passare in entrambe le Camere entro fine ottobre, quando scadono i sessanta giorni utili per la conversione dei decreti legge. E’ probabile che, per non correre rischi, mettano la fiducia sul decreto. A proposito dei banchi disagevoli dell’Aula, intendiamoci, sempre meglio che lavorare in miniera, come dicono a Roma. Tuttavia, lo spazio è davvero limitato. Nel rumore dell’Aula, poi, è difficile concentrarti come vorresti, quando non devi intervenire, per leggere o per scrivere. Molti lavorano (e “navigano”) al computer portatile, favoriti dalla diffusione dei mini pc. E’ sul mio portatile, in effetti, che leggo la rassegna stampa bresciana, accedo ai siti utili per in nostro lavoro (soprattutto lavoce.info) e scrivo i testi per il mio sito web.

Prima della sessione pomeridiana vedo Dario Marini, di passaggio a Roma. Dario ha deciso di candidarsi a segretario nazionale dei giovani del PD. Si vota, in tutta Italia, il 17 e il 18 ottobre e lui è già in pista, grazie soprattutto alla rete di Facebook. Ha collegamenti estesi e confida, nella sfida con gli altri due candidati (quello “ufficiale” e la giovane radicale), di occupare lo spazio politico dell’outsider che critica gli accordi di vertice e le cooptazioni. Sono contento che abbia fatto questa scelta avventurosa. In mezzo a tanti pompieri, anche di giovane età, ben venga uno che rompe gli schemi. Del resto, se non lo fai a ventisette anni… Rientro in Aula mentre è in corso una rissa tra la Lega e l’Italia dei Valori. Borghesi (Idv) accusa Brigandì (Lega) di essere stato in galera e il leghista parte all’assalto del collega dipietrista. Seduta sospesa. Il tutto sotto gli occhi di una scolaresca seduta nella tribuna del pubblico.  Alla ripresa, Borghesi vorrebbe scusarsi perchè risulta che Brigandì è stato assolto in appello, ma Di Pietro gli impedisce di parlare e occupa lui la scena, con le scuse dovute e l’appello (ipocrita) al rispetto reciproco. Ma il responsabile è lui, che incalza i suoi parlamentari a una aggressiva opposizione. I pochi di loro che si confidano riferiscono che è come vivere in caserma. Poco dopo, il governo va sotto su un emendamento relativo al processo civile. Ovazioni da stadio.

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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