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	<title>Commenti a: Non chiamatelo congresso, per favore</title>
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	<description>parlamentare del partito democratico alla camera dei deputati</description>
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		<title>Di: italo chitoni</title>
		<link>http://www.pierangeloferrari.it/2009/06/25/non-chiamatelo-congresso-per-favore/comment-page-1/#comment-488</link>
		<dc:creator>italo chitoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 16:27:48 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;là fuori qualcuno ci guarda&quot;. Per fortuna ci sono le primarie ed il confronto con gli elettori, altrimenti per il PD sarebbe inevitabile l&#039;involuzione autoreferenziale, il ritorno a riti antichi ed il definitivo distacco dalla base. Le primarie aperte dovrebbero essere l&#039;occasione per rinnovare il contatto con l&#039;elettorato, per tastarne gli umori, per ascoltarne i problemi (radicarsi sul territorio). Dovrebbero essere l&#039;antidoto ai giochi di palazzo, ai tatticismi, all&#039;intruppamento delle tessere, l&#039;occasione per coinvolgere il nostro popolo nelle scelte che lo riguardano, per aprire la politica alla partecipazione. Se poi, per il mancato coinvolgimento della base, dovesse emergere un giudizio negativo delle scelte del partito, non resterebbe che prenderne atto e cambiare direzione, nel senso sia di dirigenti che di scelte strategiche. Meglio essere bocciati alle primarie che alle elezioni, almeno si può provare a rimediare. La forma del partito della sinistra in Italia, il suo modo di rapportarsi con la propria base sono una delle questioni concrete, e non la meno importante, a cui dare risposta in un congresso. Radicamento, rinnovamento, riformismo, sono parole vuote che non ci sollevano dalla responsabilità di offrire a questo paese un partito in grado di governarlo nel nome della libertà, della giustizia, della solidarietà, dell&#039;eguaglianza. La responsabilità è grande perché fuori dal PD il centrosinistra propone Di Pietro col suo populismo velleitario e tutto il resto che sembra un avanzo del museo delle cere. Sappiamo bene che ci aspetta una traversata del deserto, o una lunga marcia, a seconda dei gusti, ma altrettanto bene sappiamo che, se fallisce il PD, si aprono spazi per progetti minoritari, per il ritorno di ideologie slegate dalla pratica del possibile.  Con l&#039;unica prospettiva di un radicalismo consolatorio e sterile.
&quot;là fuori qualcuno ci guarda&quot;. Se ne ricorderanno i nostri dirigenti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;là fuori qualcuno ci guarda&#8221;. Per fortuna ci sono le primarie ed il confronto con gli elettori, altrimenti per il PD sarebbe inevitabile l&#8217;involuzione autoreferenziale, il ritorno a riti antichi ed il definitivo distacco dalla base. Le primarie aperte dovrebbero essere l&#8217;occasione per rinnovare il contatto con l&#8217;elettorato, per tastarne gli umori, per ascoltarne i problemi (radicarsi sul territorio). Dovrebbero essere l&#8217;antidoto ai giochi di palazzo, ai tatticismi, all&#8217;intruppamento delle tessere, l&#8217;occasione per coinvolgere il nostro popolo nelle scelte che lo riguardano, per aprire la politica alla partecipazione. Se poi, per il mancato coinvolgimento della base, dovesse emergere un giudizio negativo delle scelte del partito, non resterebbe che prenderne atto e cambiare direzione, nel senso sia di dirigenti che di scelte strategiche. Meglio essere bocciati alle primarie che alle elezioni, almeno si può provare a rimediare. La forma del partito della sinistra in Italia, il suo modo di rapportarsi con la propria base sono una delle questioni concrete, e non la meno importante, a cui dare risposta in un congresso. Radicamento, rinnovamento, riformismo, sono parole vuote che non ci sollevano dalla responsabilità di offrire a questo paese un partito in grado di governarlo nel nome della libertà, della giustizia, della solidarietà, dell&#8217;eguaglianza. La responsabilità è grande perché fuori dal PD il centrosinistra propone Di Pietro col suo populismo velleitario e tutto il resto che sembra un avanzo del museo delle cere. Sappiamo bene che ci aspetta una traversata del deserto, o una lunga marcia, a seconda dei gusti, ma altrettanto bene sappiamo che, se fallisce il PD, si aprono spazi per progetti minoritari, per il ritorno di ideologie slegate dalla pratica del possibile.  Con l&#8217;unica prospettiva di un radicalismo consolatorio e sterile.<br />
&#8220;là fuori qualcuno ci guarda&#8221;. Se ne ricorderanno i nostri dirigenti?</p>
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		<title>Di: gabriella bertola</title>
		<link>http://www.pierangeloferrari.it/2009/06/25/non-chiamatelo-congresso-per-favore/comment-page-1/#comment-485</link>
		<dc:creator>gabriella bertola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 09:40:47 +0000</pubDate>
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		<description>D&#039;accordissimo. Mi consentirai di commentare anche se non sono iscritta al PD.
