mercoledì 5 maggio
Di Pierangelo Ferrari • mag 6th, 2010 • Argomento: Diario in CameraNon è proprio ferale come lo fu per Napoleone, ma il cinque maggio non porta bene neppure al nostro aspirante imperatore. Il Cavaliere deve sopportare oggi gli impietosi servizi giornalistici sui suoi ministri corrotti e sul suo partito inquinato. Del resto, come si dice, il pesce puzza sempre dalla testa. E il pesce Berlusconi deve fare i conti, oltretutto, con gli arpioni dei suoi nemici interni. La lettera anonima spedita mesi fa alla Procura di Firenze, pubblicata oggi da Libero, che è stata la miccia che ha provocato diversi incendi, è un documento che sembra confezionato da una manina dei servizi. In effetti, si dice che Fini e Bocchino non avrebbero aperto uno scontro frontale con Berlusconi se non avessero avuto le spalle coperte da settori degli apparati di sicurezza. E gli uomini della destra hanno solide relazioni tra i cinquemila agenti dei servizi e, soprattutto, tra i cinquantamila ex… Ora quelle relazioni vengono messe all’opera. Almeno pare. Ma, lo scontro interno al centrodestra si colloca dentro uno scontro più grande e serio che si gioca in Italia sulla questione delle fonti di approvvigionamento energetico. I francesi sono molto interessati a un investimento italiano sul loro nucleare e gli americani non possono vedere di buon occhio la dipendenza dalle forniture libiche e russe. Il fatto è che gli interessi degli uni e degli altri non si difendono solo con campagne di stampa. Insomma, botte da orbi di tutti contro tutti, sul suolo patrio.
Violante ci fa avere via mail la bozza del nostro progetto di riforme costituzionali, che abbiamo discusso ieri sera nella riunione congiunta dei membri PD delle Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. Testo equilibrato, nel senso di un equilibrio ricercato e raggiunto tra i diversi punti di vista politici e istituzionali (non toccate il Senato ai senatori!). L’impegno è di tenerlo riservato, ma le grandi linee sono note: in sostanza, il testo estende la bozza Violante, approvata nella Commissione Affari costituzionali della Camera nella scorsa legislatura, nella direzione di una maggiore precisazione delle funzioni del Senato quale camera dei territori e di un rafforzamento dei poteri del Governo. La legge elettorale a cui pensiamo è di tipo francese, con collegi uninominali a doppio turno, ma senza lo sbocco presidenzialista. Il problema è che la legislatura sembra finita. Almeno dal punto di vista costituente. Potrà durare ancora a lungo, anche se tutti prevedono le elezioni il prossimo anno, ma è certamente finita una stagione. Ed è finita per l’inaffidabilità (e oggi, in più, per la debolezza) del premier e del suo partito. Se parli con i berluscones li trovi smarriti: l’argomento più frequente a cui ricorrono è la replica del ‘92. Si sentono dentro una fase di dissoluzione.
Pierangelo Ferrari è Parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati
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