martedì 2 marzo
Di Pierangelo Ferrari • mar 3rd, 2010 • Argomento: Diario in CameraRoma ci accoglie, appena sbarcati a Fiumicino, con una deliziosa aria primaverile: quindici gradi e un cielo terso. Giusto quello che ci vuole per dimenticare le modalità dello sbarco, con quel tempo perso a causa dell’aereo che non riusciva a piazzarsi in posizione corretta per agganciare il portellone mobile del finger. Non che la lettura in volo dei quotidiani sia stata, a sua volta, rilassante. Stampa nazionale a parte, che è la descrizione della via crucis del Paese, a rovinarmi l’umore è la solita esternazione, pubblicata a giornali riuniti, del solito C.B. Stavolta la doppiezza raggiunge vette sublimi. Prima, egli “desidera esprimere la speranza che, dopo i sogni coltivati (non da lui) con la nascita del PD, non vi siano delusioni e tentazioni per imbastire nuovi soggetti politici” . Ma pensa… che si sia convertito? Non proprio, perchè subito sotto ribadisce l’auspicio che sinistra e cattolici del PD diano vita a due “visibili soggetti politici” in un nuovo e indeterminato “partito pluralista e federato”. Rispetto a questo contorto doppiogiochismo le esegesi rabbiniche della Torah sono acqua fresca, letture per l’infanzia. A proposito di rabbini, quando metto piede alla Camera commento con Lele Fiano la mia visita di sabato scorso alla Sinagoga Maggiore di Milano, in occasione del Bar Mitzvah di suo figlio Davide. Mi hanno colpito l’informalità e la serena caciara che hanno accompagnato le tre ore della cerimonia. Tutta al maschile, peraltro, perchè le donne stanno isolate in alto, su una balconata, e non possono partecipare attivamente alla funzione. Del resto, anche a Gerusalemme, davanti al Muro del Pianto, avevo visto una rigida separazione tra uomini e donne.
Lunga e infruttuosa giornata, senza votazioni, tutta occupata dalla discussione sulla proroga delle missioni militari internazionali. E domani, sul successivo decreto sugli enti locali, è previsto che mettano la fiducia. Insomma, una settimana un voto. In giornate come questa fioriscono le attività “collaterali”: sbrighi la posta elettronica e cartacea, recuperi documentazione utile, leggi scrivi e fai le vasche in Transatlantico. Per fortuna, a spezzare la routine, è prevista, in Prima Commissione, l’audizione di Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’audizione non è granchè, ma basta a riempire il vuoto di una giornata incolore. Soprattutto, non è granchè il ruolo dell’Authority: non mi pare che riesca ad essere davvero garanzia della concorrenza e del mercato. Ma nessuno glielo contesta. Siamo presenti in pochi e, del resto, le audizioni prevedono rispettose domande agli ospiti, non contestazioni. Previsioni di chi sembra saperla lunga: le firme mancanti ai listini di Polverini e Formigoni non saranno un impedimento all’ammissione al voto, ma la mancata presentazione della lista romana del Pdl è una défaillance insuperabile. Chissà che non sia proprio vero ciò che si comincia a dire di Bersani: che abbia un culo come quello di Prodi…
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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