mercoledì 21 aprile
Di Pierangelo Ferrari • apr 21st, 2010 • Argomento: Diario in CameraUn articolo della Legge Comunitaria approvata dal Senato aveva introdotto un’ ampia estensione della stagione venatoria, a discrezione delle Regioni. Il sit-in degli animalisti davanti alla Camera, i dissensi annunciati nella stessa maggioranza e la nostra opposizione hanno prodotto un risultato accettabile: l’estensione viene limitata a dieci giorni in febbraio. Ma la Lega di caccia e di governo si oppone, in difesa di doppietta libera e padana, e vota contro, insieme a un buon numero di deputati del Pdl e a qualche cacciatore sparso. Dunque, la maggioranza si divide all’indomani dell’affondo finiano, ma in nome dei volatili e non di altro. In ogni caso, caccia a parte, lo sconcerto tra i berluscones è grande. Il faraone è stato messo in discussione e la profanazione appare a loro intollerabile. Le ragazze del coro, soprattutto, appaiono smarrite, poichè sono state prese alla sprovvista: in casa loro è arrivata la democrazia e non avevano niente da mettersi. Deplorevole. Regalo a Lele Fiano un libro di Francesco Cataluccio, pubblicato da Sellerio, ma ne approfittiamo per provocare amichevolmente l’ex ministro Fioroni, al quale il titolo del libro sembra essere dedicato: Vado a vedere se di là è meglio. Fioroni la prende nel modo migliore, da quel simpaticone che è. Uno un po’ meno simpatico, che si è già avviato in un’altra direzione, evoca oggi su Il Riformista la prospettiva inglese. Fallito Bayrou nella costruzione di un terzo polo, l’agile Rutelli varca la Manica e si aggrappa ora a Nick Clegg. God save the Api!
Corsini è salvo, come era giusto e largamente prevedibile. La grande maggioranza dell’Assemblea respinge le conclusioni della Giunta per le elezioni, che ne aveva deliberato l’ineleggibilità per essersi dimesso dalla carica di sindaco una decina di giorni dopo il termine consentito. Bene. Tuttavia, avrei evitato gli applausi liberatori che hanno accolto il voto, perchè abbiamo difeso un ottimo sindaco e un bravo parlamentare ma la legge non stava proprio dalla parte delle nostre ragioni. Volare basso sarebbe stato meglio, anche perchè la circostanza potrebbe esserci ricordata quando facesse comodo ai nostri avversari. Per la decadenza hanno votato i dipietristi, il drappello dei rutelliani e alcuni deputati dell’Udc. Compreso quel Lusetti che, dopo essersi fatto eleggere da noi bresciani, per imposizione nazionale, ha voltato interessi e gabbana. Un galantuomo, legittimato a giudicare severamente il caso di Corsini dall’alto della sua moralità. I deputati bresciani della maggioranza, invece, compreso il sindaco suo successore, hanno fatto quadrato in difesa di Corsini. Si potrà dire che l’atteggiamento disponibile è dipeso dalla consapevolezza che il doppio incarico di Paroli e il triplo di Molgora sono condizioni ben più criticabili di quella in cui è incappato Corsini, ma a me è parsa comunque una circostanza in cui la politica è riuscita ad evitare gli abituali regolamenti di conti.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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Concordo che un profilo basso su Corsini vada tenuto perché sono queste le cose che ci rendono (falsamente, tra l’altro) poco distinguibili dagli altri.
Su Rutelli solo pena.