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giovedì 10 settembre

Di Pierangelo Ferrari • set 14th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Si ricomincia, ma… adelante Pedro, con juicio, direbbe il governatore Ferrer. Con calma, senza precipitazione. Questa settimana dovrebbe essere dedicata alla ripresa dei lavori delle Commissioni, ma solo oggi ne sono state convocate un paio: la prima, Affari costituzionali, e la seconda, Giustizia. Nella mia Commissione, la prima,  ci ritroviamo in sette (su quaranta) per registrare la circostanza che il progetto di legge dell’Italia dei valori per l’abolizione delle Province non ha il consenso necessario per essere portata in Aula. In mezz’ora è tutto finito. L’Italia dei valori che dice? Assente. La Commissione Giustizia riparte dal testo unificato sull’introduzione del doppio cognome e rinvia la discussione alla prossima settimana. Anche lì in una mezzoretta è tutto finito. Così, la ripresa dei lavori parlamentari si consuma in un’oretta complessiva di estenuante fatica. Pochi colleghi in Transatlantico, clima vacanziero perdurante. La politica è altrove. Noi siamo alle prese con la competition congressuale, i berluscones con lo strappo di Fini, i democristiani nostalgici con il ricorrente sogno del grande centro, la Lega con la sua (lucrosa) propaganda. E la sinistra radicale? Non pervenuta. Strano clima, nevrotico e dissociato. Sulla stampa i ventilatori della cacca sono sempre accesi,  mentre restano vuote le sedi istituzionali e ristagnano le risposte alla crisi del Paese. La prossima settimana riparte l’attività dell’Assemblea. Vedremo.

Passa in ufficio, ritira la posta, sbriga un paio di pratiche e, nel primo pomeriggio, sei già libero. Alla libreria Feltrinelli scopro che è appena stato pubblicato un libro su (di?) Mino Martinazzoli, Uno strano democristiano. La lettura del mino pensiero mi accompagna per tutto il rientro su Linate, sul bus in treno in aereo. “C’era il problema di bonificare il partito dallo strapotere delle correnti e delle tessere… il problema di ricostruire una gerarchia all’interno del partito che fosse fondata più su rapporti di coerenza, di moralità e meno su relazioni di reciproca convenienza tra i capi a Roma e i ras delle periferie”, ricorda Martinazzoli a proposito della fase di passaggio dalla DC al Partito popolare. Toh, guarda, tessere, correnti, ras delle periferie… la questione non mi è incognita. Vorrei solo che i profeti del partito “popolare” (quello delle bocciofile), insieme a quelle belle cosucce che Martinazzoli denunciava a suo tempo, ci restituissero almeno i voti della DC. Per dire. Sull’aereo, la vista di una bella ragazza toglie di mezzo Martinazzoli (ne avrà a male?). Poi vedo meglio e il mio umore incupisce. Il labbro superiore di Nina Moric è un cotechino fuori misura e io trovo che sia un’icona adeguata a rappresentare la volgarità del nostro tempo, insieme alle correnti e ai ras delle periferie che hanno rotto gli argini, fino a ieri ben custoditi, della sinistra italiana.

 

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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