pierangelo ferrari

Archive for novembre, 2008

Come si diventa nazisti

Di Pierangelo Ferrari • nov 30th, 2008 • Argomento: Libreria

Mentre i giornali italiani si occupano dell’onda studentesca che cresce, ristagna e declina, al 26° Torino Film Festival viene proiettato un film, Die Welle (L’onda), che ha scatenato in Germania un fiume di polemiche e ha diviso l’opinione pubblica. Il film racconta la vicenda, realmente accaduta in un liceo californiano, nel 1967, dove il professor Ron Jones, in accordo con gli studenti, sperimenta con loro le tecniche naziste di sottomissione della personalità e di inquadramento fideistico di gruppo. L’esperimento riesce al punto di sfuggirgli di mano e di innescare un drammatico gioco al massacro. “L’esperimento ha funzionato – scrisse successivamente il professor Jones, la cui vita fu sconvolta per sempre dall’Onda – perchè molti di quei ragazzi erano smarriti, non avevano una famiglia, non avevano una comunità, non avevano un senso di appartenenza. E, a un certo punto, è arrivato qualcuno a dirgli: io posso darvi tutto questo”.
La questione da mettere a fuoco e da cui guardarsi, oggi come negli anni Trenta o Sessanta del secolo scorso, è l’eterno fascino del totalitarismo. E’ la miscela di crisi economica, xenofobia e delusione della politica democratica ad innescare, di solito, la deriva totalitaria. Lo scoprii con nettezza, negli anni Ottanta, quando lessi Come si diventa nazisti di William S. Allen, nelle edizioni Einaudi. E’ la storia di una piccola città tedesca, a cavallo tra la Repubblica di Weimar [...]



giovedì 27 novembre

Di Pierangelo Ferrari • nov 29th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Provvedimenti minori in Commissione e in Assemblea. Ne approfitto, in Commissione, mentre parla, per l’ennesima volta, il mitico Tassone, per dare una ripulita alla memoria dei messaggi ricevuti sul telefonino. Perdo tempo, perchè non pochi li rileggo. Alcuni, pochi, li conservo. Come il Franceschini dell’11 aprile scorso, ore 20.37: “Mantenere ovunque mobilitazione totale sino a lunedì ore 15 x convincere indecisi”. Mobilitazione totale: da fare invidia a Pajetta. Seguito, il giorno dopo, vigilia del voto, da un sms gemello: “Ultimi elementi dicono davvero si può fare. Serve incrementare mobilitazione ogni livello”. Ultimi elementi? Come diceva quel tale in tv, una domanda sorge spontanea: ci sono o ci fanno? Domanda non infondata, se penso che, nelle stesse ore, circolava un cauto vaticinio del segretario regionale: “Secondo me, facciamo il miracolo…”.
Il ritorno in treno, a causa delle turbolenze Alitalia, mi concede  cinque ore di lettura prolungata. Leggere è anche andare alla ricerca di se stessi, rintracciare conferme e rassicurazioni. Il libro di Piergiorgio Bellocchio che sto finendo me ne offre più d’una. “La cattiveria, o durezza, presuppone delle certezze, che avevo (credevo, o fingevo, di avere) – scrive l’autore – e che ora non ho più. Allora, la distinzione tra amici (compagni) e nemici era (sembrava) nettissima, ora quella linea si è fatta incerta e problematica. Non che i ‘nemici’ siano diminuiti: al contrario. Non so se oggi sono meno duro coi [...]



