Il lamento del prepuzio
Di Pierangelo Ferrari • mar 28th, 2009 • Argomento: LibreriaSe pensate che non si possa nominare Dio invano state alla larga da questo libro: lo giudichereste blasfemo. Se invece apprezzate l’irriverenza, verso tutto e verso tutti, perchè la giudicate un sintomo di libertà; se amate Philiph Roth e Groucho Marx e non vi siete persi un film di Woody Allen questo è il libro che fa per voi. Shalom Auslander ha scritto Il lamento del prepuzio (Guanda, 2009) per fare i conti con la sua educazione ebraica ortodossa e il risultato è un impietoso corpo a corpo con l’educazione famigliare e l’identità religiosa di un giovane ebreo americano. Umorismo e ironia a mille, nella descrizione dell’ambiente famigliare e della scuola rabbinica, nei dialoghi con Dio, nel racconto dell’esperienza israeliana… “Passai i primi tre mesi nella Terra Promessa – scrive l’autore, a proposito di Israele – ubriacandomi e cercando un contatto con le canne. Mi fu detto che gli israeliani vendevano erba e gli arabi ashish. Io non vedevo quali speranze potessero mai esserci per il Medio Oriente, se questi non riuscivano nemmeno a mettersi d’accordo su come sballarsi”.
Così è Aulander: prendere o lasciare. Io l’ho preso, l’ho letto divertendomi e l’ho regalato a un paio di amici ebrei. I quali hanno riso più di me, soprattutto l’amico credente, e l’hanno regalato, a loro volta, ad altri amici ebrei. Il prepuzio lamentoso del titolo è un riferimento scanzonato alla tradizione ebraica della circoincisione, sulla quale il protagonista del libro vive uno dei suoi molti tormentoni, alle prese con l’ortodossia religiosa dei padri che lo opprime. Ma è sui tabù alimentari della cucina kosher che l’autore esercita la più feroce demolizione. “Sono stato allevato come un vitello – è così che si presenta il protagonista del romanzo – nella cittadina ebreo-ortodossa di Monsey, nello Stato di New York, dove era proibito mangiare insieme vitello e latticini. Se avevi mangiato vitello, ti era proibito mangiare latticini per sei ore. Se avevi mangiato latticini, ti era proibito mangiare vitello per tre ore. Era proibito mangiare maiale sempre, o per lo meno fino all’arrivo del Messia. Solo allora, ci aveva insegnato il rabbino Napier in quarta, i malvagi sarebbero stati puniti, i morti sarebbero resuscitati, e i maiali sarebbero diventati kosher”. Per non parlare della scoperta del sesso, in piena continuità con il Roth del Lamento di Portnoy e con i primi film di Woody Allen..
Alla fine, il libro è una divertente e radicale terapia di liberazione dai dogmi religiosi e dai conformismi sociali e famigliari che essi portano necessariamente con sè. Vale solo per i nostri fratelli ebrei? Non direi, vale altrettanto e più per i nostri cugini islamici e, di questi tempi, anche per qualche familiare italiano che ci vuole riportare al Concilio di Trento… Leggetelo e consigliatelo: non può fare che bene.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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