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giovedì 11 dicembre

Di Pierangelo Ferrari • dic 13th, 2008 • Argomento: Diario in Camera

I prodiani si complimentano con me per l’ultimo Primo piano sul blog. Non solo loro, ma soprattutto loro. Un mese fa era stata la volta dei dalemiani, per la mia Lettera aperta a Goffredo Bettini. Stavolta, sono contenti a metà: sono stato severo con Veltroni, ma non ho risparmiato critiche a D’Alema. Mi chiedo quando finirà questo scontro di tifoserie. Non vorrei che fosse solo una retrocessione ad imporre la tregua. Il clima, in effetti, si sta elettrizzando. Arrivano altri particolari sulla riunione del Coordinamento di ieri l’altro: c’è stato un aperto scontro tra Rutelli e Fassino sulla questione del gruppo parlamentare europeo. Le voci su un disegno scissionistico di Rutelli, prendendo a pretesto la probabile alleanza federata con il PSE, sono troppe e troppo circostanziate per essere infondate. Staremo a vedere. Per quanto mi riguarda, la suggestione del progetto di un Partito Democratico nasceva dall’incontro con la tradizione cattolico democratica, non con il non si sa che cosa di Rutelli. Il problema, tuttavia, è l’indebolimento della posizione degli ex popolari che produrrebbe l’abbandono di Rutelli, perchè apparirebbero legati e sudditanti alla sinistra. Il passaggio delle Europee, insomma, è molto stretto e altamente rischioso.

Quando esco da Montecitorio e mi avvio verso la libreria Feltrinelli, trovo bloccata piazza Colonna, che si apre davanti al palazzo del governo. Per passare devo mostrare il tesserino di parlamentare. Da quando Berlusconi si è insediato a palazzo Chigi, i cittadini sono tenuti frequentemente a distanza e non si vedono più striscioni e gruppi che protestano. Avremmo dovuto farlo anche noi, invece di consentire ogni giorno, nelle due piazze adiacenti della politica, assembramenti, cori e proteste. Buonisti e un pò minchioni. I furgoni della Celere circondano la Colonna Antonina, che in realtà fu eretta in onore dell’imperatore Marco Aurelio per celebrare le vittorie sui Sarmati e sui Germani. Ne ha viste di tutti i colori la splendida colonna. Ho letto che un tempo era chiamata “er manico der portamonnezza”, perchè l’interno venne usato a lungo come deposito di rifiuti vari quando, fino all’epoca di Roma capitale, attorno ad essa erano collocati bancone e tavolini di un caffè all’aperto. Povero Marco Aurelio, depredato della titolarità e riempito di monnezza.

 

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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