Ma guardo da 2 anni con attenzione a quanto succede nella casa dei miei ex. Finora ho sempre atteso che qualcosa, qualche decisione,alzata di testa, mi facesse decidere di ritornare con i miei amici: purtroppo non è mai successo. Da quel che sto leggendo ora  sui quotidiani  penso che ,non solo chi, come me, sta alla finestra non deciderà di entrare dalla porta, ma temo che anche chi è già dentro  decida di uscire per rspirare un po&#039; di aria fresca. Ciao  e &quot;auguri&quot;. Gabriella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordissimo. Mi consentirai di commentare anche se non sono iscritta al PD.<br />
Ma guardo da 2 anni con attenzione a quanto succede nella casa dei miei ex. Finora ho sempre atteso che qualcosa, qualche decisione,alzata di testa, mi facesse decidere di ritornare con i miei amici: purtroppo non è mai successo. Da quel che sto leggendo ora  sui quotidiani  penso che ,non solo chi, come me, sta alla finestra non deciderà di entrare dalla porta, ma temo che anche chi è già dentro  decida di uscire per rspirare un po&#8217; di aria fresca. Ciao  e &#8220;auguri&#8221;. Gabriella</p>
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		<title>Di: Paolo Lombardi</title>
		<link>http://www.pierangeloferrari.it/2009/06/25/non-chiamatelo-congresso-per-favore/comment-page-1/#comment-484</link>
		<dc:creator>Paolo Lombardi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 13:20:42 +0000</pubDate>
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		<description>Suvvia, un partito delegittimato dai suoi elettori? A parte l&#039;evidente lapsus (forse che un partito possa essere più legittimato del suo elettorato? Per fare che ed andare dove?), In fin dei conti i candidati vengono scelti dai tesserati e questo è di per sé una garanzia di appartenenza. Poi conta il fatto che le primarie aperte sono state previste, appunto, per mettere in maggior sintonia il partito con i simpatizzanti, quelli che stanno là fuori, con la società civile. Forse impareremo a scegliere i candidati in modo che abbiano maggiori possibilità di successo nelle primarie e dunque anche nelle elezioni politiche ed amministrative, il che è, niente più e niente meno, il vero spirito che ha portato alla formazione del Pd ed a stabilire le primarie come regola di selezione. Peraltro, è proprio vero che il metodo basato sul solo tesseramento sia più affidabile, dopo quel che dici che succede in Campania? Per il resto, concordo sul pauroso vuoto di contenuti e sulla necessità di programmi veri, che però giudico più facilmente elaborabili proprio se si chiede all&#039;elettore di partecipare, poiché il semplice iscritto vive assai più facilmente su mere e vuote contrapposizioni di schieramenti interni. Certo è che, dopo avere appreso dei tentativi, più o meno formali, di modifica degli statuti proprio per impedire le primarie aperte, si iniziano davvero a delineare gli schieramenti. Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Suvvia, un partito delegittimato dai suoi elettori? A parte l&#8217;evidente lapsus (forse che un partito possa essere più legittimato del suo elettorato? Per fare che ed andare dove?), In fin dei conti i candidati vengono scelti dai tesserati e questo è di per sé una garanzia di appartenenza. Poi conta il fatto che le primarie aperte sono state previste, appunto, per mettere in maggior sintonia il partito con i simpatizzanti, quelli che stanno là fuori, con la società civile. Forse impareremo a scegliere i candidati in modo che abbiano maggiori possibilità di successo nelle primarie e dunque anche nelle elezioni politiche ed amministrative, il che è, niente più e niente meno, il vero spirito che ha portato alla formazione del Pd ed a stabilire le primarie come regola di selezione. Peraltro, è proprio vero che il metodo basato sul solo tesseramento sia più affidabile, dopo quel che dici che succede in Campania? Per il resto, concordo sul pauroso vuoto di contenuti e sulla necessità di programmi veri, che però giudico più facilmente elaborabili proprio se si chiede all&#8217;elettore di partecipare, poiché il semplice iscritto vive assai più facilmente su mere e vuote contrapposizioni di schieramenti interni. Certo è che, dopo avere appreso dei tentativi, più o meno formali, di modifica degli statuti proprio per impedire le primarie aperte, si iniziano davvero a delineare gli schieramenti. Ciao</p>
