Rosa Matteucci
Di Pierangelo Ferrari • apr 19th, 2010 • Sezione: LibreriaC’è una scrittrice italiana che dice di essere andata a Lourdes dopo la morte di suo padre “per leticare con il Padre Eterno” ma di essercisi “fidanzata”. Che non ha amato Papa Wojtyla perchè chiedeva scusa a tutti, “agli ebrei, alle streghe, agli indios, a tutti…”, mentre dice di apprezzare molto Papa Ratzinger perchè “sta riaffermando l’ortodossia” e ha riammesso il rito preconciliare della messa in latino. Dichiarazioni sufficienti a mettere in fuga il più disponibile dei lettori. Tuttavia… c’erano un paio di circostanze che mi impedivano di voltare la testa da un’altra parte: Roberto Calasso aveva pubblicato Lourdes, il suo romanzo d’esordio, facendone la sola scrittrice italiana vivente di casa Adelphi, e Carlo Fruttero, dei cui giudizi mi fido quasi sempre, l’aveva definita “il più grande talento che abbiamo oggi in Italia”. Così sono arrivato a Rosa Matteucci, pulitrice dei cessi di Lourdes e funzionaria al Quirinale, disoccupata disperata e guida turistica abusiva, infelice erede di una famiglia aristocratica che perde tutti i beni e finisce nella più degradante povertà ma soprattutto scrittrice autentica.
Dico subito che Carlo Fruttero ha ragione. Tra tanti scrittori omeopatici, in mezzo al linguaggio anoressico dei più, Rosa Matteucci rivela due qualità invidiabili: ha qualcosa da dire e una lingua potente per dirlo. La sua storia, innanzitutto, che è raccontata per esteso, senza lacrime, nel recente Tutta sua padre (Bompiani, 2010), ma che ritroviamo anche in due [...]
