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giovedì 16 luglio

Di Pierangelo Ferrari • lug 19th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Da alcune settimane ormai il giovedì è dedicato interamente (oddio, interamente…) alle Commissioni. Nel senso che i lavori d’Aula, per effetto del continuo ricorso ai decreti e alle fiduce, si concentrano tra il martedì pomeriggio e il mercoledì. Deve essere per questo che Fini ha moltiplicato gli eventi collaterali: incontri istituzionali con delegazione straniere, convegni, presentazione di libri… La Camera è diventata un centro culturale. C’è un via vai di pubblico che pare di essere in via del Corso. Oggi Franceschini presenta il suo progetto politico. Ci andrò, prima di ripartire per Brescia. Mi aspetto anche da lui, dopo un esordio aggressivo, un abbassamento dei toni e uno sguardo adeguato ai problemi del Paese. Non un programma, i programmi sono di competenza di un intero gruppo dirigente non del solo segretario, ma almeno un’idea di società. E un’idea di partito. Ne parlo, del congresso voglio dire, con i non molti colleghi che si sono trattenuti alla Camera. La mia impressione è che tutti si stiano occupando del tesseramento, perchè nessuno vuole perdere in casa propria. Io penso che stiamo sottovalutando gli effetti mediatici di un tesseramento gonfiato alla vigilia del congresso. E gli stessi effetti politici: cosa accade a quel candidato che è prevalso nella fase interna se su di lui pesasse l’ombra di un sostegno drogato? Il rischio è che gli elettori, alle primarie, capovolgano l’esito dei congressi di circolo. Uno statuto stravagante avrebbe prodotto così i suoi effetti nefasti e il partito sarebbe scosso da tensioni non irrilevanti. Oltretutto, la corsa al tesseramento sta risalendo lo Stivale (come la linea della palma, direbbe Sciascia). Non è più solo il Sud, Campania in testa, a fornire episodi imbarazzanti. Anche nel Lazio, a quanto pare, è in corsa una gara niente male.

Sala piena per Franceschini, che fa un intervento robusto e determinato. Mi pare che riesca a liberarsi del veltronismo più velleitario, senza arretrare sulle ragioni più innovative della nascita del PD. Se non mi fossi trovato accanto andreottiani e teodem avrei potuto stare con lui, ma per me la questione della laicità è una precondizione a qualsiasi scelta politica. Penso che ci sia un’emergenza dottrinaria in questo Paese e starò con chi la combatte apertamente, anche in minoranza. Ho sentito Ignazio Marino, mentre andavo all’aeroporto. Gli ho fatto alcune osservazioni sul profilo della sua candidatura e gli ho promesso di mandargli una nota più meditata domani stesso. A proposito di Marino e del suo passo falso, leggo su il Riformista una intervista a Gavino Angius, con la quale scopro che si è iscritto al PD (congresso, congresso!) e che ad iscriverlo è stato il famigerato coordinatore romano di circolo accusato di essere uno stupratore seriale. “Mi ha colpito che non sorridesse mai”, dice Angius. Per forza, sapeva di essere braccato. Piuttosto, l’episodio è una pura coincidenza o è Gavino che porta sf… Se così fosse, entrerebbe nel club degli impronunciabili della sinistra italiana, insieme a un presidente di regione e a un ex presidente della RAI che fa le vacanze a Capalbio. Mi auguro di no. Più di tutti se lo augura Bersani, mi sa, di cui Angius si è dichiarato sostenitore.

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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