giovedì 19 novembre
Di Pierangelo Ferrari • nov 21st, 2009 • Argomento: Diario in CameraHo ritirato presso l’Archivio il testo della Domanda di autorizzazione ad eseguire la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del deputato Cosentino, avanzata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. Insomma, la richiesta motivata di arresto del noto sottosegretario di Casal di Principe, in odore di camorra. Un malloppo di 360 pagine, che racconta, con l’incalzare di un giallo, la rete compromissoria di favori che lega, in Campania, la politica alla criminalità organizzata. Non sono in grado di giudicare gli elementi probatori che sostengono la richiesta di arresto e comunque voterò a favore, in coerenza con gli orientamenti del mio Gruppo. Quello che mi colpisce è la fotografia della società campana che esce dalle pagine del documento, la diffusione della rete del Clan dei casalesi, la totale permeabilità della pubblica amministrazione alle pressoni della criminalità. E’ una lettura che lascia sbalorditi e che porta a chiedersi se ci sia speranza di un cambiamento, anche modesto, in quelle terre. Lì dominano incontrastati Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, “Carusiello”, “Cicciotto ‘e mezzanotte”, “Spartacus”, “Giggi o’ drink”… galantuomi nelle cui mani passava (o passa?) la gestione del ciclo dei rifiuti. Intanto, in Aula si conclude, con molti mali di pancia della Lega, l’iter del decreto Ronchi che, sostanzialmente, mette nelle mani dei privati la gestione dell’acqua e dei rifiuti. C’è un altro Paese al mondo come il nostro?
Presento due interrogazioni, ai ministri dell’Interno e a quello dell’Istruzione, sui casi di Pompiano, di Adro e di Coccaglio, dove sindaci leghisti negano, nel primo caso, un posto al camposanto al figlio di una coppia di extracomunitari; escludono dal servizio di mensa e scuolabus, nel secondo caso, i bambini di coppie magrebine che non sono più in grado ri sostenere la spesa della retta, e organizzano, nel terzo caso, una pulizia etnica degna del Ku Klux Klan, in vista e in omaggio al Natale. White Christmas, hanno chiamato l’operazione. E questa mi pare la cosa peggiore, perchè si torna all’assolutismo: une foi, un roi, une loi. Vallo a spiegare ai nostri concittadini che quella parola d’ordine produsse il massacro della Notte di San Bartolomeo. Certo, mi rendo conto viaggiando sul trenino verso Fiumicino, che il ritorno alla grande degli zingari (te li ritrovi a mendicare sugli autobus e su tutte le carrozze ferroviarie) non alimenta la tolleranza e la cultura dell’accoglienza. Il mio partito che dice? E’ alle prese con gli organigrammi. Grande tensione in circolazione, all’interno delle correnti, e grandi sgomitate. Non è uno spettacolo decoroso, speriamo che finisca presto.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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