mercoledì 26 novembre

Di Pierangelo Ferrari • nov 26th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Commenti sulla riunione di ieri sera del Gruppo. Nel mirino di tutti la relazione, blanda e ottimistica, di Soro. Non l’ho ascoltata, ma mi dicono che, tra l’altro, avrebbe ricordato che esiste una maggioranza che ha il dovere di guidare il partito e che chi non vi si riconosce se ne faccia una ragione. Più o meno, secondo le versioni. Maggioranza?! Devo essermi perso un congresso… Meglio occuparci dei nostri avversari, che ne combinano peggio di noi. A Milano, per dirne una, i consiglieri di centrodestra negano l’assegnazione alla memoria dell’Ambrogino d’oro a Enzo Biagi e si beccano una meritata rampogna del Corriere. E’ proprio vero, “a egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti”. Un’altra “egregia cosa” coinvolge Antonio Gramsci, che viene fatto forzatamente convertire, sul letto di morte, da un vescovo sardo, armato di inedite rivelazioni. Peccato per il vescovo che la presunta scoperta fosse già apparsa sulla stampa trent’anni fa, quando fu smentita dai testimoni oculari delle ultime ore del leader comunista. Poveri morti, vittime innocenti di postume vendette e di interessate appropriazioni.
Arriva alla Camera il Piano programmatico della Gelmini di “razionalizzazione” del sistema scolastico, per un parere delle Commissioni competenti. La Commissione Bilancio approva, a maggioranza, un parere favorevole. In cui, tuttavia, è scritto testualmente che dal Piano “non emerge un quadro tale da assicurare il conseguimento degli effetti finanziari previsti” e che “le economie di spesa conseguenti al [...]



martedì 25 novembre

Di Pierangelo Ferrari • nov 26th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Ieri sera, cena da Gino in vicolo Rosini, dietro a Montecitorio, per festeggiare con Fiano la sua promozione a coordinatore dei deputati lombardi del PD. Il locale, piccolo e affollatissimo, è la classica trattoria romana: piatti tipici, camerieri amiconi (anche se non lo gradisci), spazi minimi e casino. E gli immancabili testimonial celebri alle pareti. L’eroe del locale è Sandro Pertini, frequentatore assiduo della trattoria, di cui compaiono fotografie in bella vista. Il centro storico di Roma è disseminato di questi locali, che fanno tanto colore locale. Qualità della cucina, così così. Ma nessuno lo dice, perchè sono tanto cool. Oggi, giornata insulsa. Il fatto è che, alla loro offensiva della decretazione d’urgenza noi replichiamo moltiplicando interventi in Aula, odg e mozioni. Cioè, moltiplichiamo le parole spese e il tempo perso, senza ottenere alcunchè. In attesa delle grandi riforme costituzionali, che si fanno attendere più di Godot, basterebbe una piccola riforma dei regolamenti parlamentari, che scambi la riduzione dei tempi dell’iter legislativo con qualche potere effettivo di controllo nelle mani dell’opposizione. Del tutto ragionevole e possibile. Servirebbe a chi governa e all’opposizione medesima, ma niente si muove in questo Paese inchiodato ai suoi riti e alle sue logore consuetudini.
Il pomeriggio si allunga in un rosario di interventi sul decreto sicurezza, che ci è arrivato in seconda lettura dal Senato. Non si vota fino a domani. Ho il tempo, allora, [...]



Il partito del nord

Di Pierangelo Ferrari • nov 25th, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Riappare ciclicamente il contagio che avevo conosciuto negli anni Novanta, la sindrome del partito del nord. Chiamparino e Cacciari lo propugnano con fermezza,  ma senza successo, oltre le dimensioni ristrette di alcuni focolai municipali. Perchè? Perchè fatica ad estendersi il consenso su una suggestione politica che ci accompagna, con intermittenza, da molti anni? Consiglio di rintracciare, sul sito web di Radio Radicale, la registrazione della riunione congiunta delle direzioni regionali dei DS del nord, per dare vita al coordinamento del nord, tenuta a Milano il 21 luglio 2000. Si possono rintracciare, tra gli altri, gli interventi di Ariemma, Marcenaro, Corsini, Turco, Cacciari, Pizzetti, Pollastrini, Buffo, Fassino, Folena, Veltroni. Ecco, ascoltate quegli interventi e chiedetevi che cosa è stato fatto nei mesi e negli anni successivi e troverete una prima risposta. Scoprirete così che l’auspicio del partito del nord è il sintomo di una malattia che si chiama fallimento delle classi dirigenti del riformismo italiano. Fallimento tanto più avvertito nel nord quanto più le sue regioni sono le locomotive del sistema e, più dei vagoni, esigono innovazione e riforme. Ma, se è il sintomo di una patologia, la ricorrente pulsione al partito territoriale non ne è certo la cura. Né valgono gli esempi catalano e bavarese per promuoverne la necessità. L’autonomia dei socialisti catalani e dei democristiani bavaresi procede da atti unilaterali e si fonda sul consenso elettorale e sul governo territoriale delle due più [...]



