pierangelo ferrari

Archive for ottobre, 2009

mercoledì 28 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 28th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Nel giorno anniversario della marcia su Roma, i sindacati di polizia marciano uniti su piazza Navona per protestare contro i tagli ai capitoli di bilancio su sicurezza e difesa. La polizia contro un governo di destra. Non mi voglio perdere lo spettacolo. Sono migliaia e sono arrabbiati peggio dei cobas: i bersagli preferiti dei loro slogan sono il ministro Brunetta e le ronde volute dalla Lega. E si capisce: oltre ai tagli del personale, devono fare i conti con carenza di automobili e perfino fare economie sulla benzina. Il Riformista si butta sul pecoreccio e apre la caccia ai due politici eccellenti, frequentatori di trans. Uno è noto da tempo, mi dicono. Il Riformista si trattiene dal fare il nome ma l’identikit è esplicito: Pdl, ex An, già ministro (ora capogruppo). L’altro, su cui  circolano spifferi e supposizioni, sarebbe uno dei nostri. A me non dispiace il gossip, ma devo dire che la vicenda Marrazzo ci ha portato dentro un clima malato, in cui la politica perde le proprie ragioni e subisce un altro cedimento di credibilità presso l’opinione pubblica. A proposito, stupisce che Berlusconi si dichiari contrario alle elezioni anticipate nel Lazio. Tanta generosità è sospetta: si vede, pensano in molti, che è in arrivo altra m… che colpisce anche loro.
Intanto, per parlare di cose serie, la maggioranza fa quadrato, in Commissione Affari sociali, sul testo base del Senato sul testamento biologico. [...]



Tre buone notizie… e qualche problema

Di Pierangelo Ferrari • ott 28th, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

L’avevo scritto e detto, più volte: è bene che chi vince le primarie lo faccia superando il 50% e, in ogni caso, va considerato eletto anche se rimanesse al di sotto della soglia fatidica,  evitando la palude del ballottaggio nell’assemblea del 7 novembre. Soprattutto, se il vincitore delle primarie fosse lo stesso candidato che è prevalso nei congressi di circolo. L’ho detto e scritto anche in distonia con gli orientamenti della mozione Marino, alla quale ho aderito. Perchè, per me, una aggregazione congressuale nasce e dura solo in quanto e per il tempo che comporta la condivisione di un nucleo ideale e tematico, senza trasformarsi in corrente. Senza manovre di corrente. Per questo, la sera di domenica ho registrato con soddisfazione le tre buone notizie che ci pervenivano dai seggi delle primarie. L’estenuante percorso congressuale era finalmente concluso, la partecipazione al voto era stata molto alta e il segretario era stato eletto con un consenso significativo, senza se e senza ma, al riparo dalle insidie di palazzo. Insomma, dal voto uscivano, nello stesso tempo, un partito rafforzato e un leader pienamente legittimato. Chiunque abbia a cuore le sorti del PD non può che salutare positivamente l’esito delle primarie. Detto questo, se la lealtà, come credo, non si può separare dalla onestà intellettuale, va detto che l’elezione di Pierluigi Bersani mantiene aperti alcuni problemi, tanti quanti ne chiude perlomeno. Oggettivamente, a prescindere [...]



martedì 27 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 27th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

La prima occupazione, appena messo piede alla Camera il martedì mattina, è abitualmente il ritiro della posta. Stamattina, tra il resto, c’è una lettera del leghista on. Stucchi che ci sollecita l’adesione al neonato Club dei parlamentari Amici della birra. Questa mi mancava. Sono nate molte associazioni di parlamentari amici di: di Paesi esteri, della montagna, delle squadre di calcio, della vela … e via inventando. Cosa facciano tutte queste associazioni non so. Non ho aderito a nessuna. Ciò che farà la neonata associazione birresca, invece, lo sappiamo. Ce lo dice l’on. Stucchi, nella lettera di presentazione: “visite ad aziende birraie, incontri tematici, degustazioni di prodotti…”. Hai capito il leghista?! Degustazioni rigorosamente politiche, s’intende. Perchè il vino è italiano, ma la birra è celtica. Prosit. Commenti inevitabili sull’esito delle primarie. Quello che mi colpisce è la compostezza formale di tutti, una specie di rilassata stanchezza dopo le tensioni congressuali. Se parli con alcuni, tuttavia, avverti una inquietudine diffusa sulle vicende dei prossimi mesi. Rutelli se ne va, per quel che conta, non da solo forse, ma con pochi fedeli. Ciò che conta, invece, è il dopo congresso in casa franceschiniana, tra gli ex popolari sconfitti. Lì c’è amarezza e una qualche incertezza sul futuro. Un impegno non irrilevante attende il nuovo segretario, quello di tenere insieme e di rimotivare un partito esposto a scissioni e fughe. Una buona (e preoccupante) ragione [...]



