giovedì 29 gennaio
Di Pierangelo Ferrari • gen 29th, 2009 • Argomento: Diario in CameraMi piace passeggiare nel centro di Roma solo quando non è invaso dalle folle dei turisti, nella prima mattinata e la sera. Stamattina, prima dei lavori di Commissione, vado a godermi piazza S. Ignazio, splendida per lo scenario barocco più sobrio ed elegante della città, ed entro nella chiesa dedicata al fondatore della Compagnia di Gesù. Qui il barocco è ridondante, ben oltre i limiti del mio gusto. Tombe di papi, cardinali, santi (Luigi Gonzaga) e prelati della Compagnia ti circondano in un’invasione di marmi policromi, ex voto, cornici esorbitanti e una pletora di oggettistica sacra. Appena entrati, sulla destra, ti accoglie un singolare lavoro in legno, il modello di un mega tempio circolare, opera di un novantenne scomparso pochi anni fa. “Culla del dialogo tra le religioni”, simbolo della pace universale” è scritto nella dedica. Trovo bello questo messaggio conciliare, tanto più nella chiesa in cui è sepolto il cardinale Bellarmino, inquisitore di Galileo. Ma… prosegue il testo dedicatorio: il tempio dovrà “accogliere tutti gli uomini di ogni confessione in una sola grande Chiesa, verso Cristo, unica Via Verità Vita”. Ah, ecco. Ora tutto torna, maiuscole comprese. Il Bellarmino può stare tranquillo. Questa concezione del dialogo è la stessa che ho ritrovato ieri, conversando a lungo con Paola Binetti sulla questione del testamento biologico. Extra Ecclesiam nulla salus.
Rientro in piazza di Montecitorio e, ancora prima di voltare l’angolo di piazza Colonna, sento [...]
