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Parlamento chiuso, questioni aperte

Di Pierangelo Ferrari • apr 17th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Secondo tradizione, le Camere sono chiuse la settimana che segue la Pasqua. Riaprono lunedì 20 aprile. La politica, tuttavia, non ha chiuso i battenti e alla riapertura della prossima settimana torneranno sul tavolo questioni vecchie e nuove: le ronde, l’election day, il dopo terremoto, che va affrontato con la disponibilità di una decina di miliardi di euro. Dove si vanno a prendere, in un bilancio che ha messo a disposizione della manovra anticrisi la miseria di quattro miliardi reali? Piove sul bagnato di un Paese in ginocchio, guidato da un abilissimo comunicatore ma privo di regole rispettate, di bilanci in ordine e di una cultura civile. Le prime due questioni, le ronde e l’election day, rimandano a un medesimo problema, quello del ruolo e del peso della Lega nell’alleanza di governo. Sulle ronde abbiamo chiuso la settimana pre pasquale con un vistoso successo, essendo riusciti nell’opera di contrasto parlamentare ed avendo costretto il Governo a ritirare il provvedimento. Per ora. La Lega non abbasserà la guardia e non abbandonerà il disegno di legalizzare le ronde nell’ordinamento italiano. Ne va di un pezzo rilevante della propria identità e delle prossime fortune elettorali. Senza ronde, Bossi subirebbe una battuta d’arresto. A meno che Berlusconi abbia ottenuto uno scambio: niente election day, che la Lega teme più della peste, ma rinvio della questione ronde. Sta di fatto che, per noi, l’opposizione alle ronde comporta il tratto dirimente della difesa dello Stato di diritto e della legalità.

L’election day, peraltro, non crea problemi solo alla Lega. Noi sosteniamo, da tempo, da ben prima del terremoto, la tesi del risparmio. D’accordo, è un buon argomento e, oltretutto, ha un certo impatto propagandistico, ma… A me pare evidente che il più interessato a un esito positivo del referendum sia Berlusconi, perchè incasserebbe, in un colpo solo, il controllo totale sull’intero centrodestra (Lega compresa), le elezioni anticipate, a suo piacimento, e l’ascesa al Quirinale, a suo tempo. O no? E il PD, election day a parte, che indicazioni di voto sceglie? Votare sì spingerebbe il sistema politico italiano verso il bipartitismo. Siamo sicuri che ci convenga? In ogni caso, quando ne parliamo e prendiamo una posizione riconoscibile? A meno che stiamo coltivando, zitti zitti, il disegno del rinvio al prossimo anno. D’Alema ha già cominciato a parlarne, convenendo con le voci in tal senso che si sono alzate dall’altra parte. Le Camere riaprono con molta carne al fuoco, a quanto pare… Di sicuro, non ci annoieremo.

 

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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