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La svolta della merla

Di Pierangelo Ferrari • feb 10th, 2010 • Argomento: Note politiche, Primo Piano

Non so, sarà che ho appena finito di ascoltare l’ultimo cd della Mannoia o, piuttosto, perchè ho letto oggi su Il Foglio un’ inedita apertura di credito alle sorti del mio partito (“si inverte la tendenza negativa del PD”), che decido di dedicare questo pezzo a quel retrobottega di cauto ottimismo che, da alcuni giorni, ha preso domicilio nella mia testa. Il fatto è che quei versi della vecchia canzone dei Rokes, che Fiorella reinterpreta al rallentatore, mi sembra che accompagnino, come una spiritosa colonna sonora, gli spiragli che si sono aperti al PD: “noi non vogliamo cadere, non possiamo cadere più giù. Ma non vedete nel cielo quelle macchie di azzurro e di blu: è la pioggia che va e ritorna il sereno”. Consiglio questa canzone a Bersani come inno della sua segreteria, al posto di quel Vasco Rossi che vorrebbe “dare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha”, che non porta propriamente bene. Ma davvero sta tornando il sereno nel cielo dei democratici italiani? In effetti, canzoni a parte, qualcosa è accaduto a cavallo dei giorni della merla, che hanno chiuso i primi (non entusiasmanti) cento giorni  del nuovo segretario nazionale del partito. La vicenda pugliese si è rivelata un capolavoro di eterogenesi dei fini: aperta da un’insensata pretesa centralistica si è tradotta in un successo della volontà popolare e in un recupero, in tutto il Paese, dei rapporti a sinistra. E il Lazio. Sembrava un disastro l’autonoma decisione della Bonino di candidarsi alla presidenza della Regione. Invece, strada facendo, attorno a lei, grazie alla sua autorevolezza, si è costruito uno schieramento solido e competitivo. La possibilità di tornare a vincere queste due regioni cambierebbe, da sola, senza considerare il resto, il segno politico delle elezioni regionali di marzo. Con quei due candidati, oltretutto.

Ma altri scenari, molto complicati fino a pochi giorni fa, si sono raddrizzati: in Umbria e nella stessa disastrata Campania, dove la sfida resta assai ardua ma dove abbiamo finalmente un candidato competitivo. Insomma, non finirà dieci a tre per loro, come veniva vaticinato nei momenti peggiori delle scorse settimane. Potrebbe finire addirittura otto a cinque per noi, con il PD non lontano dal trenta per cento, nonostante il drenaggio delle liste civiche di alcuni candidati presidenti. Potrebbe… come non potrebbe , ma intanto siamo usciti dal tormentone del catastrofismo autolesionistico. Sarà un caso, ma nel frattempo si è arrestata la sequenza degli abbandoni e Rutelli, da profeta dell’ennesimo centro moderato (“è il centrismo moderato come l’araba fenice, che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”) è finito nell’angolo dell’insignificanza e degli sberleffi. E poi, Bersani: il passaggio della merla ha portato bene anche a lui. L’intervento alla Camera in dichiarazione di voto sul legittimo impedimento ci ha restituito un uomo risoluto e ci ha fatto intravedere, su una questione rilevante, una linea politica convincente. E, finalmente, quei segnali di autonomia e di autorevolezza. D’Alema è tanto bravo, ha detto, perchè ci mette la faccia, ma se non ce la mettesse tutti i giorni sarebbe meglio. Chapeau.

Bene. Del resto, grazie al segretario, si stanno muovendo anche le relazioni interne, tanto in centro che in periferia. Non c’è una maggioranza che governi e una minoranza che si sia recintata all’opposizione. Abbiamo bisogno di leadership autorevoli e di solidali responsabilità. Per affrontare passaggi rischiosi e per costruirlo, finalmente, questo benedetto partito. Nel quale convivono, per ora, calcoli opportunistici e convinzioni, riserve mentali e lealtà. Ancora per troppi il PD è un taxi utile a percorrere un tratto di strada ma è un veicolo inadeguato ai tragitti lunghi. Nella mia provincia, non pochi democristiani rimasti democristiani e alcuni comunisti rimasti comunisti si sono alleati, mettendo insieme le rispettive e speculari intenzioni, quelle di tornare quanto prima alle vecchie residenze. In valle Camonica alcuni sindaci di area PD (ex Margherita) si stanno organizzando, nell’indifferenza del responsabile di zona (ex Ds), per fare campagna a favore del voto disgiunto: alla lista del PD (in realtà, per dare una preferenza all’interno della lista) e al candidato presidente Formigoni. E’ nel fermo contrasto a questi fenomeni degenerativi e agli ambienti che li alimentano, magari fingendo di prenderne le distanze, che si producono atti costituenti il nuovo partito. E nello scavo del merito dei problemi. Perchè si sta insieme in quanto si condividono delle risposte, non tanto perchè si formulano le medesime domande. Che la merla ce la mandi buona.

