Restyling
Di Pierangelo Ferrari • dic 23rd, 2009 • Argomento: Note politiche, Primo PianoA questo spazio in Primo piano consegno, di solito, le mie riflessioni politiche sulla situazione del mio partito e del mio Paese. E’ un modo, il principale di cui dispongo, per restare in contatto con i miei elettori, per dialogare con i miei compagni (e amici, ovviamente) di partito. Ce ne sarebbero altri, di modi: quelli più tradizionali e più utili dal punto di vista dell’efficacia politica. Ma essi sono sempre meno nella disponibilità di noi parlamentari. Se faccio il conto delle iniziative di circolo (ma anche provinciali) a cui sono stato invitato, da settembre ad oggi per dire, e lo confronto con gli impegni che avevo in passato, non solo in epoca PCI, ma anche negli anni del PDS e dei DS, vedo tutta la distanza che ci separa ancora dalla costruzione di un partito di popolo. Soprattutto in una situazione in cui siamo solo opposizione (in Comune, in Provincia, in Regione, in Parlamento), servirebbe un partito attivo, che organizzi incontri, eventi, proteste, che discuta, decida e si muova di conseguenza. Così non è, non ancora. Anche la questione del radicamento va ripensata, quanto meno precisata, tanto più perchè impugnando questa bandiera Bersani è diventato segretario del partito. C’è un equivoco che va chiarito: se radicamento è avere un circolo di partito nel maggior numero di località, non c’è in Italia e nell’ intera Europa un partito più radicato del Partito Democratico. Ma avere iscritti, direttivi, portavoce di circolo, magari sedi e risorse non serve a nulla se queste energie non si mettono in movimento, se non sono poste al servizio di una politica. Perchè vale l’antica regola nautica, che è buona cosa alzare le vele quando soffia il vento, ma è altrettanto importante sapere che non basta avere il vento nelle vele se non sai dove andare. La Lega è meno radicata di noi, contrariamente a quanto andiamo ripetendo come un mantra autolesionista. In intere aree, anche del Nord, non c’è, non dispone di circoli e di sedi. Ma è più radicata di noi perchè mette in circolo parole, miti, promesse che parlano, più di noi, ai bisogni e alle paure di tanta parte del nostro popolo. Perciò si vede, tanti o pochi che siano. E’ questo il radicamento che conta. Si chiama politica.
Quindi, più iniziative dal basso e più politica dall’alto. Ma oggi, un parlamentare che sia approdato alla Camera grazie alla promozione in una lista bloccata e che non possa contare sugli antichi canali della militanza deve darsi da fare in proprio, costruire le proprie fragili reti, in attesa che si ricostruisca, dal basso, la grande capacità di mobilitazione dei partiti di massa, dentro cui il proprio lavoro trovi legittimazione e riconoscimento. Non è un caso che il ricorso a internet sia cresciuto in rapporto inversamente proporzionale alla crisi delle forme tradizionali dell’associazionismo partitico. Non è solo un evento tecnologico, è soprattutto un fatto politico. Siamo nell’epoca del www. Io ci sono entrato due anni fa, con questo sito. Il bilancio che faccio è decisamente positivo, tanto dal lato dell’impegno che vi ho dedicato quanto da quello dell’attenzione che ho registrato. Il sito è visitato in media da duemila contatti al mese, grosso modo ripartiti tra un migliaio di bresciani, trecento milanesi circa, duecento romani e via frazionando. Le 97 note politiche che ho scritto in Primo piano, in questi primi due anni, hanno sollecitato l’arrivo, sul sito o via mail, di 645 commenti. Ho pubblicato 210 pagine di Diario in Camera e 57 recensioni di libri. In Bacheca abbiamo segnalato 65 eventi o curiosità recuperate in rete. Insomma, un’attività che mi ha mantenuto in contatto con il mio mondo e che mi ha consentito di misurarmi con punti di vista non sempre convergenti con i miei. Ai miei visitatori e soprattutto ai miei interlocutori devo un sincero ringraziamento. Quei 645 commenti sono interventi politici che un tempo avrei ascoltato in un intero anno di riunioni di sezione e che oggi, in attesa di tornare a sentire più spesso la viva voce di iscritti ed elettori, posso raccogliere solo in questo spazio, piccola cellula della grande rete del web.