lunedì 24 novembre

Di Pierangelo Ferrari • nov 24th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Mattinata a Milano, per una riunione dei parlamentari lombardi, chiamati a scegliere il loro coordinatore, alla Camera e al Senato. Scelta scontata da tempo: Fiano e Bosone. Il problema è il margine di autonomia rispetto ai due gruppi. Sul federalismo, per esempio. La questione è riemersa per la proposta di Chiamparino di dare vita al PD del nord. Ieri ho girato ad alcuni amici un sms di Fabrizio Orlandi: “torna, ogni anno, il partito del nord. Il vaccino è gia disponibile nelle farmacie”. Accenti montaliani a parte (“Ritorna domani più freddo, vento del nord/spezza le antiche mani dell’arenaria…”), che comunque ho molto apprezzato (bravo Fabrizio!), è proprio così: un patetico  tormentone. E poi, l’autonomia non la si chiede a Roma, col cappello in mano. Se si è forti abbastanza, la si esercita. La riunione registra anche lo sconcerto sulle recenti vicende RAI. Ora è tutto un dichiarato fuggi fuggi dalle correnti. Non c’è più un dalemiano in circolazione, neanche a cercarlo con un GPS satellitare. Ma non si era tenuta, giusto la settimana scorsa, la riunione lombarda di Red?
Il pomeriggio, alla Camera, in attesa dell’inizio della seduta, vado nella Galleria dei Presidenti per lavorare a una postazione fissa dei computer, a disposizione dei deputati. Sui divani vicini stazionano visitatori a colloquio con questo e quel parlamentare, ma anche colleghi alle prese con la lezione quotidiana di inglese. [...]



giovedì 20 novembre

Di Pierangelo Ferrari • nov 21st, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Incontro in Commissione con una delegazione parlamentare del Vietnam. Il dossier di documentazione del Servizio studi (il servizio più efficiente della Camera) ci informa che la Quoc Hoi, l’Assemblea nazionale vietnamita, è composta da 493 membri eletti per cinque anni. Monocameralismo, pochi membri e poche chiacchiere. L’assemblea viene convocata due volte l’anno e ciascuna sessione dura circa 30 giorni. Un vero modello di riduzione dei costi della politica. Con qualche inconveniente secondario. Alle elezioni del 20 maggio 2007 – ci informa il dossier – il Partito Comunista ha conquistato il 91,28% dei voti e 450 seggi. 42 seggi sono andati a imprecisati “non membri” del partito e uno solo a un “candidato libero”. Piacerebbe a Berlusconi, la Quoc Hoi. Fini chiude la sessione mattutina celebrando i novanta anni dell’Aula, rinnovata e inaugurata il 20 novembre 1918, a pochi giorni dalla fine della prima guerra mondiale. I parlamentari applaudono in piedi. Passerà alla storia il fatto (riprovevole) che ho applaudito tiepidamente e seduto?
Votiamo il decreto sui provvedimenti a sostegno del sistema creditizio, ma l’attenzione di tutti è altrove. Alla riunione della Commissione di vigilanza della RAI, dove Villari dovrebbe dimettersi e lasciare il posto a Sergio Zavoli. Dimettersi? Chi lo conosce, ride. Del resto, si è mai visto un mastelliano napoletano dimettersi da qualcosa? Nel primo pomeriggio arriva la notizia scontata: Villari non si dimette. Quando rientrano in Aula [...]



