giovedì 4 febbraio
Di Pierangelo Ferrari • feb 5th, 2010 • Argomento: Diario in CameraI leghisti viaggiano alla grande sulle ali del consenso, ma non poche cose li infastidiscono. La difesa degli scudi giudiziari del premier, per esempio: non si sono certo svenati in Aula nel sostegno al legittimo impedimento. Ma anche la vicenda della candidatura bresciana di Bossi junior non devono averla presa proprio bene: si innnervosiscono se li prendi in giro. E’ il tempo delle trote. L’esempio coreani si va diffondendo anche in Italia, dalle imprese ai partiti, dal mondo dello spettacolo a quello dello sport. Sono curioso di vedere la trota in campagna elettorale e di sentire gli argomenti a cui ricorrerà per rivolgersi, da immigrato, agli elettori bresciani. Intanto, Umberto Kim Il Sung Bossi ha scritto una poesia in dialetto cimbrico, pubblicata da La Padania: Canzon par ra Malpensa. Urge traduzione. In casa nostra novità in vista: le vicende umbre hanno portato con sé una rottura nell’area franceschiniana che ha isolato il solo Veltroni nell’angolo dell’opposizione dura e pura a Bersani e ai dalemiani. Forse Veltroni coltiva un eccesso di risentimenti, ma è certo che Fioroni e Fassino non avevano nessuna voglia di restare, per anni, ai margini della cabina di regia del partito. Più che il dolor potè il digiuno… Sembra essere nato così il “grande centro”. Tutti dentro, o quasi. Per continuare a fare, all’ombra di Bersani, quello che facevano prima: un partito nel partito.
Michele Bordo, deputato dalemiano pugliese e simpaticissimo amico, ci racconta a pranzo un episodio che ha per protagonista Alfredo Reichlin, il più aristocratico e selettivo dirigente del PCI. Siamo nel 1984, durante la campagna elettorale per le elezioni europee. La piazza di Bari è stracolma per il comizio conclusivo del dirigente comunista, perchè il partito ha lavorato come si deve, facendo convergere decine di pulman da tutta la regione. Sotto il palco, davanti a una selva di bandiere, sono esposti due mega striscioni concorrenti: “i compagni di Valenzano salutano il compagno Reichlin” e “i compagni di Capurso salutano il compagno Reichlin”. Il quale non delude le attese: vola alto, come suo costume, e disegna gli scenari continentali del rinascimento italiano. E alla fine, in un crescendo enfatico, rivolgendosi verso il basso, proclama: “con il successo del PCI, anche voi, compagni di Valenzano, entrerete in Europa!”. Ma, sempre dal basso, una voce angosciata lo interrompe immediatamente, spezzando l’incanto: “e noi di Capurso, compagno Risceliò?”. La risposta irosa di Reichlin è passata alla storia: “anche voi, cretino!”. Tempi eroici, quando i comizi erano una fabbrica di aneddoti.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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