A due anni dall’esordio il sito ha bisogno di un restyling. L’hanno deciso Michele Bondoni, che lo gestisce, e Lodovico Minelli, che lo ha progettato. Senza di loro, analfabeta come sono (come ero, per la verità) di procedure informatiche, non avrei saputo fare alcunché. In questi giorni, troverete immagini che vanno e che vengono, sezioni che si aggiornano, spazi che si ricollocano. Poco male, avete altro da fare che occuparvi del mio www. Se invece vi aspettavate il settimanale commento politico sarete rimasti delusi. Del resto, avrei dovuto parlare di inciuci, ma ho preferito non rovinarmi (e magari rovinarvi) l’umore festaiolo. Ora gli auguri e l’arrivederci al prossimo anno. Eviterei il solito “buon Natale e felice anno nuovo”. Quanti ve l’hanno detto o scritto in questi giorni? Preferisco lasciarvi in compagnia del terzo tempo del concerto n. 8, in sol minore, di Arcangelo Corelli “Fatto per la notte di Natale”. Sarà snob, come penseranno in molti, ma è un buon modo per disintossicarsi dal beato conformismo. Buona musica a tutti.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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Auguri da un tuo lettore a volte critico, a volte aggressivo, ma non indifferente.
Comunque affezionato.
E’ il bello del www.
Buongiorno.
Sono completamente d’accordo con la necessità di ripensare il radicamento del Pd non solo come quantità di Circoli (tra l’altro molto velleitaria come idea, visto il consenso nelle valli bresciane), ma piuttosto come immersione nelle esigenze della società (esigenze di qualsisi tipo: sociali, territoriali ed economiche) per portarle a galla nelle sedi decisionali.
Ribadendo quanto contenuto nell’articolo e focalizzando il tutto alla Valle Sabbia, si nota come la struttura territoriale della Lega, non è più articolata della nostra, ma invece più snella, perchè giustamente la forza non è nell’involucro ma nel contenuto.
Quindi distinguerei due tipi di radicamento: radicamento politico e radicamento strutturale
Lucchini Giacinto
Portavoce Pd Idro
Ciao,
inutile quindi, farti i rituali, soliti, retorici auguri.
Ti segnalo solo, a proposito di siti, quello che molto umilmente ho creato insieme ad un paio di amici, all’inizio dell’estate, tanto per restare nell’ambito del tuo accenno alla rete di cui sopra:
http://www.pdmontichiari.sitonline.it
Quando hai voglia e tempo dagli un’occhiata e, se credi, lanciami le tue critiche e riflessioni…
Al 2010, allora,
hasta siempre
Carlo
AUGURI e grazie per la citazione… Blog di politica gestiti da tuoi colleghi parlamentari sono spesso vuoti, scarsamente aggiornati, a volte brutti e tristi. Da questo punto di vista c’entra poco la mia collaborazione, il sito/blog è visitato e piace perché scrivi parecchio e molto bene a prescindere dal merito. Quello che scrivi può essere condiviso o meno ma non è mai scontato è un punto di vista originale, a volte provocatorio, sul Pd e la politica. Non eludi mai i nodi politici e civili anche se scomodi. Il ringraziamento è quindi mio perché questo modo di approcciare la politica mi ha fatto crescere! In questo mio primo commento sul blog ringrazio come hai fatto anche tu il “Lodo” grande designer non solo del web che con la sua “squadra” esprime il meglio di se nel recuperare pezzi di città, nel togliere alla tristezza e all’anonimato angoli di cemento e spazi pubblici rendendoli vere e proprie opere d’arte. Questa volontà di restituire al cittadino di qualunque confessione, etnia ed età gli spazi pubblici è il suo modo di fare arte sociale, di riscoprire il senso civico contro l’egoismo imperante. Quindi grazie a tutti e che il 2010 sia un anno ricco di novità positive e soddisfazioni!
