pierangelo ferrari

mercoledì 1 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 2nd, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Sono appena passate le otto quando Paolo Corsini mi telefona e, quasi urlando, mi chiede se ho letto la Repubblica. Figurati, io i giornal li leggo la sera, quando li leggo. E’ il primo boato dei molti che seguiranno, in giornata, sul “caso Serracchiani”. In un’intervista di Curzio Maltese, la garrula new entry friulana si sente rivolgere la fatale domanda “perchè ha scelto di stare con Franceschini?”. E’ il caso di dire che la sventurata rispose. Quel “perchè è simpatico” è già entrato nel (sotto)costume nazionale e resterà memorabile nella storia della sinistra italiana. Segno inequivocabile del suo comico smarrimento. Irriferibili i commenti tra i banchi della Camera. D’Alema, cupo e silenzioso, a cui la Serracchiani ha riservato un colpo alla nuca, ha l’aria del bounty killer. Che, del resto, deve essere la sua vocazione segreta. I franceschiniani, piegati dall’autogol, la buttano sul ridere e ipotizzano che l’eroina del nuovo nuovismo sia stata pagata da Bersani. Tra lazzi e cachinni, tra un’indignazione e una vibrata protesta, nessuno ammette l’infezione generale che non sta risparmiando alcun schieramento: l’ingaggio del giovane, l’esibizione attorno ai candidati di facce fresche, preferibilmente di bronzo. Non ha fatto così anche il mio amico Corsini, presentando a Brescia la pars bersaniana? Nel pomeriggio i banchi del PD si svuotano sensibilmente: Bersani presenta la sua piattaforma all’Ambra Jovinelli. A me viene in mente la esilarante ricostruzione felliniana del vecchio Jovinelli, ma è un pensiero impertinente che ricaccio nella sede sua propria, quella dell’avanspettacolo.

Vedo riunioni in corso, altre si annunciano, da tutte le parti, per i prossimi giorni. Tutti si accasano, con un occhio di riguardo alla propria città, alla provincia di appartenenza. Dove nessuno vorrebbe finire in minoranza. Io non mi pongo il problema. Non più. Mentre in Aula si procede con votazioni a raffica, ricevo più di una telefonata da Brescia: telefonate discrete, interrogative. Mi dispiace per quei pochi che vedono in me un punto di riferimento, ma vorrei essere credibile per la franchezza delle idee piuttosto che per la solidità delle relazioni. In tanti anni di responsabilità provinciali e regionali non ho mai voluto costruirmi un seguito, non ho mai coltivato filiere fidelizzate. Si sta, volta per volta, con quelli che la pensano come te. Si può fare anche un lungo tratto di strada con alcune persone, ma quando le opinioni divergono radicalmente anche le strade si separano. Il rischio della solitudine? Essere soli non significa essere insignificanti e isolati, ma autonomi. Nei partiti, così come tra gli adolescenti, la logica del branco è micidiale: abbassa la coscienza critica ed espone la tua autonomia alla permeabilità del conformismo. Soprattutto nelle fasi di scontro, che ti spingono a polarizzarti. Poco male, anzi molto bene, se si tratta di prendere posizione su tesi contrapposte, ma in queste condizioni… dove sono le tesi che giustificano contrapposizioni e ostilità?

Strumenti di diffusione:
  • PDF
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us

Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
Invia una Mail | Tutti gli Articoli di Pierangelo Ferrari

Lascia un Commento