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martedì 13 ottobre

Di Pierangelo Ferrari • ott 14th, 2009 • Argomento: Diario in Camera

Giovedì scorso (a lavori chiusi dell’Assemblea, in modo precipitoso, il giorno prima,  alla notizia della sentenza della Corte sul lodo Alfano) mi sono fermato a Roma per una riunione di Commissione. Eravamo in due per l’opposizione (su ventidue), entrambi del PD, io e Sesa Amici. La Commissione è iniziata con un Comitato pareri sulla formulazione di “orientamento sessuale” contenuta nel provvedimento che introduce un’ aggravante all’art. 61 del Codice penale per il reato di omofobia. Strana richiesta, pervenuta dalla Commissione Giustizia. La relatrice (del Pdl) sostiene che la formulazione “dovrebbe essere adeguatamente definita”. Troppo pochi, io e Sesa, per impedire che la frenata venga approvata. Comincia così l’operazione di svuotamento del provvedimento, che diventa ufficiale oggi in Aula, quando l’Udc presenta una pregiudiziale di costituzionalità, che l’Assemblea approva bloccando l’iter del provvedimento. Il nostro Gruppo vota compatto, con la sola eccezione della Binetti, che si aggiunge allo schieramento della destra e dell’Udc. La rabbia e lo smarrimento tra i nostri banchi è notevole. Contro la Binetti, ma soprattutto contro la maggioranza che si era impegnata a portare fino in fondo il provvedimento e che si è rimangiata gli accordi. Della teodem non se ne può più. Con noi non ha niente a che fare. Franceschini finalmente lo dichiara alle agenzie. Che si faccia eleggere da qualcun altro la prossima volta.

Giornata pessima per l’opposizione, divisa e messa nel sacco dalla maggioranza. Anche Di Pietro ci mette del suo, ovviamente. Aveva preteso che andasse in Aula una proposta di legge dell’Idv sulla abolizione delle Province, sostenuta anche dall’Udc. Così oggi, non bastasse la vittoria dell’omofobia, ci dobbiamo sorbire una tirata demagogica dell’analfabeta molisano contro la casta e le caste di tutte le Province d’Italia. Poco importa che l’accordo elettorale stipulato con noi prevedesse una riforma delle funzioni e non la loro abolizione. Il Gruppo si riunisce a fine seduta in un clima non proprio festoso. Paola Concia, la nostra relatrice sul provvedimento anti omofobia, scarica tutta la sua delusione (e anche qualcosa di più) sulla direzione del Gruppo e sulla gestione dei lavori in Aula. Il suo riferimento polemico alla vicenda congressuale e la denuncia di un presunto disinteresse verso il tema appare, anche a me, un utilizzo discutibile dell’acqua per il proprio mulino. Mi sa che dobbiamo darci tutti una calmata.

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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