In piedi, sulle proprie gambe
Di Pierangelo Ferrari • ago 5th, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo PianoL’aveva già detto alla Festa democratica di Suzzara, l’ha ripetuto ieri a Milano: “non si guida il partito solo nei weekend”. Ce l’ha con Emanuele Fiano, Pierluigi Bersani. Ce l’ha con il parlamentare candidato alla segreteria regionale lombarda del PD che ha lanciato la sfida al bersaniano Maurizio Martina, segretario veltroniano uscente. Lo dice “senza polemica”, preoccupato solo dall’esigenza del radicamento del partito, cavallo di battaglia della sua mozione. In effetti, la questione non deve essere secondaria per Bersani e per i suoi se anche Nicola Latorre la rilancia in una intervista al Corriere della sera: “I bersaniani vogliono un partito radicato, forte – sostiene il senatore iper dalemiano – tutti i candidati regionali della lista Bersani vengono dalle nuove generazioni e comunque non hanno altri incarichi. La nomenclatura sta tutta con Franceschini”. La nomenclatura. Parola di Nicola Latorre. Confesso preliminarmente di avere qualche difficoltà a dare peso ai proclami sul radicamento del partito. Non solo perchè ho visto all’opera i radicatori quando è stato il loro turno di esercitare responsabiltà di direzione politica. La mia difficoltà nasce soprattutto dalla vaghezza di questo radicamento, tanto evocato quanto assai poco precisato. Che significa? Un partito di sezioni e di tessere, di funzionari a tempo pieno in tutte le province e di feste di partito in tutti gli angoli d’Italia? E’ realistico, di questi tempi? O non piuttosto un partito di [...]
