giovedì 29 aprile
Di Pierangelo Ferrari • mag 1st, 2010 • Argomento: Diario in CameraStamattina, in Transatlantico, gli interisti camminano a un metro da terra. Paolo Corsini a due. Del resto, è una gioia che sognavano da trentotto anni. Facce tirate tra i milanisti, di destra e di sinistra. Ma quelli di destra di più: devono solidarizzare con le disavventure calcistiche del loro padrone. A me, a cui il calcio è venuto a noia, colpisce di più un’altra questione, a proposito di un’altra gara, quella eterna tra gli Stati e le nazioni. Mi colpisce la rapida sequenza di ko subiti dagli spagnoli: nel giro di quarantotto ore, il più celebrato dei loro toreri è stato incornato, un’autorevole rivista ha tolto a Ferran Adria, cuoco barcellonese, il primato del miglior ristorante al mondo, le agenzie di rating della finanza globale hanno declassato la Spagna e il Barcellona è stato buttato fuori dalla finale di Champion. Ammetto che non mi dispiace che qualcuno sia messo peggio di noi. E, oltretutto, non mi vergogno del compiacimento. La tifoseria non abita solo gli spalti degli stadi. Notizie correttive arrivano dal Senato: il Codice della strada verrà modificato in alcuni punti, nel passaggio dalla Commissione all’Aula: il casco in bicicletta sarà obbligatorio solo per i bambini. Bene, ma non potevano pensarci prima, evitando di cadere nel ridicolo? I pensionati comunque festeggiano la scampata imposizione caschesca.
E’ partita in Commissione Affari costituzionali la discussione sul Codice delle Autonomie. Interveniamo quasi solo noi. I dipietristi, come al solito, non esistono, la maggioranza tace, l’Udc balbetta. Il silenzio della Lega è eloquente, perchè il testo del provvedimentro non è precisamente un modello di autonomia federalistica. Il fatto è che la Lega tace spesso, in presenza di leggi discutibili. Ma questa è un prodotto di Calderoli. Sembra quasi che il contenuto delle norme, la sostanza dei poteri e delle risorse attribuiti al sistema degli Enti locali, non gli interessino poi tanto. Ciò che curano sono le grandi narrazioni, soprattutto il federalismo. Che, per ora, è come l’araba fenice, che vi sia ciascun lo dice cosa sia nessun lo sa. Giornata di scontri. In Aula tra Giachetti, segretario del nostro Gruppo, e la vicepresidente Bindi, collega di partito. I due non si sopportano e inscenano spesso, citazioni del regolamento alla mano, degli acidi duelli in Aula. Non ne possiamo più. C’è chi chiede le dimissioni dell’uno, chi dell’altra. Facciamo di entrambi e non ne parliamo più. Sulla stampa fa notizia lo scontro impari tra Berlusconi e Bocchino. Le ragioni sono politiche, si dice, ma molti di noi sospettano che, per comprendere l’acrimonia reciproca, sia necessario chercher la femme. Nel governo, magari.
scontro Giachetti-Bindi/Bocchino-Berlusconi
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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