giovedì 25 febbraio
Di Pierangelo Ferrari • feb 28th, 2010 • Argomento: Diario in CameraI quotidiani rendono conto stamane della tensione in Aula, verificatasi ieri pomeriggio, nelle fila della maggioranza. Ma quello che si è visto, insieme a ciò che si è ascoltato, ci ha offerto lo spettacolo inedito di un vero e proprio scontro tra finiani e berluscones. L’occasione è la discussione delle proposte di legge, riassunte in un testo unico, che inibiscono lo svolgimento di attività di propaganda elettorale alle persone sottoposte a misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Insomma, ai mafiosi sottoposti a domicilio coatto. Una proposta tanto ovvia quanto modestamente incisiva sulle degenerazioni malavitose delle campagne elettorali. Non importa. I berluscones vanno all’attacco della proposta unificata con gli interventi dei loro zelanti più cretini. A quel punto, succede che Giulia Bongiorno, presidente finiana della Commissione Giustizia, prende la parola e voltandosi di novanta gradi verso i banchi della maggioranza (era seduta in basso, al tavolo dei relatori) strapazza i suoi colleghi con una dura lezione di legalità. Ovazioni dell’opposizione, imbarazzo tra la maggioranza e legge votata con un’ aspra divisione che attraversa le loro fila. Meglio di così… ma è impressionante sentire certi argomenti e vedere certe facce. Presento un’interrogazione al Ministro di Giustizia a causa del suicidio in carcere avvenuto a Canton Mombello e per chiedere che cosa sia previsto per Brescia nel molto annunciato (e mai comparso) Piano carceri. Ma so già che farà la fine delle altre interrogazioni: resterà senza risposta.
Mattinata piena: prima il Comitato di indagine sul fenomeno dell’antisemitismo, poi Commissione congiunta con la Bilancio in cui si decidono, oltre al resto, le sorti dell’emendamento Brescia. Il Comitato ascolta Adriana Goldstaub, presidente del Cedec, sui più recenti fenomeni di antisemitismo in Italia, ma la relazione non mi convice del tutto ( e lo dico intervenendo) perchè sovrappone antisemitismo, antisionismo e critiche alla politica dello Stato di Israele. Io voglio che venga riconosciuta la legittimità di criticare la politica israeliana nei territori palestinesi senza che questa critica venga considerata antisemita. Ieri sera, a ora tarda, il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, mi ha telefonato chiedendomi un aiuto per recuperare la disponibilità degli ingenti fondi che il Comune di Brescia non può spendere a causa dell’interpretazione tremontiana del Patto di stabilità. Si decide stamattina in Commissione, ma ho spiegato a Paroli che noi siamo contrari a dirottare su Brescia decine di milioni di euro sottratti al Fondo nazionale per i piccoli Comuni. La soluzione, a cui hanno lavorato i nostri capigruppo delle due Commissioni, è quella di attingere al Fondo delle risorse inutilizzate dei Comuni sciolti per inquinamento mafioso. L’operazione va in porto e Paroli ce ne rende pubblicamente merito. Opposizione a Brescia non vuol dire sabotaggio a Roma.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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