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martedì 7 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 8th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Ho scoperto la causa della nostra sconfitta elettorale e delle successive difficoltà. Il PD aveva aperto la sede (il mitico loft) in piazza Santa Anastasia, in un edificio adiacente la chiesa omonima, una delle più antiche basiliche romane. Leggendo un libro su Roma, ho appreso che il nuovo Calendario della Chiesa cattolica, emanato nel 1969, ha cancellato sedici santi fasulli, che non sarebbero mai esistiti. Tra questi, santa Anastasia, la nostra vicina di casa. Insomma, ci è mancata la protezione dall’alto. Ecco perchè, dopo l’estate, ci siamo trasferiti accanto ad un’altra chiesa, quella di sant’Andrea delle Fratte, chiesa nazionale degli scozzesi fino al 1585. Santo autentico, uno dei dodici apostoli, onorato nella sua chiesa da opere di Bernini, Borromini e Vanvitelli. Ora che possiamo contare su un alleato autorevole sono più tranquillo. E, comunque, possiamo sempre cambiare sede e chiesa se anche l’investimento su sant’Andrea non desse i risultati sperati. Ma sono sicuro che non ce ne sarà bisogno. Del resto,  fuori san’Andrea, non è forse comparsa la Madonna a un ebreo miscredente il 20 gennaio 1842? Buoni segni, buonissimi, di auspicata fortuna.

Arriva in Aula l’ennesimo voto di fiducia. Questa volta sul decreto Gelmini, che andrebbe chiamato più propriamente decreto Tremonti, visto che il passaggio al maestro unico nella scuola elementare nasce esclusivamente da un’operazione di taglio delle risorse e del personale della scuola pubblica. In effetti, l’articolo 4, dedicato al maestro unico si apriva, nel testo originario, con la formula “Nell’ambito degli obiettivi di contenimento” della spesa pubblica. Poi, devono essersi vergognati della brutale dichiarazione di intenti e hanno riformulato il testo, che è diventato: “Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione”. Contenimento o razionalizzazione, se non è zuppa è pan bagnato. In ogni caso, siamo ben lontani dalle esigenze didattiche, dalla qualità dell’offerta formativa. La fiducia passa, ovviamente, sotto gli occhi giulivi della Gelmini. Subito dopo, il tono si alza, come accade poche volte in Aula. Il presidente Fini ricorda la figura dello scomparso Leopoldo Elia. Intervengono rappresentanti di tutti i gruppi, Veltroni per noi. Il termine più usato è “mite” e il ricordo più affettuoso è quello di Leoluca Orlando. Il più imbarazzante quello del leghista Brigandì che, dichiarandosi suo allievo, ci ha ricordato che il professor Elia “arrivava e parlava”. In effetti, Elia arrivava e parlava… ma non tutti capivano.

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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