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giovedì 19 febbraio

Di Pierangelo Ferrari • feb 20th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Salgo al piano nobile, dove, dietro la sala della Regina, è stato attrezzato uno spazio per il prelevamento delle impronte digitali e per la consegna delle nuove tessere per le votazioni in Aula. L’operazione anti pianisti, voluta da Fini, non ha incontrato molto successo. Tutti i deputati del PD si sono resi disponibili, ma la Lega ha dichiarato ufficialmente la propria contrarietà e, a tutt’oggi, solo 4 dei 271 deputati del Pdl si sono sottoposti all’operazione. E’ un passaggio complicato per Fini, che contava evidentemente sulla disponibilità di tutti. L’operazione è costata parecchie centinaia di migliaia di euro e doveva venire incontro all’indignazione dell’opinione pubblica per il voto plurimo. Che cosa farà ora, visto che è inimmaginabile che l’opposizione voti con il nuovo sistema garantista mentre la maggioranza continua a votare con il vecchio sistema? E’ una vera e propria sfida della maggioranza, sempre più insolente, nei confronti di un presidente dell’Assemblea che si è rivelato più libero di quanto potevamo sperare. All’ennesima riunione sul federalismo fiscale un collega friulano lamenta lo sfondamento dei conti che l’operazione porterebbe con sè e provoca la mia irritata reazione. Cominciamo a tagliare i sovracosti delle regioni a statuto speciale, sostengo, e partiamo da lì per ricostruire un patto nazionale più equilibrato tra i territori. L’amico non replica e abbandona la sala.

Giornata convulsa, attraversata da conciliaboli di tutti con tutti. Alle sedici parte la chiamata per il voto di fiducia nominativo e ci ritroviamo tutti in Transatlantico. Mi incrocio e mi fermo con Walter Veltroni, che ha un’aria stravolta dalla tensione e dalla fatica. L’impegno politico a certi livelli è un’attività divorante, che si ingoia energie e salute, privacy e tempo libero. Saluta tutti con molta cordialità, ma si vede visibilmente che è un uomo ferito. Questa vicenda ha segnato una rottura profonda nel gruppo dirigente che aveva dato vita al PDS nei primi anni Novanta. Avverto nettamente la fine di un’epoca, la sconfitta politica di una generazione: la mia. Forse esagero, ma temo di no. Quando esco all’aperto mi accoglie un immenso stormo di storni in piena evoluzione, sullo sfondo di un cielo che si sta scurendo con la luminosità di un’immagine in alta definizione. Sul treno che mi riporta a Milano, dove è stata convocata una direzione regionale, tuttavia, l’immagine aerea degli storni viene cancellata dalla lettura di una folle intervista di Cossiga a Il Giornale, che di Stefano Rodotà arriva a dire: “mi auguro che presto si trovi nelle condizioni di Eluana”. E su Napolitano: “Certo, anche a lui potrebbe venire un coccolone e allora lo si potrebbe affidare a Beppino Englaro“. Ripiombo così nei miasmi di questo povero Paese incivile.

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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