giovedì 22 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 23rd, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Finite tardi, ieri sera, le votazioni in Assemblea. Verso le 20.30, oltre il tempo limite consentito per prendere l’ultimo volo per Linate. Avrei potuto rientrare, perchè la riunione odierna della Commissione è stata sconvocata. Accade sempre più frequentemente. Rispetto al biennio 2006-2008, quando a presiedere la Commissione Affari costituzionali era Luciano Violante e noi eravamo maggioranza, gli impegni si sono ridotti di tre quarti. C’è un disegno esplicito di svuotamento delle funzioni parlamentari, non solo attraverso l’uso del decreto e il ricorso alla fiducia. Ne approfitto per assistere, in un’Aula semideserta, all’Informativa urgente del Governo sulla presenza di navi dei veleni al largo delle coste calabresi. Il sottosegretario Menia riferisce di una nave e di un contenitore che contiene altissime concentrazioni di metalli pesanti (mercurio, cobalto, selenio, tallio), ma c’è da temere la presenza, come ricorda Ermete Realacci, intervenendo per il nostro Gruppo, di diverse navi affondate al largo delle nostre coste. Mi incuriosisce leggere nell’odg che è prevista una interrogazione sullo spostamento da Catanzaro della Scuola superiore della Magistratura per il Sud. Qualcuno è riuscito a togliere qualcosa ai calabresi?! Mi fermo e scopro la storia seguente: nel 2005 il governo Berlusconi decide tre sedi per la Scuola superiore di Magistratura, Latina Bergamo e Catanzaro. L’anno successivo, con Mastella ministro della Giustizia, Catanzaro viene sotituita (a caso, diciamo) da Benevento. Ricorso al TAR del Lazio [...]



mercoledì 21 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 21st, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Al Senato presentano una Finanziaria con cui tagliano 7,3 miliardi alla scuola pubblica entro il 2012, mentre alzano a 4,2 miliardi il contributo statale alla scuola privata. Alla Camera portano un decreto per impedire che gli anni di precariato degli insegnanti facciano maturare scatti di anzianità e per stabilire che i contratti a termine “non possono in alcun caso trasformarsi in rapporti a tempo indeterminato”. Il colpo alla scuola pubblica è lucidamente perseguito. Per soli due voti  ieri non siamo riusciti ad azzerare il decreto. Il pericolo corso li ha indotti a qualche prudente consiglio e tra ieri sera e stamattina hanno trattato sul testo del decreto, ritirando o riformulando alcune delle parti più discutibili. Resta, nell’insieme, un provvedimento al di sotto di ogni possibile condivisione. D’Alema e Fioroni tornano a confabulare in un angolo del Transatlantico, dopo il siparietto di ieri, quando D’Alema, di fronte alla domanda di una cronista sulle affermazioni di Fioroni, si è girato verso l’ex ministro e, alzando la voce (circostanza inconsueta per Max), gli ha chiesto: “Aò, a Fioroni, è vero che te ne vai se vince Bersani?”. Fioroni ha negato, diventando rosso come un peperone. Oggi chiarimenti riservati.
Nel primo pomeriggio, la Camera si veste con l’abito della festa. Tappeti rossi sul piazzale, guardia in alta uniforme, ospiti e servizio di sicurezza delle grandi occasioni. E’ in arrivo la regina Rania [...]