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		<title>Di: Natalia</title>
		<link>http://www.pierangeloferrari.it/2009/06/25/non-chiamatelo-congresso-per-favore/comment-page-1/#comment-483</link>
		<dc:creator>Natalia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 10:23:42 +0000</pubDate>
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		<description>L’analisi è spietata e, oserei dire, con pochi margini di speranza. Resistere dal profondo Nord non è facile, chiedere a dei ragazzi di ascoltarci a queste condizioni è impossibile. Mi accodo a Rossi nel dire, stiamo al nostro posto e facciamo la nostra parte. Tuttavia io aprirò anche a quelle persone che non sono iscritte, che non intendono farlo, ma che vogliono partecipare. Non intendo trincerarmi dietro una tessera, ad uno slogan, ad un battibecco. Farò del mio meglio per creare un gruppo di lavoro per il territorio in cui vivo, oggi in mano alla lega; farò del mio meglio perché non ci siano una, due, tre divisioni, che favoriscono solo coloro che, corpo compatto, pigliano tutto. Aprirò a tutti coloro che non stanno con la lega, anche se non se la sentono, per il momento di stare con il PD.  A quando rifletteremo perché molti, pur non stando con la destra, non stanno con il PD?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’analisi è spietata e, oserei dire, con pochi margini di speranza. Resistere dal profondo Nord non è facile, chiedere a dei ragazzi di ascoltarci a queste condizioni è impossibile. Mi accodo a Rossi nel dire, stiamo al nostro posto e facciamo la nostra parte. Tuttavia io aprirò anche a quelle persone che non sono iscritte, che non intendono farlo, ma che vogliono partecipare. Non intendo trincerarmi dietro una tessera, ad uno slogan, ad un battibecco. Farò del mio meglio per creare un gruppo di lavoro per il territorio in cui vivo, oggi in mano alla lega; farò del mio meglio perché non ci siano una, due, tre divisioni, che favoriscono solo coloro che, corpo compatto, pigliano tutto. Aprirò a tutti coloro che non stanno con la lega, anche se non se la sentono, per il momento di stare con il PD.  A quando rifletteremo perché molti, pur non stando con la destra, non stanno con il PD?</p>
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		<title>Di: Rossi Francesco</title>
		<link>http://www.pierangeloferrari.it/2009/06/25/non-chiamatelo-congresso-per-favore/comment-page-1/#comment-482</link>
		<dc:creator>Rossi Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 15:34:11 +0000</pubDate>
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		<description>Dopo aver letto questo tuo intervento non mi resterebbe che andarmene a casa, per me non è per niente difficile.
Invece intendo restare in gioco, non perchè ambisco a qualcosa, ma perchè continuo a credere che un partito ci voglia per combattere le dure battaglie che ci attendono per il futuro dell&#039;umanità.
Pensa te che pretese. 
Se così com&#039;è il partito non va bene, e sono d&#039;accordo, aggiustiamolo, facendo ognuno onestamente la propria parte.
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver letto questo tuo intervento non mi resterebbe che andarmene a casa, per me non è per niente difficile.<br />
Invece intendo restare in gioco, non perchè ambisco a qualcosa, ma perchè continuo a credere che un partito ci voglia per combattere le dure battaglie che ci attendono per il futuro dell&#8217;umanità.<br />
Pensa te che pretese.<br />
Se così com&#8217;è il partito non va bene, e sono d&#8217;accordo, aggiustiamolo, facendo ognuno onestamente la propria parte.<br />
Ciao</p>
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