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martedì 28 aprile

Di Pierangelo Ferrari • apr 29th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Lunghe ore in Commissione, l’intera mattinata e la serata fino a mezzanotte, sul decreto sicurezza già approvato dal Senato. La nostra opposizione non scalfisce la maggioranza e non riesce a migliorare il testo. Il fatto è che il provvedimento fa parte del bottino della Lega e, pertanto, non può essere messo in discussione dal resto della maggioranza. Alle nostre frequenti obiezioni di costituzionalità e al richiamo di sentenze della Corte risponde la leghista Dal Lago, solitamente non rozza. Non è il provvedimento ad essere incostituzionale in molti punti, sostiene, ma lo sono le sentenze della Corte. Anche la bestialità raggiunge, a volte, livelli sublimi. Permane in me l’impressione, peraltro, che tutte le norme restrittive sull’immigrazione incontreranno un largo consenso presso l’opinione pubblica e gonfieranno le vele del voto leghista. Siamo impegnati in una nobile battaglia persa. E impopolare, in un Paese e in un tempo che vede crescere l’ingresso di immigrati al ritmo di mezzo milione all’anno. Tu ti batti nelle istituzioni per difendere le garanzie dello Stato di diritto, ma la forza emozionale e la pressione politica che porta con sé uno qualsiasi dei tanti episodi di violenza e di stupro di cui sono responsabili immigrati slavi mettono in ginocchio il tuo lavoro, le tue ragioni, la tua cultura dei diritti. Noi per un Paese ideale, loro con le paure del Paese reale. Mi scontro duramente a tarda serata con il presidente Bruno perchè non tollero i suoi atteggiamenti sbrigativi. Magra consolazione. L’iter procede come previsto.

Scrivo una mail al Capogruppo, che estendo a tutti i colleghi del Gruppo, con la quale gli comunico che non verserò alla Protezione civile (cioè, a palazzo Chigi) i 1000 euro di solidarietà alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo, come richiesto dalla Presidenza della Camera. Preferisco versarli alla Caritas, perchè sono sicuro dell’uso che ne faranno. Aggiungo, nella stessa mail, le ragioni per cui, dall’inizio della legislatura, ho deciso di versare al PD bresciano (in aggiunta al contributo dovuto al partito provinciale, si intende) i 1500 euro mensili che ogni parlamentare versa al partito nazionale. E’ una decisione che ho preso, in sostanza, per un giudizio critico sulle liste elettorali (infarcite di cortigiani, ballerine e paracadutati) e per la precaria condizione economica del PD locale. Mi avvicinano e mi dichiarano il loro consenso diversi colleghi. Va bene, ma vorrei che si aprisse nel Gruppo un confronto sulle questioni che ho posto. Come va il rapporto in Aula con la maggioranza lo dice un episodio pomeridiano: il nostro Gruppo fa proprio e chiede che venga messo in votazione un emendamento ritirato dalla Lega su cui il Governo aveva espresso parere favorevole. Si vota e la maggioranza lo boccia. A quel punto, un’opposizione come si deve abbandona l’Aula per protesta, anche perchè la maggioranza era priva del numero legale. Invece, perdiamo tempo in lamentazioni e garbati inviti alla sospensione della seduta. Un eccesso di responsabilità diventa, a volte, dabbenaggine. Per fortuna, Veronica Lario ci regala un sorriso a fine seduta. Succede quando leggiamo sulle agenzie il suo commento sulle candidature femminili del marito: “ciarpame senza pudore”. Non si sarebbe potuto dire meglio.

 

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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