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Fase refrattaria

Di Pierangelo Ferrari • nov 3rd, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Finita l’estenuante contesa congressuale, il PD è entrato in una singolare fase refrattaria, analoga alla ben nota condizione maschile in ‘quelle’ circostanze, dopo l’esito delle fatiche sessuali. Il testosterone declina, sazio e gratificato, le pulsioni agonistiche e muscolari vengono meno. Ci si rilassa, si conversa e, per chi proprio non ne può fare a meno, si fuma una sigaretta (o un toscano). Del resto, ce l’avevano detto psicoanalisti e filosofi: la politica, come la guerra, è la prosecuzione del sesso con altri mezzi. Finito il congresso, non si sc… più. Fino alla ripresa delle ostilità, perlomeno. Ecco, il PD è in questa curiosa fase, riposante e serena. Sì, c’è chi se ne va, è vero, e chi annuncia di volersene andare, ma prevale la refrattarietà alla prosecuzione delle polemiche, al prolungamento del clima congressuale. Non tutti, per la verità, e non dappertutto sono entrati nella nuova, rilassante condizione. Resistono, qui e là, focolai alimentati da energumeni che vogliono regolare subito i conti, in questa e in quella provincia, ma nel complesso Bersani sta pacificando il clima, inadatto com’è alle risse e allo struggle for life. Bene, meglio così. Tuttavia, da lui ci aspettiamo qualcosa di più nei prossimi giorni, a partire dall’assemblea nazionale di sabato prossimo. E’ presto, troppo presto per dare un primo giudizio. Per ora, il nuovo segretario sta lavorando sul vocabolario: non partito di opposizione ma di alternativa, non dialogo ma confronto. Che dire? Va bene, ma attendiamo il resto… Intanto, piace il suo stile pacato e rassicurante e i sondaggi ne registrano l’effetto. Un pò meno rassicuranti a me paiono le facce che incontra nel suo giro di ripresa dei rapporti politici. Non bastava che ricomparisse Diliberto. Con lui abbiamo visto materializzarsi perfino Cesare Salvi. No, Salvi no, per favore… Tuttavia, anche qui, vedremo dove andrà a parare l’iniziativa. Il mio amico Ermanno Lancini dice che se voleva ripartire dal lavoro, come ha dichiarato, Bersani doveva incontrare innanzitutto i rappresentanti del lavoro dipendente e autonomo, non le vecchie facce del ceto politico. Non mancherà. L’uomo sa di cosa parla quando parla di lavoro e di impresa. Intanto godiamoci la fase refrattaria.

Purchè non duri a lungo. Perchè qualcosa di preoccupante sta accadendo in questo Paese. Non bastasse la crisi economica e sociale che accelera il declino dell’Italia, non bastassero i problemi procurati da Berlusconi e dal suo governo, dai versanti dello Stato di diritto e del costume civile arrivano segnali inquietanti. La vicenda Marrazzo è utile a farci prendere coscienza dei guasti profondi subìti dallo spirito pubblico, ridotto a un palcoscenico d’avanspettacolo, su cui incauti uomini pubblici e magnaccia, giornalisti spregiudicati e militari ancora più spregiudicati recitano un copione degradato. Ma la vicenda segnala anche qualcosa d’altro, che va preso con la debita prudenza. Ma che, nello stesso tempo, va preso in seria considerazione: cosa sta accadendo in alcuni settori delle forze dell’ordine? Alcuni mesi fa, avevamo assistito allo spettacolo deplorevole della polizia romana che, in piazza Navona, aveva assecondato il pestaggio di giovani dell’estrema sinistra ad opera di un gruppo di fascisti. Ora scopriamo che, all’interno dell’Arma, è possibile che quattro carabinieri diano vita a un’associazione criminale, mentre un giovane entrato incolume in carcere ne esce cadavere, ammazzato dalle botte. Si affaccia, dietro questi episodi, la sindrome del G8 genovese, vale a dire la presunzione di intoccabilità, la licenza di arbitrio esercitata da uno Stato deviato dai suoi compiti. Non è così? Meglio, ma è bene tenere gli occhi aperti, perchè se non siamo (forse) nel bel mezzo di una crisi democratica, stiamo assistendo certamente alla crisi dello Stato, delle sue istituzioni, da quelle parlamentari a quelle amministrative. E, come per ogni crisi, le vie d’uscita possono essere diverse, comprese le peggiori. Forse non è un caso che il Ku Klux Klan abbia deciso ora di affacciarsi in Italia. Dal loro punto di vista, evidentemente, è il momento giusto nel Paese giusto. Perciò, il PD deve rimettersi rapidamente in cammino. E Bersani deve altrettanto rapidamente smentire l’immagine che gli ha cucito addosso, a soli nove giorni dalle primarie, il più scaltro e smaliziato dei suoi sostenitori esterni nella corsa alla segreteria, Giuliano Ferrara: “Bersani si è preparato per anni a questo appuntamento e ora che c’è finalmente arrivato sembra, se lo si può dire scherzosamente, come un cane abituato a inseguire le automobili, ma che quando ne raggiunge una non sa che farsene”.

