Manuel Castells, Il potere delle identità (Università Bocconi Editore, 2008)
Di Pierangelo Ferrari • dic 15th, 2008 • Argomento: LibreriaManuel Castells, sociologo spagnolo che ha insegnato in Francia, negli Stati Uniti ed ora tiene cattedra a Barcellona, è il maggior studioso a livello mondiale della società dell’informazione e dei suoi rapporti con il potere. Il 13 novembre scorso, Castells ha partecipato a un incontro con gli studenti della Bocconi (l’università milanese è anche il suo editore italiano), dove ha sostenuto la tesi che i media sono diventati il nuovo spazio pubblico del potere. Il fenomeno rappresenta, del resto, una straordinaria opportunità per tutti i contropoteri, perchè nell’epoca della crisi dell’associazionismo politico è su internet che si aggregano le nuove forme di civic society, i nuovi movimenti collettivi della protesta e della rivendicazione di diritti. Federico Rampini, presente all’incontro, ha ricordato che qualsiasi movimento di protesta in Cina, anche quelli delle aree più periferiche, usa sms per organizzarsi e per inviare notizie all’estero. Inevitabile in quell’incontro il riferimento a Obama, che è ricorso alla rete per raccogliere i contributi finanziari di tre milioni di sostenitori e per rispondere in tempo reale, su YouTube e nei blog, agli attacchi, prima della Clinton poi della coppia McCain/Palin.
Castells sta preparando l’uscita, il prossimo anno, di un libro che indagherà i rapporti tra potere e sapere nella network society, ma ha alle spalle diverse pubblicazioni che lo hanno reso celebre in tutto il mondo e che gli hanno guadagnato una prestigiosa collaborazione con l’ONU. Il libro che vi segnalo fa parte (insieme a La nascita della società in rete e a Volgere di millennio) della trilogia L’età dell’informazione: economia, società, cultura e risale al 1997, ma è stato aggiornato nel 2004 e ripubblicato dalla casa editrice della Bocconi nell’aprile di quest’anno. Il potere delle identità argomenta la tesi secondo cui “alla perdita di senso provocata dall’istantaneità dei flussi finanziari e mediatici, le comunità umane reagiscono riaffermando aspetti centrali della propria identità e rivendicando col conflitto spazi di agibilità politica e culturale nel mondo globalizzato”. Alla spinta della globalizzazione si contrappone l’azione dei regionalismi e dei fondamentalismi, in guerra aperta contro la massificazione cosmopolita. In questo scenario, precedente peraltro allo tsunami global in corso, la politica subisce una crisi di legittimazione senza precedenti, poichè gli stati-nazione non sono più in grado di garantire né sicurezza né benessere, mentre il dibattito democratico tende a svuotarsi per essere assorbito dallo spazio dei media.
Il cambiamento sociale della “società in rete” viene affrontato in sei sostanziosi capitoli, che indagano i nuovi percorsi della costruzione di una identità culturale o territoriale, la geografia dei movimenti anti-global, le nuove frontiere dell’ambientalismo, la trasformazione del modello tradizionale di famiglia, la crisi degli stati-nazione e della democrazia partecipata. Insomma, temi squisitamente politici, su cui dovrebbe aggiornarsi chiunque coltivi ancora la passione della politica. Se Castells non è molto noto nel nostro Paese dipende solo dal tradizionale provincialismo italiano, per cui è interessante solo ciò che parla inglese e che proviene dal cuore dell’impero. I think.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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