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Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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9 Commenti »

  1. In questa primavera delle speranze aggiungo un appunto in merito alla manifestazione dei lavoratori immigrati di sabato scorso.
    Una lezione di civiltà per la partecipazione massiccia, dignitosa, composta, ferma, educata ma non spenta.
    Questo nuovo popolo che cresce nella nostra società, che rivendica diritti di cittadinanza, che vuole integrarsi, che grida che ama la bandiera italiana a differenza di Bossi …. rappresenta un altro elemento di speranza per il futuro del paese
    Hanno sfilato per mezza città con i loro bambini nati in Italia, che si distinguono nelle scuole italiane, che spesso sono i migliori studenti, che vorrebbero sentirsi italiani, che malgrado tutto amano l’Italia più di noi italiani.
    Non c’erano bandiere di partito, nemmeno dell’estrema sinistra, non si notavano i centri sociali.
    C’erano loro, con pochi italiani ai quali manifestavano la loro gratitudine per la presenza. Sapessero quanta reciproca è questa gratitudine.
    Le politiche della destra, della lega, dei sindaci imbelli che ci governano mi sono sembrate cose dell’altro mondo, senza senso, senza prospettiva.
    Però pur nel rispetto totale della autonomia della manifestazione organizzata da sindacati ed associazioni, mi sarebbe piaciuto un gesto di partecipazione, di adesione da parte del nostro partito, la presenza di alcuni dirigenti riconoscibili. ( se qualcuno c’era mi scuso, eravamo in tantissimi e quindi posso benissimo non aver visto qualcuno).

  2. Leggo attentamente le sue email, a volte concordo, a volte no, come è giusto che sia. La sue testa, la mia testa. Oggi mi rallegro delle sue parole che hanno sentore di primavera e di qualche cosa che a furia di essere seminato e protetto forse germoglierà. Apprezzo l’ottimismo, pur cauto, perchè credo che a forza di flagellarci finiremo pieni di lividi e niente più. Credo che lei abbia ragione sia per la Puglia che per il Lazio anche se il suo “Potrebbe finire addirittura otto a sette per noi” mi sembra veramente tanto. Mi chiedo comunque come mai nessuno parli della Lombardia! Perchè io ho la netta sensazione che sia stata abbandonata? Che siamo stati abbandonati? Perchè qui, dalla mia postazione lontana dai centri di conoscenza, mi sento come se non contassimo nulla, come se fosse impossibile abbattere il baluardo leghista e forzista? Un nome importante del partito – Piero Fassino – Rosi Bindi – non avrebbero forse fatto tremare i polsi a Formigoni un po’ di più di quanto non li faccia tremare Penati? Sono misteri che non comprendo.
    Per quanto riguarda le defezioni sono convinta che vadano arginate e messe all’angolo. Mi aspetto una proposta seria, da chi può farla, che chi esce dal partito per cui è stato votato molli anche lo scranno alle camere in quanto illegittimamente occupato. Se io voto Rutelli perchè è del PD e questi se ne va a sedere da un’altra parte io non sono più rappresentata. Oserei dire che Rutelli mi ha truffata.
    Approvo il cambiamento di inno e sottoscrivo senza riserve l’abbandono della canzone di Vasco Rossi. Saluti

  3. C’e’ una frase di W. Ghoete profondamente vera che dice :
    ” C’e’ una verità elementare ,la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani : nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove.
    Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute……
    Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare,incominciala.
    L’audacia ha in sè genio,potere e magia.
    Incomincia adesso.”

    aggiungerei : fallo in modo totalmente disinteressato e non voler controllare tutto…… il resto va da sè.

  4. Caro Pierangelo, leggo con piacere il tuo cauto ottimismo, cercherò di condividerlo pure io. Le notizie che riporti sul tradimento in Val Camonica, come altro definirlo, non sono certo rassicuranti. Il primo turno per i responsabili di zona è stato propriop un disastro. Il nostro sul Garda latita da mesi e mesi, ma senza scoraggiarsi ci siamo posti la famosa domanda kennediana: non pensare a cosa il tuo partito può fare per te, ma cosa puoi fare tu per lui. E così è bastato una piccola scintilla per far ripartire il motore che sta producendo sul Garda, delle interessanti iniziative. Abbiamo scelto acqua, sanità e scuola. Per ogni tema un pacchetto che prevede l’affissione dei manifesti, i volantini e un assemblea pubblica per parlare con le persone. Per chi fosse interessato http://www.pdgarda.ilcannocchiale.it/

    Un caro saluto,
    Andrea Volpi

  5. Bersani è l’uomo giusto, uno che persegue un fine e non si cura di apparire in tutti i telegiornali, magari dicendo due cose diverse, alla Veltroni e un po’ anche alla Franceschini.
    L’ottimismo io non l’ho mai perso perché vedo il buon ragionare che di solito contraddistingue chi sceglie il PD. Certo dalle nostre parti abbiamo un avversario formidabile quale la Lega ma piano piano i nodi verranno al pettine anche lì.
    Di chi entra e di chi esce nel PD non mi curerei più di tanto, dobbiamo acquisire elettori, non figurine.

