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Archivio per la sezione: ‘Primo Piano’

Il Caimano e gli utili idioti

Di Pierangelo Ferrari • mar 10th, 2010 • Sezione: Primo Piano

Nella sola giornata di ieri, martedì 9 marzo, in una soltanto delle sedi, istituzionali e meno, della politica nazionale, abbiamo assistito a due episodi, in sequenza: il mattino, alla ripresa dei lavori della Camera, che prevedevano la fase conclusiva di approvazione (ordini del giorno, dichiarazioni e voto finale) dell’ennesimo discusso decreto, su cui la scorsa settimana il Governo aveva posto l’ennesima discutibile fiducia, la maggioranza si è presentata a ranghi ridotti ed è stata battuta dalla nostra  richiesta di inversione dell’ordine del giorno, con la inevitabile coda di tensioni nelle loro fila e l’esibito nervosismo della Lega. Ma non sapevano che si riprendeva su un provvedimento che avrebbero dovuto avere cura di difendere? Il pomeriggio, l’esordio sui banchi del Governo della neo promossa sottosegretaria Santanchè ha scatenato inedite forme di dileggio e di protesta tra i banchi della maggioranza. Una cosa mai vista. Quei pochissimi che si sono avvicinati per salutarla sono stati sommersi da rumoreggiamenti da loggione di teatro d’opera. Una netta presa di distanza dalle scelte  di Berlusconi, autocrate dei destini personali, delle discese ardite e delle risalite nel campo della libertà. Questa è la situazione. O meglio, per non prenderla troppo alla lettera, questi sono sintomi che fotografano una situazione inedita, inimmaginabile fino a un mese fa, insieme a ben più rilevanti fenomeni, quali il crescente affanno del premier  impegnato nella fuga dagli appuntamenti processuali, all’emersione dei fenomeni [...]



Facce da brivido

Di Pierangelo Ferrari • mar 3rd, 2010 • Sezione: Note politiche, Primo Piano

Scorro rapidamente i quotidiani nella sala lettura di una Camera ancora deserta e vado in cerca di spunti per la mia settimanale nota politica quando mi imbatto in un’ intervista di Ignazio La Russa a Il Riformista, a proposito delle esclusioni di liste e listini della destra dalle prossime elezioni regionali. E resto basito. “Noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste – dichiara il co-coordinatore del Pdl – ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Chiaro?” E come se non fosse già abbastanza chiaro aggiunge: “Siamo pronti a tutto. A tut-to!”. Parla l’ex (ex?) fascista, parla il ministro della Difesa, parla soprattutto  il proprietario di quella faccia e di quella voce che si ritrova. Mai come in questo caso si può considerare la saggezza della celebre battuta di Coco Chanel, secondo cui dopo i quarant’anni ciascuno si ritrova la faccia che si merita. C’è da essere preoccupati di queste facce da brivido. C’è  da temere davvero il peggio, cioè un atto che travolga regole, leggi e sentenze della magistratura. “Non accetteremo mai una sentenza che… siamo pronti a tutto”: in questi minacciosi propositi si incrociano e si saldano le tradizionali pulsioni eversive della destra italiana e la nuova incultura berlusconiana del fare quello che ci pare. Qui ritroviamo il comun denominatore del sedicente Popolo delle libertà. E’ difficile [...]



Stato di emergenza

Di Pierangelo Ferrari • feb 24th, 2010 • Sezione: Note politiche, Primo Piano

Ti metti davanti al computer per scrivere la tua nota politica settimanale e sai cosa scrivere ma non sai da dove cominciare, tanto è spropositata la dimensione della questione di cui ti devi, per forza, occupare. Mi riferisco, ovviamente, all’ondata di corruzione che sta uscendo allo scoperto e che sta sommergendo questo povero Paese in emergenza. E ti vengono necessariamente alla memoria altre stagioni e altre ondate di fango, ma è una memoria sgradita perchè nel confronto tra il presente e il passato nascono ulteriori ragioni di preoccupazione e pulsioni di sfiducia e disincanto. Tangentopoli fu, nello stesso tempo, una stagione di distruzioni e di ricostruzioni: storici partiti vennero spazzati via, sotto il peso delle responsabilità che andavano emergendo, altri furono costretti a sottoporsi a brutali potature e a radicali rifondazioni. Un’ intera classe dirigente della finanza e dell’impresa fu colpita e dovette farsi da parte, ma nuove figure, non compromesse con il vecchio sistema, si fecero largo e aprirono una nuova stagione. Nacquero anche nuove formazioni politiche e cambiarono le regole del gioco elettorale, aprendo l’epoca del bipolarismo maggioritario.  Insomma, accanto alle macerie erano al lavoro anche geometri e muratori e un edificio rinnovato, se non nuovo, fu comunque rimesso in piedi. Ci furono drammi personali e collettivi e restarono sul terreno risentimenti immedicati (in quale altro Paese al mondo i socialisti stanno al governo con e [...]



