pierangelo ferrari

Archive for luglio, 2009

mercoledì 29 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 30th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Giornate caldissime. Dentro la Camera il numero dei deputati che si sono liberati della cravatta sono in gran numero. Perfino D’Alema è in versione estiva. Una nostra collega arriva in Transatlantico coperta (per modo di dire) da un copricostume. Più o meno. Il Foglio ci dà dentro con l’offensiva anti Marino, a cui partecipano clericali di tutte le parrocchie. Oggi dice la sua, con una lettera, anche il deputato leghista ultra cattolico on. Polledri. Dio, patria (padana) e famiglia. Ma un varco si sta aprendo nella versione brandita da Giuliano Ferrara. Vengono alla luce altri aspetti della questione, circostanze favorevoli al senatore chirurgo. Ne parlo con Angelo Capodicasa, presidente della Giunta regionale siciliana fino a poco tempo prima della vicenda in questione, e le sue informazioni sono rassicuranti. Meglio così, ma Marino dovrebbe rispondere con maggiore determinazione. In Commissione bisogna dare il parere sulla nomina governativa del nuovo direttore dell’Istat. Lo facciamo, per la prima volta, con un sistema singolare. Ci vengono consegnate due palline, una bianca l’altro nera. Chi vuole esprimere parere favorevole alla nomina deve infilare la pallina bianca nell’urna bianca e la nera nell’urna nera. Chi è contrario, viceversa: la pallina nera nell’urna bianca e via incrociando. Mi chiedo chi sia l’ubriaco che si è inventato questa procedura cervellotica. Che sia lo stesso che ha scritto il regolamento congressuale del PD? Comunque, tutte [...]



Udc! Udc!

Di Pierangelo Ferrari • lug 29th, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

“Ma hai visto il Riformista?” – mi dice un collega – “pare che alleandoci con l’Udc potremmo vincere in dodici regioni”. Ma allora ci siamo: ecco che appare la luce all’uscita del tunnel. Grazie all’Udc. Il partito di Casini è entrato prepotentemente nel campo visivo del PD, si è imposto al nostro confronto congressuale, viene evocato, blandito, incalzato in vista di agognate alleanze elettorali. Bene. A nessuno piace perdere per l’eternità e ogni alleato guadagnato accorcia le distanze che ci separano dal centrodestra. Tutti d’accordo, bersaniani e franceschiniani, teorici delle alleanze e vocazionisti maggioritari. E tuttavia… c’è qualcosa che non mi convince in tanta unitaria eccitazione, c’è qualcosa di rimosso nella montante invocazione del salvagente centrista. La principale questione rimossa si chiama Partito Democratico. Ma non si era detto basta ad alleanze che prescindano da solide convergenze sui programmi? Se è così chiedo: su quali basi programmatiche costruiremmo le alleanze elettorali (sempre che sia possibile) con l’Udc lombarda e con quella veneta, da sempre in giunta con Formigoni e con Galan? E nelle regioni del Sud? Non solo su quali basi, chiedo in questo caso, ma soprattutto: che cos’è l’Udc nel sud del Paese? E che cosa diventa il PD se, esattamente fotocopiando le modalità politiche della stagione ulivista, la priorità delle alleanze prevale sul riformismo dei programmi? A che serve vincere per una sommatoria elettorale, magari risicata, se poi la somma non si traduce in risultati soddisfacenti? Serve al ceto [...]