  6. caro Pierangelo,
    come sempre le tue riflessioni sono lucide e libere.
    Io sono solo un pò meno ottimista sulla svolta della merla, forse perchè amareggiato per le vicende della mia valle Camonica.
    Dove, come dici, nell’indifferenza ( o complicità?) del segretario di zona si sta consumando una altro sconcertante capitolo della storia di questo nostro partito.
    Che dire?
    Forse ci siamo un pò distratti in questi anni, e la questione morale (sì, per me di questione morale si tratta) non riguarda solo il sud.
    Forse qualcuno, in preda a crisi di astinenza da potere pensa che la politica debba servire i destini personali e non viceversa.
    Forse abbiamo pensato per troppo tempo che la politica potesse essere delegata agli amministratori, e che in nome dell’autonomia degli amministratori si potessero accettare tutti i compromessi.
    Mah!
    ciao
    sergio

  7. Sì, complicita, hai ragione tu e hai fatto bene a correggermi, sia pure in forma dubitativa. Le ulteriori notizie che ho ricevuto in merito alla vicenda sono eloquenti e mortificanti.Come può continuare a fare il responsabile di zona del partito chi ha dichiarato di guardare con attenzione a una sedicente “iniziativa autonomista” nata dentro il PD che si prefigge di votare Formigoni? Aggiungo che c’è anche un silenzio delle segreteria provinciale su cui mi interrogo. Quanto all’ottimismo sulla svolta della merla, considera che chi ha responsabilità sente il bisogno, a volte, di trasmettere più fiducia di quanta ne coltivi in proprio. Soprattutto alla vigilia di elezioni.

  8. Ciao,
    sono molto d’accordo su quanto scrive Natalia in merito al fatto che chi lascia il Pd (ultima la Binetti) debba di conseguenza dimettersi da tutte le cariche a cominciare da quella di deputato o senatore.
    Una cosa che mi incuriosisce èsapere , se si può, chi è “complicita”, perchè sembra che conosca molto bene ed in profondità molte cosette interne al Pd ( provinciale o lombardo?)…

    Anch’ io avrei alcune cosette da raccontare in merito al circolo monteclarense cui sono iscritto, ma preferirei dirle a Pierangelo in una sede più opportuna …
    Un salutone
    Carlo

  9. Scusate ma mi sa che anche stavolta rischio di andare controcorrente. Faccio qui l’intervento che avrei voluto fare alla riunione di zona per le candidature del PD alla regione, ma ero lì soprattutto per imparare e sono stato zitto.
    Anche lì dalla sala, a mio avviso in modo populista, è salita la richiesta di fogli di dimissione in bianco per coloro che sarebbero stati candidati, da consegnare preventivamente al partito e da far valere in caso di uscita dal gruppo regionale del PD.
    Scusate, ma ci riempiamo tanto la bocca di “legalità”, “civismo”, “regole” e poi contravveniamo in modo così plateale ad uno dei cardini della nostra costituzione, e cioè che i parlamentari sono eletti senza vincolo di mandato? MI fermo qui senza fare paragoni per noi spiacevoli, ma questi argomenti stanno bene in bocca a chi ha altro concetto della democrazia.
    Che poi ai “traditori”, usiamo questa categoria della morale (che non mi appartiene), si possa/debba fare pressione morale/mediatica sull’opportunità delle dimissioni, è altra cosa e in taluni casi posso anche concordare.

    Se abbiamo un problema di candidati che se ne vanno, interroghiamoci anche il perché di certe candidature e di certi abbandoni annunciati, tipo la genialata del capo della confindustria veneta o giù di lì messo nei primi posti o adderittura capolista alla Camera da Veltroni per ottenere due flash al telegiornale.

    Siamo un partito che tra poco farà le primarie anche per eleggere lo scopino, possibile che le candidature e la loro determinazione escano sempre da processi decisionali un po’ opachi? Lo dico perché in sede di consiglio di zona erano usciti a grande maggioranza dei nomi che poi non ho trovato nella lista che è passata, invero molto silenziosamente, sulla stampa bresciana.

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