Sabato a Roma, all’Assemblea nazionale, ad ascoltare Bersani che prende in mano il volante dell’automobile democratica. E domenica nelle Langhe, a caccia (a tavola) di tartufi. Mi sembra un degno programma di governo, tanto per cominciare la nuova fase del PD, che predica e richiede la full immersion negli usi e costumi popolari. Dal Lingotto allo stracotto, io sono pronto. Domenica, peraltro, arriva a Brescia Benedetto XVI e io non ci sarò. Sua Santità mi perdonerà la defezione. Santa Madre Chiesa sa che lo spirito è forte, ma la carne è debole. Con i tartufi, oltretutto, è debolissima. Il Papa dovrebbe entrare in città da est, per quello che ho capito, provenendo da Botticino. Dovrebbe pertanto passare sotto la statua di Arnaldo da Brescia, frate scomodo bruciato sul rogo, che lo aspetta con il braccio puntato verso di lui. Per ricordargli, rispettosamente, le tradizioni eretiche del borgo medioevale e lo spirito laico della città post risorgimentale. Benvenuto Papa Ratzinger, anche a nome di Arnaldo.

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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2 Commenti »

  1. Che dire… è sempre così dopo le competizioni !
    Comunque Bersani per fortuna ha incominciato a parlare di riforma della giustizia civile. Mi sembra un sogno !
    Questi i punti che dovrebbero essere riformati per rendere più efficiente la giustizia:
    1) Il giudice NON potrà mai più fare consulenze, arbitrati od altro ma solo il suo lavoro (divieto assoluto di incarichi esterni)
    2) I CTU nominati dovranno dare un responso entro e non oltre 30 giorni dall’incarico del giudice e dalla verifica con le parti. Superati i 30 giorni il CTU verrà rimosso e radiato dall’albo dei CTU per un periodo non inferiori ai 5 anni.

    Bastano queste due piccole norme e la giustizia civile procederà come un razzo !

    Speriamo che Bersani continui ad ascoltare…
    Raffaele

  2. Ok a Pierangelo che non sempre condivido! Oggi pensavo giusto le stesse cose, magari le pensavo con parole, armonie e sfumature diverse ma il senso è comune. Proprio così! Fase refrattaria (sì, sì…mi è nota anche quella tipicamente maschile…sorrido) . La quiete dopo la burrasca, ma credo una quiete temporanea e fors’ anche insidiosa…pure in casa bresciana. Lo sappiamo tutti e lo sappiamo bene. E’ questo il momento di andare oltre, di dare prova di responsabilità, di superare personalismi e quant’altro. La classe dirigente bresciana lo deve a tutti i suoi militanti, lo deve a quei circoli che lavorano perché dove i circoli lavorano davvero su un’idea comune di società che vogliamo, (e non sono pochi, mi è bastato girare un po’ per trovare realtà interessanti) ebbene, lì il PD c’è, è vivo, produce idee, iniziative. Ma lo deve anche ai circoli in sofferenza! Il PD si rompe, muore laddove prevalgono i personalismi e i vecchi regolamenti di conto. Abbiamo ancora qualche fosso da saltare ma mi auguro sia possibile trovare il guado e attraversarlo senza lasciare indietro nessuno.
    Bersani, lo sappiamo tutti, è all’altezza del compito e io l’ho convintamente sostenuto, certa com’ero e sono che, oggi, in questa particolare e grave fase politica, economica, sociale e di deriva culturale e istituzionale del paese (così come ben delineata anche da te) occorre un profilo come quello di Bersani, una leadership riconosciuta, forte, oserei dire “competente” (e non mi si fraintenda), capace di tracciare il percorso per un progetto alternativo a questa disastrosa destra che ci sprofonda tutti nel baratro; insomma, capace di un progetto di governo. E non solo: ho condiviso da subito la sua concezione di partito, di organizzazione e di lavoro nei circoli (da prima repubblica dicono alcuni!! no e bene fa a ricordarci che i Partiti sono un adempimento costituzionale!), un partito organizzato che si “riconosce”, che lavora e si radica. Bersani ha ottenuto un ampio mandato, non è un despota salito al trono, ha ottenuto un’ indubbia investitura popolare e molto significano anche quei 3 milioni di italiani alle primarie, significano che prima di tutto ha vinto il PD! Ancora una volta ci ritroviamo qui a dire: non disperdiamo quel patrimonio! Infatti, non disperdiamolo né disperdiamoci. Nonostante ciascuno si faccia sempre un’idea di quelle che potrebbero essere le conseguenze o i diversi scenari qualora le cose vadano in un modo piuttosto che nell’altro, io non sono per i pre-giudizi , per i processi preventivi e mi dispiace, per esempio, che Cacciari e Dellai non abbiano la pazienza di misurarsi con questo segretario neoeletto, con questo partito guidato da Bersani ma fatto anche da tutti noi!! NOI, noi che siamo l’inizio di questa storia, noi che ci abbiamo creduto da subito, noi che abbiamo investito tempo, passione, energie per farlo crescere, per farlo camminare, questo PD! E forse questa è la triste ragione per cui nemmeno io riesco a guardare tutti quanti indistintamente e nello stesso modo all’altezza degli occhi…, ma io che sono una militante, che sono un’appassionata “dentro”, resto a fare la mia piccola parte, convinta che comunque sia, ciò che conta è camminare per lo stesso progetto. E forse non importa nemmeno molto se non cammineremo sempre a fianco. Ciò che conta è che si cammini convintamente verso la stessa meta. Questo m’aspetto dalle prossime scadenze che ci attendono, che siano prima o dopo le elezioni regionali. Ah..le regionali…questo sì che è un alro bel capitolo..ma non ora, non qui.

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