mercoledì 8 luglio
Di Pierangelo Ferrari • lug 9th, 2009 • Argomento: Diario in CameraLa città è blindata in coincidenza con il vertice abruzzese del G8. Ma non se ne stanno tutti a L’Aquila? Mi sa che sono in circolazione le first ladies. Nella sala lettura dei quotidiani, accanto al Transatlantico, mi interessa leggere la stampa estera e, per quello che non capisco, i corrispondenti italiani dall’estero dei principali quotidiani italiani. L’offensiva contro Berlusconi è impressionante e va ben oltre la stampa inglese. Ho l’impressione, tuttavia, che ci sia un eccesso che potrebbe ritorcersi contro di noi, opposizione nazionale. Quando il Guardian sostiene l’opportunità dell’esclusione dell’Italia dal club del G8 viene fuori, gratta gratta, un antico pregiudizio anti italiano, che noi non possiamo alimentare per la sola ragione che delegittima Berlusconi. Così, le previsioni di un fallimento organizzativo del vertice non mi convincono. Mi suonano strane le veline (nel senso di informazioni riservate) che uscirebbero dal Dipartimento di Stato americano sulle gravi carenze gestionali e logistiche dell’appuntamento aquilano. Può darsi, ma il crescendo anti berlusconiano potrebbe trasformarsi in un boomerang, se appena appena le cose dovessero andare per il verso giusto. E comunque io penso che, Berlusconi o meno, il nostro Paese vada difeso sempre. Dagli attacchi della stampa inglese, soprattutto, che tende a non distinguere tra l’Italia e il suo premier. Mi sarebbe piaciuto che D’Alema, che è stato ministro degli esteri, e che con Prodi è la voce più autorevole in Europa, facesse sentire la propria voce in difesa del Paese.
In Aula è approdata la legge contro la violenza sessuale e alcuni interventi (di maschi) si muovono pericolosamente ai bordi del buon gusto. L’on. Cimadoro, dipietrista, si lamenta del fatto che “con questo articolo si impedisce la possibilità di corteggiare una ragazza, perchè d’ora in avanti non sapremo più dove mettere le mani”. Commenti irriferibili da parte delle nostre parlamentari. Ciò che è vero, tuttavia, è che la destra rifiuta la strada maestra della educazione civica e sessuale nelle scuole per ricorrere al perseguimento dei reati con innalzamenti crescenti di pena. E, su questa strada, incontra un certo femminismo fondamentalista. Legge necessaria, comunque, che segnala un salto di qualità nella parità di genere nel nostro Paese. Il congresso impazza tra i nostri banchi. Cioè, non il congresso ma le grandi manovre che lo precedono. Gente che va, gente che viene. Sono rimasti pochi quelli come me che non si sono schierati. O non ancora. Il pressing nei loro confronti è serrato, gli argomenti “sostanziosi”, le manifestazioni d’affetto commoventi. Io non mi commuovo, anzi mi irrito sempre di più. Devo essere proprio senza cuore. Malvagio, come direbbe il buon Roberto Vitali. Al contrario, lo sbarramento contro Marino me lo sta rendendo simpatico. Si, proprio simpatico. Serracchiani docet. Che sia entrato anch’io nella cultura del nuovismo lingottesco?
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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