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	<title>Commenti a: Carlo Emilio Gadda</title>
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	<description>parlamentare del partito democratico alla camera dei deputati</description>
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		<title>Di: Pierangelo Ferrari</title>
		<link>http://www.pierangeloferrari.it/2009/07/28/carlo-emilio-gadda/comment-page-1/#comment-542</link>
		<dc:creator>Pierangelo Ferrari</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 12:01:01 +0000</pubDate>
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		<description>Maledizione! Domenica 9 sono sulla costa maremmana. Ma, per farmi perdonare, ti riporto il testo più bresciano che si possa trovare nelle pagine di Gadda. E&#039; tratto da &quot;Il primo libro delle favole&quot;, il divertimento gaddiano in lingua meidoevaleggiante: &quot;Il conte Ubaldino di Bertù, ch&#039;era de&#039; cittadini primi de la nobile città di Brescia, torquato d&#039;oro per il Re Cattolico, avendo susurrato a lungo &#039;n un&#039;orecchia a la bella figliola di Ser Pelagio di Gattinara, mentre delle dita avea la collana a trastullo fu con malizia per taluno lodato, (o ripreso), ch&#039;ei sapesse dir bene il complimento a qualunque femina. Il conte Ugolino, che fierissimo vegliardo era, e di venustissima e bianca barba, conosciuto il veneno dell&#039;argomnentar di colui, affisò mesto cotale negli occhi: e poi ch&#039;ebbe dolorosamente suspirando &#039;l capo scosso, quasi per lontana rememorazione alcune verità eterna adducendo, nella bresciana favella osservò: &#039;Qua seri bo de daghel, seri miga bo de dighel: dess che so bo de dighel, so pu bo de daghel&#039; che è da discior la lingua uno maraviglioso nodo e mirabile sentenzia sopra allo ascendere e al descendere delle umane fortune&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maledizione! Domenica 9 sono sulla costa maremmana. Ma, per farmi perdonare, ti riporto il testo più bresciano che si possa trovare nelle pagine di Gadda. E&#8217; tratto da &#8220;Il primo libro delle favole&#8221;, il divertimento gaddiano in lingua meidoevaleggiante: &#8220;Il conte Ubaldino di Bertù, ch&#8217;era de&#8217; cittadini primi de la nobile città di Brescia, torquato d&#8217;oro per il Re Cattolico, avendo susurrato a lungo &#8216;n un&#8217;orecchia a la bella figliola di Ser Pelagio di Gattinara, mentre delle dita avea la collana a trastullo fu con malizia per taluno lodato, (o ripreso), ch&#8217;ei sapesse dir bene il complimento a qualunque femina. Il conte Ugolino, che fierissimo vegliardo era, e di venustissima e bianca barba, conosciuto il veneno dell&#8217;argomnentar di colui, affisò mesto cotale negli occhi: e poi ch&#8217;ebbe dolorosamente suspirando &#8216;l capo scosso, quasi per lontana rememorazione alcune verità eterna adducendo, nella bresciana favella osservò: &#8216;Qua seri bo de daghel, seri miga bo de dighel: dess che so bo de dighel, so pu bo de daghel&#8217; che è da discior la lingua uno maraviglioso nodo e mirabile sentenzia sopra allo ascendere e al descendere delle umane fortune&#8221;.</p>
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		<title>Di: Giancarlo</title>
		<link>http://www.pierangeloferrari.it/2009/07/28/carlo-emilio-gadda/comment-page-1/#comment-535</link>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 08:54:15 +0000</pubDate>
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		<description>Aggiunge pure che Gadda nasce come scrittore in Vallecamonica dove scrive le prime pagine del &quot;Giornale di guerra e prigionia&quot;. Gifuni reciterà le sue pagine sul MOntozzo domenica 9 agosto al sorgere del sole. Ciao
Giancarlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiunge pure che Gadda nasce come scrittore in Vallecamonica dove scrive le prime pagine del &#8220;Giornale di guerra e prigionia&#8221;. Gifuni reciterà le sue pagine sul MOntozzo domenica 9 agosto al sorgere del sole. Ciao<br />
Giancarlo</p>
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