martedì 28 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 29th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Si vota il decreto anticrisi, che con la crisi ha ben poco a che fare. Franceschini fa una vigorosa dichiarazione di voto e quando prende la parola Cicchitto, per l’ultimo intervento, ricompare Berlusconi, dopo molto tempo. Fa sempre una certa impressione vederlo: irrigidito dall’artrosi cervicale, con uno sterno carenato, i tacchi extra, i capelli riportati e il viso innaturalmente liftato. Sempra un personaggio uscito da Frankenstein Junior, un prodotto della grottesca comicità di Mel Brooks. Ma non è un film quello a cui stiamo assistendo, è la storia degli italiani. In Aula il decreto passa con soli 285 voti a favore, cioè al di sotto del numero legale. Se non avessimo partecipato al voto non sarebbe passato. Dice: ma noi siamo responsabili. Se quello che Franceschini ha detto del decreto ha un minimo fondamento, noi non siamo responsabili. Siamo un altra cosa. Durante le operazioni di voto, Fini becca un pianista con le mani nella marmellata. E’ un leghista, uno di quelli (tutto il gruppo della Lega e qualche irriducibile berluscones) che si erano sdegnosamente rifiutati di consentire l’utilizzo delle impronte digitali per accedere al sistema di voto. Il solito codazzo accompagna Berlusconi in Transatlantico, quando esce dall’Aula e si avvia verso la Buvette. Marantelli, manco a dirlio, riesce ad infilarsi nel mucchio e a parlargli del Milan.
Marantelli è un mito. Deputato varesotto, amico di Maroni e sodale [...]



Carlo Emilio Gadda

Di Pierangelo Ferrari • lug 28th, 2009 • Argomento: Libreria

Si, vi consiglio vivamente la lettura di Carlo Emilio Gadda, il più complesso, intricato, irregolare, innovativo scrittore italiano del Novecento. E il più grande. Assolutamente il più grande, più di Svevo e di Pirandello. Non parliamo del resto. Ma il meno letto. Troppo difficile, stravagante, colto fino alla stupefazione e popular fino all’irrisione dialettofona. E isolato, introverso, complessato e paranoico. Feroce dileggiatore della “somaresca tribù” della borghesia milanese, nel cui milieu il destino gli aveva assegnato la nascita e l’educazione. Cultore di antiche virtù (l’onore, il decoro, la sobrietà, l’amore patrio…) che le trasformazioni sociali andavano via via degradando e annichilendo. Un conservatore anacronistico e smarrito, un uomo infinitamente fragile e sprovveduto ma uno scrittore geniale e un osservatore impietoso della volgarità dilagante. Insomma, un grande, irrinunciabile autore classico. Forse, avete capito che amo Carlo Emilio Gadda. Amo lo scrittore e mi intenerisce l’uomo, quella sua figura corpulenta, quell’aria eternamente burbera dietro cui si nascondeva una sensibilità ferita, un bisogno d’affetto mai corrisposto, fin dall’infanzia.
Da dove cominciare per intraprendere un viaggio nel mondo gaddiano? Lasciate alla fine il capolavoro, La cognizione del dolore. Troppo ermetico e iniziatico, accessibile per i soli cultori di Gadda, della sua vita, dei suoi traumi, del suo linguaggio. Potete partire con l’unico bestseller della produzione gaddiana, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, l’incompiuto giallo romano del gran lombardo, ma io vi consiglio di spostarvi [...]



lunedì 27 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 28th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Non porta fortuna la partenza per Roma di lunedì, come accade assai raramente: questa mattina, la nuova compagnia aerea di Colaninno e soci riesce a dare il peggio di sé, tra voli cancellati e ritardi accumulati. Incontro a Linate molti colleghi e approfitto del tempo (perso) a disposizione per conversare a lungo con Stefano Saglia sulla sua esperienza di sottosegretario e su alcune vicende bresciane. Saglia non è uno che nasconde i problemi di casa propria: ne esce un quadro non proprio confortante, tanto a Roma quanto a Brescia. A ciascuno il suo. Noi abbiamo già dato. In aereo, giusto per peggiorare ulteriormente l’umore, leggo l’ultima trovata della Serracchiani. Quella che aveva attaccato Franceschini e i capi nazionali e che si era meritata così l’elezione in Europa. Quella che poi aveva manifestato riconoscenza a Franceschini sostenendo che è simpatico (ma guarda, chissà perchè…). Quella che aveva dato i voti in pagella ai capicorrente (e irritato D’Alema: come si permette?!). Quella. Oggi se ne è uscita con un’altra serracchianata: chi non è d’accordo con il segretario vada ad attaccare i manifesti. Dal che si deducono due cose inoppugnabili: che la sua riconoscenza a Franceschini è inesauribile e che nel suo immediato futuro, visto come si sta mettendo il congresso, si profila un’attività di attacchino. In Europa, magari. Una buona notizia c’è, però. Lele Fiano ha rimosso gli [...]



