mercoledì 8 ottobre
Di Pierangelo Ferrari • ott 9th, 2008 • Argomento: Diario in CameraVotata ieri sera la fiducia al decreto Gelmini, la giornata è occupata dalla illustrazione dei numerosi ordini del giorno. Magra consolazione quella di riprenderci, in parte, con gli ordini del giorno, il tempo e le votazioni sottratte all’opposizione con la mannaia del voto di fiducia. Gli ordini del giorno non hanno alcun peso, non incidono per nulla sull’ azione del governo. Valgono solo come petizioni, sono pure sollecitazioni a tenere conto del punto di vista che contengono. Eppure, ne presentiamo sempre una grande quantità, per venire incontro a due esigenze. Una, quella di esibire una prova di forza del Gruppo in Aula, facendo parlare il maggior numero di deputati e guadagnando il maggior tempo possibile. L’altra, quella del singolo parlamentare di segnalare sul territorio l’attenzione su questo o quel tema. Insomma, sono poco più di una recita a soggetto, a cui sono assai poco sensibile. Per funzionare, il Parlamento dovrebbe avere meno parlamentari e più strumenti effettivi di controllo. Più potere e meno liturgie. Troppi parlamentari e scarsi poteri di controllo sull’operato dell’esecutivo si traducono in un eccesso di parole e di teatralità. Chi ha detto che nel sistema parlamentare italiano il Parlamento conta ben poco, mentre nel sistema presidenziale statunitense il Parlamento conta molto di più? Non ricordo, ma è una saggia osservazione, su cui riflettere.
Dopo una breve riunione di Commissione, esco con un collega per due fare passi, direzione piazza Navona. Vogliamo vedere la statua di Pasquino, oltre l’angolo dell’ambasciata del Brasile, in fondo alla piazza. Pare che la statua sia sempre coperta di ”pasquinate” contro il potere politico ed ecclesiastico. In effetti, la statua è interamente ricoperta di foglietti, con testi in rima (più o meno), ma la qualità lascia decisamente a desiderare. Bersagli preferiti, nell’ordine: Berlusconi, la Gelmini, Brunetta e il cardinale Ruini, ma anche Veltroni e Rutelli si prendono la loro parte. Al ritorno, ci fermiamo a S. Ivo alla Sapienza, vicino a palazzo Madama. Il capolavoro barocco del Borromini è incastonato nell’elegante cortile della antica università di Roma e offre uno spettacolo di straordinaria eleganza e leggerezza. Sarà anche vero ciò che l’amore e l’odio per la città facevano dire a Ennio Flaiano, secondo cui “Roma è l’unica città mediorientale senza un quartiere europeo”. Ma è altrettanto vero che la città possiede un patrimonio di ineguagliabile bellezza. Per questo, siamo disposti a perdonarle tutto il resto, romani compresi. Rientriamo alla Camera e ci infiliamo nel tormentone degli ordini del giorno. Solo interventi illustrativi, per tutta la giornata. Si vota solo domani, nel tardo pomeriggio.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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