Con Gianbattista, per il PD
Di Pierangelo Ferrari • mar 24th, 2010 • Argomento: Primo PianoNe ha fatta di strada Gianbattista, da quel maledetto mercoledì 10 febbraio, quando fu colpito in casa da un attacco cerebrale che gli tolse la parola e la mobilità degli arti del lato destro del corpo. I primi commenti dei medici furono disastrosi e noi, suoi amici e compagni di partito, fummo costretti a prendere seriamente in considerazione la dolorosa opportunità di sfilarlo dalla lista del PD per le elezioni del Consiglio regionale, che si stava chiudendo proprio in quei giorni. Ma intanto, nel giro di ventiquattro ore, si verificarono due circostanze rilevanti: la Tac rivelò che la corteccia cerebrale in cui risiedono le funzioni cognitive non era stata colpita dall’evento traumatico e, nello stesso tempo, Gianbattista aveva ripreso, seppure faticosamente, a parlare. Ieri alla Domus Salutis, dove è impegnato in una terapia di recupero pieno dell’attività motoria, Gianbattista ha incontrato i giornalisti, affrontando agevolmente con loro, grazie a una lucidità mai venuta meno e a un linguaggio pienamente recuperato, i temi della campagna elettorale e la singolarità della sua condizione di candidato ospedalizzato. E oggi la sua immagine sorridente e serena compare sulle pagine del Giornale di Brescia.
Ricorderò a lungo la riunione nella sede del Pd che si tenne pochi giorni dopo il suo malore. Si trattava di prendere una decisione difficile, perchè potevamo contare su quel paio di buone notizie, ma le condizioni di Gianbattista permanevano molto precarie e molto incerta appariva ogni previsione sul suo futuro. La ricorderò a lungo, perchè non ho mai partecipato a una riunione che fosse totalmente priva, come quella, degli inevitabili elementi di bassa cucina che accompagnano tutte le scelte su incarichi e candidature. Decidemmo di confermare la sua candidatura, ma saremmo reticenti se non confessassimo che soltanto negli ultimi giorni, dalla visita di Fassino alla conferenza stampa di ieri, abbiamo tirato un liberatorio e definitivo sospiro di sollievo. Gianbattista Ferrari è oggi, lo sappiamo con certezza, un dirigente del PD bresciano pienamente restituito alla sua dimensione umana e politica. Ed è un potenziale consigliere regionale che, se eletto, farà onore ai suoi elettori e al suo partito. Il quale deve sentirsi impegnato “ancora di più - come ha affermato Piero Fassino - a favorirne l’elezione”, perchè “questo è il nostro modo di essere, la nostra idea di politica, che non prescinde mai dai valori di umanità”.
La dichiarazione dell’ultimo segretario dei DS è importante, perchè è la testimonianza di un costume, di una diversità – sì, di una diversità – rispetto al campo della destra italiana. I nostri otto candidati al Consiglio regionale sono persone degnissime. Tutte. E tra di loro ci sono amici e uomini e donne che conosco e stimo da decenni. Ma un partito come quello che vogliamo costruire, alimentato dalle culture da cui proveniamo, ha una priorità in questa campagna elettorale: eleggere in Consiglio regionale uno dei suoi uomini più rappresentativi, che un sovraccarico di impegni e di stress hanno messo fuori gioco proprio all’apertura della campagna elettorale. Un partito serio non lo lascia solo e non ne mette a repentaglio l’elezione. Con Gianbattista, per il PD, dunque. Per affermare una concezione della politica prima ancora che un programma elettorale.
Anche per quello che è l’uomo, non solo il dirigente. Gianbattista combatte da trent’anni con una malattia che aveva già compromesso la sua mobilità. Ma non si è mai lasciato andare al vittimismo, alla resa, riuscendo a domarla, la sua malattia, a farne una leva per affrontare la vita con più determinazione e con più umanità. Chi lo conosce sa del suo smisurato orgoglio e della sua ostinata determinazione di non pesare su nessuno, tratti che lo hanno portato a fare scelte che hanno condizionato anche la sua stessa vita affettiva. Chi conosce l’uomo - non solo il presidente di circoscrizione, il segretario di partito, il consigliere comunale - sa che non possiamo fare a meno del suo punto di vista, del suo sguardo singolare sulla politica e sulla vita. Un giornalista che gli ha chiesto come avesse vissuto la sua drammatica esperienza si è sentito rispondere: “dopotutto, è stato un mese ‘interessante’… perchè la malattia ti obbliga a misurarti con il tuo corpo, con quello che non c’é”. Questo è l’uomo.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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Sono d’accordo. Un voto per Gianbattista fa bene al PD e al suo futuro.
Ci sono anch’io. Con Gianbattista per cambiare la politica.
Ho sempre avuto grande stima per Gianbattista al quale va il mio augurio per una ripresa piena..
Tuttavia questo modo di porre la questione mi mette a disagio. Chi non lo vota ha valori di umanità deboli? Un partito serio avrebbe potuto decidere che andava eletto ed a quel punto si decideva che in determinati comuni si votava per Lui. Avremmo anche evitato l’invasione delle cassette della posta di pubblicità da parte dei candidati PD come se fossero concorrenti. Ma mi dicono che ho una concezione vecchia della politica. Magari hanno ragione. Ma …
con Gianbattista, perchè la sua storia e il suo coraggio sono la bella politica del Lingotto
Leggo il bollettino medico di Pierangelo su Gian Battista e sono contento. Sono stato due volte alla Domus a trovarlo- Entrambe le volte stava riposando e le suore mi hanno consigliato di lasciarlo riposare e così ho fatto. Le foto apparse sui giornali e le sue dichiarazioni degli ultimi giorni mi hanno rassicurato ulteriormente circa il suo buon stato di salute psico-fisico. Dai Giamba, siamo con Te. Abbiamo tanto da fare e da cambiare- nel partito e nella Regione Lombardia.
Un forte abbraccio.