mercoledì 19 novembre

Di Pierangelo Ferrari • nov 20th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Per tutta la settimana scorsa, e prima ancora, il mio vicino di banco (di scranno, di postazione,come si dice?) mi aveva assordato con decine di telefonate “milanesi”, fatte e ricevute. Domenica scorsa si è votato nei circoli della città per l’elezione del nuovo segretario e la competizione tra due candidati, Draghi e Corritore, si era fatta serrata. Fiano sosteneva quell’onest’uomo di Stefano Draghi, che è prevalso per soli tre voti. Milano ha una lunga storia di regolamento di conti, che conosco bene. Conti che, stavolta, diversamente dal solito, sono andati per il verso giusto. A Fiano, pimpante ed euforico, neanche avesse vinto la terza guerra mondiale, ho regalato, perchè festeggi adeguatamente, The Music for the Royal Fireworks di Handel. E, dopo i fuochi d’artificio, affinchè si ricomponga, mi auguro che ascolti anche, nello stesso cd, la deliziosamente rilassante Water Music. L’altro mio vicino in Aula è una vicina: Sesa Amici, capogruppo del PD in Commissione Affari costituzionali. Oggi, Sesa ha portato i dolcetti del suo paese della provincia di Latina. Grande successo tra i parlamentari e immediata formazione di due schieramenti politici: quello dei dolcetti alle visciole e quello dei gemelli alle mandorle. Intervento quanto mai tempestivo per lenire rabbia e mortificazione per l’ennesimo autogol. Berlusconi fa “cucù” alla cancelliere Merkel e noi pareggiamo subito il conto con il pizzino di Latorre a Bocchino in diretta televisiva… Come [...]



martedì 18 novembre

Di Pierangelo Ferrari • nov 19th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

Volare con Alitalia è diventato un tormentone. Decine di voli cancellati, sciopero bianco dei piloti e del personale di bordo: cioè, controllo fiscale sui bagagli e sulle condizioni di volo. La settimana scorsa siamo stati sbarcati da un aereo in partenza, già avviato in pista, perchè una assistente ha scoperto che era difettosa la chiusura di un tavolinetto. Allora, parto in treno. Da Brescia a Roma, cinque ore, al netto dei ritardi. Io preferisco il treno, perchè ti evita i trasferimenti per e dall’aeroporto, ti consente di muoverti con più libertà e ti regala il tempo per leggere e per scrivere. Mi sono portato un dossier di ritagli stampa sul caso Englaro e un libro di Simone Weil, Lettera a un religioso. Mi servono entrambi per scrivere il testo settimanale per la rubrica Primo piano del mio blog. C’è anche Corsini sul treno. Verso Bologna, lo devo svegliare per prendere insieme un caffè nella carrozza ristorante. Pago io.
Altro tormentone che ci accompagna da alcune settimane, la vicenda della presidenza della Commissione di Vigilanza della RAI. Come è stato possibile che ci siamo infilati nell’angolo che ha consentito al centrodestra di scegliere in casa nostra? E non il migliore, ovviamente… E’ ciò che si chiedono tutti. Perchè restare al palo dell’accordo con Di Pietro, dopo decine di votazioni a vuoto sulla candidatura Orlando? Con Di Pietro, che non perde occasione [...]



La Chiesa del silenzio

Di Pierangelo Ferrari • nov 19th, 2008 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Dove sono finiti i cattolici liberali? E la tradizione cattolico-democratica ha ancora una voce, un autonomo punto di vista sulle questioni della laicità, del rapporto Stato-Chiesa, dell’etica e della norma? Si avverte un rumoroso silenzio nel Paese e nel tempo in cui le gerarchie cattoliche gettano in campo tutto il peso del loro formidabile apparato contro un uomo solo, alle prese con il dramma della sua unica figlia, di cui difende il diritto di morire, essendo già morta. Da sedici anni. Contro la sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato la legittimità della sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione forzate, che mantengono artificialmente Eluana Englaro in una condizione vegetativa permanente, si sono alzate invettive scomposte. “Omicidio doloso,  assassinio”  (L’Osservatore Romano), “eutanasia, sentenza di morte” (mons. Fisichella), “aberrante accanimento… per toglierla di torno” (L’Avvenire), “mostruosa disumanità”  (cardinale Barragan). Certo, si sono sentite altre voci, più composte, nel mondo cattolico. Ma si è trattato di voci isolate, che non sono riuscite a farsi largo nel coro possente di un attacco che sembra mobilitare l’intero mondo cattolico italiano. Eppure, tanti amici credenti ti dichiarano il loro rammarico. Sacerdoti, intellettuali, colleghi  parlamentari, semplici cittadini parlano con tristezza di una deriva dottrinaria in corso e ricordano, con rimpianto, altre stagioni e altri protagonisti. Non so se il rimpianto sia fondato. Non sono un credente e non voglio giudicare. Quello che vedo, tuttavia, è l’esistenza di una “Chiesa del silenzio”, [...]