giovedì 25 giugno
Di Pierangelo Ferrari • giu 27th, 2009 • Argomento: Diario in CameraLa mattinata se ne va con le ultime votazioni sul collegato alla Finanziaria, con l’accordo di chiudere alle 13.30 e di rinviare alla prossima settimana gli o.d.g e le dichiarazioni finali di voto. In questi casi, scatta puntualmente la trappola del teatrino del celodurismo. Questa volta, la sceneggiatura (e la sceneggiata) è la seguente: alle 13.28 si vota l’ultimo emendamento, su cui però prende la parola uno dei nostri che avvia un verbosissimo intervento. Nervosismo e rumoreggiamenti dai banchi della maggioranza, man mano che ci si allontana dal termine fissato delle 13,30. Prende allora la parola, petto in fuori, il solito Giachetti, segretario d’Aula addetto alla rissa, che minaccia di far saltare gli accordi e di prolungare il voto oltre il previsto. Replica di pari livello e di medesima intelligenza da parte della maggioranza. I toni si alzano, le minacce si sprecano, per qualche minuto di ferrea contesa, finchè gli ormoni si placano e si approda all’ultimo voto della giornata. Sono le 13.45. Si è consumata così, in un quarto d’ora, una disfida pugnace che passerà alla storia della Repubblica. Poi dice che l’opposizione non c’è… Sulle pagine dei quotidiani è in corso un’altra sfida, mignottocrazia contro congresso del PD. Quante pagine riservate a un tema, quanto all’altro? Sul Corriere vince il secondo, su la Repubblica il primo. Su La Stampa e Il Messaggero pari e patta. Argomenti [...]
