martedì 26 gennaio
Di Pierangelo Ferrari • gen 26th, 2010 • Argomento: Diario in CameraSbalordimento, rabbia e frustrazione: i deputati del PD sono vittime dei medesimi sentimenti che flagellano i nostri elettori. Le buone notizie pugliesi e le pessime bolognesi concorrono, in una singolare coincidenza degli opposti, a dare del PD una rappresentazione imbarazzante. E non mi basta la rassicurazione di chi dice che siamo meglio di come appariamo e che le elezioni non andranno poi così male. Non mi basta, perchè oggi la nostra immagine ha raggiunto il punto più basso dalla nascita del partito. Speriamo… perchè restano aperte ancora le “pratiche” calabrese, umbra e campana. Questo Del Bono poi sarebbe da prendere a sassate, altro che solidarietà. Una mia collega emiliana mi ha detto avvilita: “meno male che mia madre è morta, altrimenti non avrebbe retto alla vergogna”. E lo diceva senza enfasi, ma con malinconia, ricordando la reazione depressa di sua madre, una vecchia comunista, alla vittoria di Guazzaloca. E poi basta con questa retorica dei valori cattolici e delle candidature moderate. Basta: Del Bono viene da lì, dal lato da cui ci fanno prediche tutti i giorni. Preferisco la Bonino, che è più cristiana di tanti sepolcri imbiancati. Dipendesse da me ora, a Bologna, candiderei Mauro Zani, un solido quadro del PCI, che ha mandato tutti a quel paese dopo avere attraversato, dissentendo e brontolando, le vicende del PDS-DS. Poche parole, carattere scorbutico, ma competenza e rigore come pochi.
Bersani non si fa vedere, Boccia neppure. D’Alema sì, ma non l’ho mai visto così solo. Passa il tempo conversando con Marianna Madia, sua vicina di banco, che lo ascolta rapita. Tutti parlano di lui. Nessuno che lo difenda, neanche quelli che gli fanno da corte, da decenni. Non mi piace il clima che si sta creando: nessun confronto politico alla luce del sole ma una sorda contesa dietro le quinte tra gli avversari di sempre. I veltroniani sono euforici come se avessero vinto le elezioni. No, non mi piace proprio questo capovolgimento speculare delle posizioni: chi è stato logorato e detronizzato ora vuole logorare a sua volta, per restituire il colpo dopo le elezioni regionali. Ma la vittima, a quel punto, sarebbe solo il partito. Voglio parlarne con Veltroni, con il quale, del resto, ho già avuto una lunga conversazione preoccupata la scorsa settimana. La lettura dei giornali è mortificante. La stampa berlusconiana maramaldeggia (“Venere riduce la sinistra in cenere”, titola Il Giornale), ma anche la stampa amica e neutrale non ci risparmia. Su La Stampa, Umberto Eco dà giudizi sprezzanti (e sommari) su Massimo D’Alema e dice: “che figura da cioccolatai hanno fatto a Bari questi dirigenti del PD…”. Giusto per limitarci agli amici. Che dire? Domani è un altro giorno, la Giornata mondiale della Memoria, e Eli Wiesel parla nell’Aula di Montecitorio.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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