Ti leggo quasi sempre. Spesso non condivido. Ma non quello che dici, bensì lo spirito. L’attendibilità di una critica dipende dalla storia di chi la fa. (Solo Mao si è permesso di dire “spariamo sul quartier generale” essendo parte dello stesso quartiere). In ogni caso mi interessa. Ti propongo due questioni estemporanee per vedere se c’é ragione di dialogare, considerato il fatto che tu mi scrivi ed io ti leggo e , una volta tanto, vorrei provare ad invertire i ruoli.
1) Hai ragione quando dici che la Lega è poco radicata ( lo vedo nel mio paese) ma raccoglie un grande consenso. La Lega dice cose condivise da molte più persone di chi poi la vota. Al PD succede il contrario: quello che dice non è condiviso neppure da tutti quelli che lo votano. Perché?
2) Il PD delle primarie (che sono una buona cosa) ha una strana regola : quando si vota le liste sono bloccate e quindi chi vota non può scegliere. La stessa cosa che accade quando si vota per il Parlamento, con una legge che il PD critica . Perchè?
Non è la prima volta che pongo queste domande, ma sinora non ho avuto nessuna risposta convincente.
Un saluto amichevole. Flavio Piardi, iscritto del PD di Bedizzole.
Grazie per l’attenzione e per i commenti. A questi e a tutti quelli che seguiranno. Flavio Piardi tuttavia mi pone questioni specifiche, che non voglio aggirare. A partire dalla critica che mi fai: vedi, caro Flavio, per potere rispondere , senza ipocrisie, alla seconda delle tue domande, devo proprio ricorrere allo “spirito” che non condividi, vale a dire alla critica al quartier generale. Le liste bloccate sono una forma di autotutela dei gruppi dirigenti, a tutti i livelli, da quello nazionale a quello di circolo, anche se, nello stesso tempo, hanno la funzione di promuovere persone (giovani, donne, indipendenti…) che, diversamente, con il sistema delle preferenze, verrebbero escluse dalla selezione. Ciò che trovo particolarmente criticabile, però, è la tripla scelta del gruppo dirigente nazionale di mettere decine di loro al riparo dai rischi di esclusione dal Parlamento con le eccezioni al limite dei due/tre mandati, con le candidature “paracadutate” nelle posizioni garantite di tutte le circoscrizioni e con la sottrazione da una pur sommaria verifica di consenso sul territorio, come è avvenuto in occasione delle ultime elezioni. Io non sono mai cambiato, da quando sono diventato segretario provinciale del PCI nel 1990: parlo chiaro e mi prendo le mie responsabilità. Così è stato da segretario regionale del PDS-DS e da capogruppo in Regione, così è ora da parlamentare. Qualcosa mi è costato, anche se non sono certo un perseguitato politico. Ora vedo un PD condizionato da una oligarchia che non riesce a liberare le energie di cui disponiamo, chiusa com’è (tuttora) in una contesa di uomini e di correnti. Lo vedo e lo dico, senza remore. Questa è anche la mia spiegazione alla prima delle questioni che poni: la Lega parla con una sola lingua e parla chiaro, noi parliamo diverse lingue e confuse. Questo condiziona, insieme ad altre questioni che riprenderemo, il nostro rapporto con l’opinione pubblica, compreso il nostro appeal elettorale. Non importa se condividi o meno ciò che scrivo, continua a leggere e a commentare. E’ questo che fa del PD, quali che siano le nostre critiche, un partito di persone libere.
Oggi devo essere d’accordo con te dalla prima sillaba all’ultima (non che mi dispiaccia, sia chiaro).
Mi darò da fare anche per un invito al nostro circolo, il panettone ci ha reso tutti più lenti….
Riprendo una questione:
Radicarsi significa farsi voce delle richieste e delle aspettative dei cittadini, anche nei confronti delle
esigenze materiali. Il numero dei Circoli o delle Sezioni rappresentano una dislocazione strutturale che viene da sè, col tempo in base a come i militanti si aggregano ed in base all’uniformità territoriale.
Anche noi giovani dobbiamo fare uno sforzo per uscire dal circuito del gossip della politica e delle dispute elettive per entrare nelle questioni territoriali ai vari livelli. Fatto questo la campagna elettorale viene da sè.
Lucchini Giacinto
Portavoce Pd Idro