giovedì 23 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 26th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Commissioni Bilancio e Finanze continuano il lavoro emendativo al decreto anti crisi, mentre gli altri deputati aspettano notizie sulla convocazione dell’Assemblea. Avremmo dovuto cominciare a votare ieri, ma non c’è nulla di più opinabile del calendario parlamentare. In ogni caso, ci aspetta l’ennesima fiducia. Riempiono il vuoto dell’attesa le registrazioni a puntate delle performance erotiche del Cavaliere e le esibizioni muscolari dei supporter dei candidati alla segreteria nazionale del PD. Ormoni da una parte e dall’altra. Comincio ad essere saturo delle rivelazioni dell’Espresso e di Repubblica. O meglio, saturo lo sono da tempo, ora comincio a chiedermi a chi possa giovare tanta insistenza. Abbiamo scoperto (scoperto?) che il capo del governo è quello che è, che l’Italia è quella che è. Indignazione e mortificazione sono legittime e giustificate dal costume dilagante. Tuttavia, la politica, a differenza della morale, è il territorio dei rapporti di forza reali. Cambiare quei rapporti di forza, volgerli a proprio vantaggio per governare uomini e cose è la sua inevitabile mission. Domanda: Cambieranno mai i rapporti di forza in questo desolante Paese se, accanto a indignazione e a mortificazione, non metteremo in campo progetti, legami sociali, strutture organizzate, idee, leadership? Ecco, io penso allora, che per arrivare alla meta, come il buon Colombo (Cristoforo, non Furio), bisogna buscar el ponente por el levante. Cioè, volgere la prua alle questioni economiche e sociali, non alle questioni [...]



mercoledì 22 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 25th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

In dirittura d’arrivo, poco prima della chiusura estiva del Parlamento, arriva il decreto anticrisi, su cui è già stata annunciata la richiesta del voto di fiducia. Ennesimo decreto e ventitreesima fiducia in dodici mesi effettivi di lavori parlamentari.Il segno del provvedimento sta soprattutto in tre aspetti: aumentano le tasse in generale, non c’è una manovra di alleggerimento fiscale per l’Abruzzo, vengono aperte agli evasori fiscali le porte del rientro dei capitali illecitamente collocati su banche estere compiacenti. Il Paese è governato da una compagnia di irresponsabili. E i peggiori non sono neppure i leghisti. Il peggio è garantito dalla banda berlusconiana: il Cavaliere, Tremonti, Bondi… Per inchiodarli alle loro responsabilità non ci servono mozioni, come quella presentata al Senato, che frugano sotto le lenzuole del capobanda. Se ci inoltriamo su questa strada Berlusconi può dormire sonni tranquilli… magari in compagnia di qualche bionda. Tanto più che ora medita un pellegrinaggio riparatore presso la tomba di padre Pio, infilando così la sequenza tipica di un certo e diffuso costume nazionale, quello della colpa e del perdono. Identificazione, commozione e popolarità. L’unico terreno su cui possiamo incalzarlo con qualche prospettiva di successo è quello delle materiali condizioni di vita degli italiani: il lavoro, la salute, la scuola dei figli, lo stato dei trasporti e dei servizi pubblici, le condizioni del territorio e dell’ambiente… Invece, il PD si divide tra [...]



