martedì 31 marzo
Di Pierangelo Ferrari • mar 31st, 2009 • Argomento: Diario in CameraScendo dal taxi a Largo Chigi e mi accoglie subito il baccano di una protesta inscenata, cento metri più in là, davanti a Montecitorio. Sono di nuovo gli allevatori della Confagricoltura e della Cia, puntuali all’appuntamento con la ripresa della discussione sul decreto delle quote latte. Le due associazioni hanno chiesto e ottenuto il permesso della Questura, ma a loro, vengo a sapere dopo, si aggiungono imprevisti (e non autorizzati) i Cobas del latte, filoleghisti, schierati in difesa del decreto. La polizia li ha lasciati passare, su sollecitazione di parlamentari della Lega, e ora le due fazioni vengono pericolosamente a contatto, tenute separate solo da un esile fila di poliziotti. Volano insulti. In Aula, il nostro ostruzionismo tiene bloccata la discussione, con il povero ministro leghista inchiodato ai banchi del Governo come un’anima implorante. Quando, a fine mattinata, si rendono conto che i tempi per l’approvazione del decreto si stanno consumando, decidono di ritirare il provvedimento. Sconfitta della Lega? Niente affatto: la sostanza del decreto, cioè la sanatoria per gli allevatori inadempienti, verrà inserita con un emendamento in un altro decreto, in calendario domani (“Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi”), su cui metteranno immediatamente la fiducia. Così, ventiquattro ore dopo, con la rottamazione di auto, elettrodomestici e mobili, anche gli allevatori disonesti otterranno l’agognata sanatoria. La vicenda ci consegna due verità: innanzitutto, che la Lega, [...]
