pierangelo ferrari

Archive for agosto, 2009

In piedi, sulle proprie gambe

Di Pierangelo Ferrari • ago 5th, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

L’aveva già detto alla Festa democratica di Suzzara, l’ha ripetuto ieri a Milano: “non si guida il partito solo nei weekend”. Ce l’ha con Emanuele Fiano, Pierluigi Bersani. Ce l’ha con il parlamentare candidato alla segreteria regionale lombarda del PD che ha lanciato la sfida al bersaniano Maurizio Martina, segretario veltroniano uscente. Lo dice “senza polemica”, preoccupato solo dall’esigenza del radicamento del partito, cavallo di battaglia della sua mozione. In effetti, la questione non deve essere secondaria per Bersani e per i suoi se anche Nicola Latorre la rilancia in una intervista al Corriere della sera: “I bersaniani vogliono un partito radicato, forte – sostiene il senatore iper dalemiano – tutti i candidati regionali della lista Bersani vengono dalle nuove generazioni e comunque non hanno altri incarichi. La nomenclatura sta tutta con Franceschini”. La nomenclatura. Parola di Nicola Latorre. Confesso preliminarmente di avere qualche difficoltà a dare peso ai proclami sul radicamento del partito. Non solo perchè ho visto all’opera i radicatori quando è stato il loro turno di esercitare responsabiltà di direzione politica. La mia difficoltà nasce soprattutto dalla vaghezza di questo radicamento, tanto evocato quanto assai poco precisato. Che significa? Un partito di sezioni e di tessere, di funzionari a tempo pieno in tutte le province e di feste di partito in tutti gli angoli d’Italia? E’ realistico, di questi tempi? O non piuttosto un partito di [...]



Ralf Dahrendorf, La libertà che cambia (Laterza, 1995)

Di Pierangelo Ferrari • ago 2nd, 2009 • Argomento: Libreria

Il grande sociologo e teorico della libertà, scomparso alcuni mesi fa all’età di ottant’anni, era nato tedesco, si era laureato in Germania ma si era ben presto trasferito in Gran Bretagna, dove aveva insegnato prima alla London School of Economics (di cui, per un decennio, era stato il direttore) e successivamente ad Oxford. Se volete collocarlo nel vostro panorama culturale, immaginatelo seduto tra Popper e Bobbio, tra Max Weber e Amartya Sen. Insomma, Dahrendorf appartiene al grande campo del pensiero liberale che, uscito dal conservatorismo dell’Ottocento, si è misurato, sotto l’incalzare degli immensi conflitti del Novecento, con il tema della democrazia e delle pari opportunità dell’esistenza. Lo dicono, del resto, i titoli di alcune delle sue opere maggiori, come Classi e conflitto di classe nella società industriale e come Il conflitto sociale nella modernità, entrambi pubblicati dall’editore barese Laterza. Siamo, come si vede, tra cultura liberale e questioni sociali, nel campo identitario del Partito Democratico. In una stagione in cui, come dovrebbero essere tutte le fasi congressuali, il PD si interroga sulle proprie ragioni e sui fondamenti del proprio profilo politico, tornare a Dahrendorf significa riprendere il filo delle proprie idee, riappropriarsi del senso profondo del nostro agire.
Il libro che scelgo di collocare nella mia ideale biblioteca del PD, è uno dei classici del liberalismo, quel La libertà che cambia che Dahrendorf pubblicò a Londra nel 1979 [...]



giovedì 30 luglio

Di Pierangelo Ferrari • ago 1st, 2009 • Argomento: Diario in Camera

La Camera chiude oggi, con le ultime votazioni in Aula e le ultime riunioni di Commissione. Si riprende il 7 settembre con le Commissioni e il 14 con l’Aula. Vacanze lunghe, non c’è che dire. Nel biennio del secondo governo Prodi si arrivava fino alla prima settimana di agosto e i lavori dell’Assemblea non riprendevano oltre la seconda settimana di settembre. Se l’interruzione è passata, nel giro di un paio d’anni, da un mese a un mese e mezzo dipende unicamente dallo svuotamento in corso delle funzioni parlamentari, ad opera del governo. La settimana scorsa abbiamo votato la ventitreesima fiducia in dodici mesi effettivi di attività. Ventitre fiducie su 94 leggi approvate dal giugno dello scorso anno. Ma quello che più impressiona è che, di queste 94 leggi, solo 9 sono provvedimenti di iniziativa parlamentare. Per il resto, sono tutti interventi di iniziativa governativa: trattati internazionali, disegni di legge e decreti. I decreti, che la Costituzione prevede solo per “casi straordinari di necessità e d’urgenza”, sono stati in tutto ben 37. Insomma, la partita legislativa si è chiusa, per ora, con il risultato di 85 a 9 a favore del governo. Continua, in condizioni peggiorate con la vittoria del centrodestra, la finzione di un sistema parlamentare che parlamentare non è più, da tempo. Che cosa sia il nostro sistema istitiuzionale è difficile dirlo. Quello che [...]