La sfida di Ignazio Marino

Di Pierangelo Ferrari • lug 24th, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Il congresso del Partito Democratico ha imboccato, nei giorni scorsi, la sua direzione principale, quella che ci accompagnerà, temo, fino alla fine di ottobre. A Bersani, che aveva lamentato la gestione fallimentare della prima fase, Veltroni ha risposto che l’ex ministro (e con lui, D’Alema) non era andato in ferie in quel periodo, che c’era anche lui sul ponte di comando e che tutte le scelte sono state condivise. Come dargli torto… Franceschini, dal canto suo, ha dichiarato che la vittoria di Bersani segnerebbe la fine del bipolarismo (cioè, del PD, per chi ha orecchie per intendere), mentre Rutelli ha messo in guardia tutti da una svolta di sinistra, evocando scenari immaginabili. Tutti hanno le loro ragioni, non c’è che dire. Il fatto è che appaiono ragioni incomponibili, a giudicare dai risentimenti esibiti, dai toni usati. Sono colpito e amareggiato soprattutto dall’escalation di aggressività che divide coloro che sono stati l’ultimo gruppo dirigente del PCI e l’esclusivo gruppo di comando dell’esperienza PDS-DS. Mi ha colpito che Michele Serra, che viene da quell’esperienza, in un’intervista a Il Sole 24 ore abbia dichiarato: “vorrei che gli ex dirigenti di quel partito lasciassero il campo: troppi rancori personali li dividono, troppe vanità da ereditieri in lite”. Mentre gli ereditieri litigano, c’è una enorme questione con cui la sinistra italiana non ha ancora iniziato a fare i conti: il distacco dalla vita civile, l’astensionismo e il disincanto di [...]



giovedì 16 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 19th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Da alcune settimane ormai il giovedì è dedicato interamente (oddio, interamente…) alle Commissioni. Nel senso che i lavori d’Aula, per effetto del continuo ricorso ai decreti e alle fiduce, si concentrano tra il martedì pomeriggio e il mercoledì. Deve essere per questo che Fini ha moltiplicato gli eventi collaterali: incontri istituzionali con delegazione straniere, convegni, presentazione di libri… La Camera è diventata un centro culturale. C’è un via vai di pubblico che pare di essere in via del Corso. Oggi Franceschini presenta il suo progetto politico. Ci andrò, prima di ripartire per Brescia. Mi aspetto anche da lui, dopo un esordio aggressivo, un abbassamento dei toni e uno sguardo adeguato ai problemi del Paese. Non un programma, i programmi sono di competenza di un intero gruppo dirigente non del solo segretario, ma almeno un’idea di società. E un’idea di partito. Ne parlo, del congresso voglio dire, con i non molti colleghi che si sono trattenuti alla Camera. La mia impressione è che tutti si stiano occupando del tesseramento, perchè nessuno vuole perdere in casa propria. Io penso che stiamo sottovalutando gli effetti mediatici di un tesseramento gonfiato alla vigilia del congresso. E gli stessi effetti politici: cosa accade a quel candidato che è prevalso nella fase interna se su di lui pesasse l’ombra di un sostegno drogato? Il rischio è che gli elettori, alle primarie, capovolgano l’esito [...]



mercoledì 15 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 16th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

La settimana scorsa un collega radicale mi ha chiesto di sottoscrivere una mozione. Servono dieci firme per poter presentare una mozione e loro sono sei o sette. L’ho firmata, anche perchè ne condividevo il merito. Stamattina è arrivata in Aula, insieme ad altre sul medesimo argomento, l’aborto. Buttiglione ha presentato la sua: l’aborto non può essere pianficato come mezzo di controllo delle nascite. Condivisibile, tutto sommato, per cui l’astensione è giustificata. La mozione radicale e quella firmata dalla Turco, invece, accolgono lo stesso principio ma aggiungono che la lotta più efficace all’aborto è la prevenzione affidata a campagne di educazione sessuale e al ricorso dei metodi anticoncezionali. Reazioni? Vade retro, Satana. Guai a parlare di preservativi e di pillole. Meglio un aborto domani che un preservativo oggi. Quando è il turno delle nostre mozioni, una ventina di deputati cattolici del PD (non i soli teodem, dunque) votano contro, insieme al centrodestra. C’è qualcosa di mortificante in queste vicende. I fedeli del Papa ci vogliono imporre l’alimentazione forzata, in condizioni vegetative, contro la nostra volontà e si oppongono alla distribuzione dei preservativi, anche se sono strumenti di protezione dalle infezioni HIV e possono prevenire gravidanze indesiderate, con conseguente ricorso al trauma dell’aborto. In nome della fede. Della loro fede. E parecchi di loro siedono accanto a me, nei banchi del Partito Democratico. C’è qualcosa che non va… Quello che [...]