giovedì 28 gennaio
Di Pierangelo Ferrari • gen 30th, 2010 • Argomento: Diario in CameraAlle 8.30 il Comitato di indagine sull’antisemitismo si riunisce, a ranghi molto ridotti, per definire il piano delle audizioni e degli incontri. La presidente, Fiamma Nirenstein, ci sottopone un programma che esigerebbe tre anni di tempo per essere completato, mentre il Comitato deve concludere i propri lavori entro la fine di quest’anno. Si apre una discussione bizantina se dobbiamo o meno fare precedere le audizioni da una discussione chiarificatrice tra di noi. Io non vedo che cosa ci sia da chiarire, mentre mi rendo conto che il Comitato appena nato è già finito nell’angolo delle verbose ritualità. Bisogna correre in Aula dove riprendono discussione e votazioni su emendamenti a articoli di una delega al governo sul lavoro. Anzi, su molte partite che riguardano il lavoro. Per l’intera giornata talloniamo la maggioranza a due, tre voti di distanza e li mettiamo sotto in un paio di occasioni. Con l’avvicinarsi della conclusione, tuttavia, le nostre truppe si diradano e il divario diventa di venti, trenta, quaranta voti. Io mi perdo il voto finale per un equivoco sull’ora prevista. Poco male, non sarebbe bastato a colmare il differenziale di sessanta voti. E poi, ieri ho controllato la mia situazione e ho scoperto di essere il decimo (su 207) nella graduatoria dei più presenti del nostro gruppo, con oltre il 97% dei voti effettuati.
L’uscita dalla Camera, sotto la pioggia, in cerca di [...]
