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Antistoria dei trent’anni

Di Pierangelo Ferrari • giu 13th, 2009 • Argomento: Libreria

Enrico Deaglio, giornalista scrittore e direttore di Diario, ha pubblicato un librone di oltre 900 pagine sul trentennio che ha cambiato la storia d’Italia: Patria 1978-2008 (il Saggiatore). Un malloppo che credevo palloso e indigeribile, finchè non l’ho preso in mano, in una libreria romana, e ne ho letto alcune pagine. Conclusione: l’ho subito acquistato e sto leggendolo con curiosità e interesse, in non pochi passaggi perfino con passione. Probabilmente perchè copre un arco temporale che coincide con la mia esperienza politica. Comunque, che vi possa coinvolgere o meno, Patria è un libro di straordinario interesse e di altrettanta utilità. Il trentennio alle nostre spalle viene raccontato in tempo reale, cioè con il tempo presente della cronaca, da un punto di vista che si potrebbe definire dell’antistoria. Vicende politiche e cronaca criminale, fatti di costume e scandali finanziari vengono raccontati senza reticenze, in una sequenza di cinquecento brevi storie che ricostruiscono, in questo modo, il tessuto di una vicenda nazionale unica nel panorama dei paesi occidentali. Chi conosce il Diario di Deaglio non si stupirà per l’attenzione particolare prestata ai fenomeni degenerativi della politica, alla questione morale e alla criminalità organizzata. Solo in questa chiave si comprende quel titolo, Patria, che diversamente, fuori dal contesto amaro delle pagine che racchiude, assumerebbe un significato improprio.

Dunque, eccola qui la nostra patria, sembra dirci Deaglio, guardate come si è ridotta! Lo fa tuttavia senza prediche, senza impugnare posizioni politiche. Semplicemente raccontando “i migliori anni della nostra vita”, con un linguaggio terso ed efficacissimo, con una disposizione da entomologo che indaga abitudini, comportamenti, devianze di un popolo di formichine che ha perso per strada il senso di una convivenza civile. E lo fa raccontando fatti, non elaborando teorie. Certo, i fatti raccontati sono frutto di una scelta, di una selezione. Non troverete in Patria i grandi movimenti di massa, i confronti ideologici sui massimi sistemi, i tormentoni politici degli schieramenti e dei partiti. In questo modo, però, la lettura ne guadagna in leggerezza e in profondità: è l’Italia più vera che abbiamo alle spalle quella che esce dalle novecento pagine di Patria. E poi, per allargare l’orizzonte al consumo culturale, il capitolo di ciascun anno si chiude (insieme a un ricordo di quei tempi) con la musica italiana di quell’anno e un’opera letteraria coeva che, a giudizio dell’autore, merita di essere segnalata. E’ un bel libro, non c’è che dire, che resterà a lungo nella nostra memoria, proprio perchè si propone di non lasciare cadere la memoria.

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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