Il partito del 26 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 21st, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

E’ come vivere in un acquario. Pesci, di tre razze, in un acquario. Mentre fuori, oltre i vetri che ci imprigionano, vediamo volti, storie, accadimenti che ci richiamano alla realtà, di cui vorremmo (dovremmo) occuparci. Conosco l’obiezione e la condivido: nessun altro partito in Italia riunisce in congressi di circolo oltre 400000 iscritti e nessun partito in Europa ha mai portato al voto delle primarie tre, quattro milioni di elettori. Una bella prova di democrazia, non c’è che dire. E di vitalità. Così come so bene che il PD garantisce opposizione dove è opposizione, a cominciare dal Parlamento, e governo dove governa. Ma i tempi e i modi di questo congresso rischiano di opacizzare anche le prove di democrazia e di vitalità, che ci sono nonostante tutto, di opposizione e di governo. Come i vetri di un acquario, appunto, dentro il quale ci muoviamo alle prese con tensioni e conflitti lontani dalla realtà del mondo di fuori. Ci ha provato Ignazio Marino a portare nell’acquario alcuni problemi del mondo di fuori e ci è riuscito, in parte. Ma poi hanno prevalso le contese sul partito liquido o solido, le interviste delle Iene, i calzini color turchese, i versi di Vasco Rossi… E via via, scendendo per li rami regionali e provinciali, è apparso sempre più chiaro che il congresso non è tanto una competizione di candidati quanto di correnti. [...]



martedì 20 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 20th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Il 95 ci ha messo non meno di dieci minuti, stamattina, per percorrere a passo d’uomo i quattrocento metri da piazza Venezia alla galleria Sordi, dove scendo per avviarmi verso Montecitorio. Traffico, colonne di turisti appecorati, auto in seconda fila. Dai finestrini del bus vedo, prima, il menu di una trattoria tradotto in russo, poi un  annuncio su un negozio di paccottiglie: cercasi commessa che conosce il russo. Questa estate sulle spiagge di Castiglione della Pescaia circolavano molti russi. Ancora di più pare abbiano invaso la riviera adriatica. Anche questi sono segni che la vecchia Europa sta cambiando e che la scala sociale dei popoli è sempre in movimento: noi stiamo scendendo, altri salgono, dopo decenni di arretratezza. Ricevo da Brescia telefonate di commento sulla direzione provinciale di ieri sera. Buona discussione e franchezza sufficiente, per quanto è possibile in un clima congressuale teso. Solo Girelli ha introdotto temi e toni aggressivi. In polemica contro ”alcuni” dirigenti”, ha rivendicato il primato della saggezza popolare. Il popolo, di cui lui è il solo interprete, ovviamente, pare voglia il congresso subito. Ritorna così, dentro il PD, un cavallo di battaglia dei prandiniani, usato contro la sinistra dc: la base popolare contro il vertice, la campagna contro la città. Dunque, il congresso provinciale si farà a ruota dell’estenuante percorso nazionale perchè la mozione Bersani non accetta il rinvio a dopo le elezioni regionali. Eppure, in quasi tutta [...]



mercoledì 14 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 15th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Ieri sera, la riunione del Gruppo, successiva alla caduta in Aula del provvedimento anti omofobia, ha avuto qualche momento di tensione. Gianclaudio Bressa ha descritto i passaggi a cui il provvedimento è stato sottoposto ed è stato convincente sulla ricostruzione della linearità delle nostre scelte. Paola Concia, tuttavia, era troppo agitata per accogliere serenamente le spiegazioni di Bressa. E in tutti c’era l’irritazione per l’ennesimo strappo della Binetti. Stamattina la stessa Binetti, messa nel mirino da Franceschini (anche per liberarsene: dalla sua mozione, se non dal partito), dichiara alle agenzie di stampa che abbandona il segretario e si schiera per Bersani. Povero Pierluigi, mancava solo la Binetti, dopo Bassolino e Loiero, a mettergli zavorra sulle ali. Tra i nostri banchi si sprecano battute e congratulazioni ironiche con i bersaniani. Qualcuno reagisce innervosito. I più la prendono con filosofia, anche quelli a cui chiedi se entreranno nella lista Cilicio per Bersani. Il più sereno, come al solito, è lui, l’ex ministro. Eugenio Scalfari fa sapere dal pulpito che parteciperà alle primarie del PD e che voterà per il candidato che si impegnerà a rispettarne l’esito, anche sotto la soglia del 50%, senza cercare accordi nella assemblea successiva. Bersani e Franceschini si precipitano a sottoscrivere. Era proprio il caso?
Lo penso (e l’ho scritto): che chi vince le primarie, anche sotto il 50%, deve essere riconosciuto nuovo segretario, tanto [...]



Diritti civili

Di Pierangelo Ferrari • ott 14th, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Come è andata lo raccontano tutti i giornali. La sostanza politica è questa: dopo un anno di lavoro in Commissione, grazie all’impegno di Paola Concia ma non solo, si approda a un testo condiviso che introduce un’aggravante per i reati riconducibili a motivazioni omofobiche. Ma, nel passaggio tra la Commissione e l’Aula, qualcosa succede. La Carfagna comincia a frenare, sostenendo ‘virtuosamente’ di voler estendere l’aggravante ad atti di violenza commessi su altre categorie deboli; l’Udc annuncia una pregiudiziale di costituzionalità; i berluscones si mostrano insofferenti per l’approdo in dirittura d’arrivo di un provvedimento ostinatamente voluto dal PD e ne chiedono il ritorno in Commissione… Infine, in Aula si consuma l’agguato. Il PD ottiene che non si torni in Commissione, in assenza di certezza sui tempi della ridiscussione, ma passa la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Udc. Le tensioni del dopo voto, che si sono registrate anche nella riunione del Gruppo, non possono mettere in discussione una circostanza indiscutibile: che il PD, nel suo insieme, ha sostenuto lealmente il provvedimento e che la sua gestione in Aula è stata trasparente. Detto ciò, l’episodio apre un paio di questioni, una interna al partito l’altra relativa al sistema delle alleanze politiche. Nella fase concitata del dopo voto e sotto il peso dell’amarezza accumulata, Paola Concia ha ricondotto la questione anche all’ambito congressuale, chiedendo conto a Franceschini di comportamenti coerenti. Capisco Paola, ma non sarei d’accordo se si [...]



martedì 13 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 14th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Giovedì scorso (a lavori chiusi dell’Assemblea, in modo precipitoso, il giorno prima,  alla notizia della sentenza della Corte sul lodo Alfano) mi sono fermato a Roma per una riunione di Commissione. Eravamo in due per l’opposizione (su ventidue), entrambi del PD, io e Sesa Amici. La Commissione è iniziata con un Comitato pareri sulla formulazione di “orientamento sessuale” contenuta nel provvedimento che introduce un’ aggravante all’art. 61 del Codice penale per il reato di omofobia. Strana richiesta, pervenuta dalla Commissione Giustizia. La relatrice (del Pdl) sostiene che la formulazione “dovrebbe essere adeguatamente definita”. Troppo pochi, io e Sesa, per impedire che la frenata venga approvata. Comincia così l’operazione di svuotamento del provvedimento, che diventa ufficiale oggi in Aula, quando l’Udc presenta una pregiudiziale di costituzionalità, che l’Assemblea approva bloccando l’iter del provvedimento. Il nostro Gruppo vota compatto, con la sola eccezione della Binetti, che si aggiunge allo schieramento della destra e dell’Udc. La rabbia e lo smarrimento tra i nostri banchi è notevole. Contro la Binetti, ma soprattutto contro la maggioranza che si era impegnata a portare fino in fondo il provvedimento e che si è rimangiata gli accordi. Della teodem non se ne può più. Con noi non ha niente a che fare. Franceschini finalmente lo dichiara alle agenzie. Che si faccia eleggere da qualcun altro la prossima volta.
Giornata pessima per l’opposizione, divisa e messa nel sacco dalla maggioranza. Anche Di Pietro ci [...]