L’equivoco Binetti

Di Pierangelo Ferrari • feb 16th, 2010 • Sezione: Primo Piano

C’è un equivoco che accompagna la decisione presa da Paola Binetti: tutti commentano le ragioni della fuoriuscita, mentre trascurano di interrogarsi sulla coerenza della sua (confortevole) permanenza nel PD. Lasciamo perdere le affermazioni sull’intenzione di fare rinascere nell’UDC la DC degasperiana. Attribuiamole alla sua modesta cultura politica e passiamo oltre. Molto più significative, ai fini del disvelamento di un equivoco troppo a lungo rimosso, sono le sue recriminazioni sulla presunta deriva zapaterista del partito. Zapaterista fa rima con laicista: sono le parole a cui gli integralisti ricorrono per paventare la temuta laicità. Ho parlato a lungo con Paola Binetti, una sola volta, più di un anno fa. Erano i giorni caldi della tragica vicenda di Eluana Englaro, quando la destra impose al Senato una legge che obbligherebbe chiunque, quali che siano le sue condizioni e a prescindere dalla sua volontà, alla alimentazione e alla idratazione forzate. Volevo capire da dove venisse la giustificazione di tanta violenza, da lei condivisa. Discuti e discuti, scava e scava, alla fine la Binetti appese le sue “ragioni” al dogma della legge naturale: esiste una legge naturale, voluta da Dio, di cui la Chiesa è interprete. E dove sarebbe questa legge naturale, visto che la storia, obiettavo io, anche quella della Chiesa, ci ha consegnato un succedersi di mentalità, culture, valori dissimili in tempi e paesi diversi? Nella Bibbia, è stata la sua [...]



La svolta della merla

Di Pierangelo Ferrari • feb 10th, 2010 • Sezione: Note politiche, Primo Piano

Non so, sarà che ho appena finito di ascoltare l’ultimo cd della Mannoia o, piuttosto, perchè ho letto oggi su Il Foglio un’ inedita apertura di credito alle sorti del mio partito (“si inverte la tendenza negativa del PD”), che decido di dedicare questo pezzo a quel retrobottega di cauto ottimismo che, da alcuni giorni, ha preso domicilio nella mia testa. Il fatto è che quei versi della vecchia canzone dei Rokes, che Fiorella reinterpreta al rallentatore, mi sembra che accompagnino, come una spiritosa colonna sonora, gli spiragli che si sono aperti al PD: “noi non vogliamo cadere, non possiamo cadere più giù. Ma non vedete nel cielo quelle macchie di azzurro e di blu: è la pioggia che va e ritorna il sereno”. Consiglio questa canzone a Bersani come inno della sua segreteria, al posto di quel Vasco Rossi che vorrebbe “dare un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha”, che non porta propriamente bene. Ma davvero sta tornando il sereno nel cielo dei democratici italiani? In effetti, canzoni a parte, qualcosa è accaduto a cavallo dei giorni della merla, che hanno chiuso i primi (non entusiasmanti) cento giorni  del nuovo segretario nazionale del partito. La vicenda pugliese si è rivelata un capolavoro di eterogenesi dei fini: aperta da un’insensata pretesa centralistica si è tradotta in un successo della volontà popolare e in un recupero, [...]



Discutendo con amici cattolici

Di Pierangelo Ferrari • feb 3rd, 2010 • Sezione: Note politiche, Primo Piano

Gli sviluppi della vicenda Boffo che stanno venendo alla luce lasciano sbalorditi e debbono indurre alla cautela. Tanto più che c’è di mezzo Vittorio Feltri, del quale Giorgio Bocca, rispondendo a una domanda che gli chiedeva un giudizio sul direttore del Giornale, ha detto semplicemente: “di Feltri non penso niente perchè mi fa paura”. Non sappiamo se il direttore dell’ Osservatore romano abbia spedito un emissario a Feltri, per conto del cardinale segretario di Stato, con la polpetta avvelenata di una distorta ricostruzione della vicenda giudiziaria del direttore di Avvenire. Non lo sappiamo e non mi interessa, se non per la eventuale registrazione del singolare cedimento di un millenario costume di prudenza. E non ne ricaverei neppure, in questo caso, un giudizio sulla Chiesa di Roma, sulle sue gerarchie, sul suo messaggio di fede. Tuttavia, è difficile sottrarsi alla percezione di un contesto in cui alcuni settori della Chiesa  si sono fatti trascinare sul terreno della contesa politica italiana e che tale contesa si sia trasferita, in una certa misura, al proprio interno, alimentandosi di ragioni inerenti le logiche di potere di qualsiasi istituzione, per quanto “sacra” sia. Il fenomeno è in corso da tempo, dalla discesa in campo dei “cristiani adulti” nelle file dell’Ulivo perlomeno, e ha raggiunto il suo picco  con l’impegno diretto della Conferenza episcopale italiana in occasione del referendum abrogativo della legge 40 sulla fecondazione assistita.
Ne parlo frequentemente [...]



Hanno capito benissimo

Di Pierangelo Ferrari • gen 26th, 2010 • Sezione: Note politiche, Primo Piano

C’è solo una cosa peggiore delle sconfitte: le scuse che si accampano per giustificarle. Così, pare che il motivo del successo di Vendola nelle primarie pugliesi sia stato il poco tempo a disposizione di D’Alema e dei suoi sodali per spiegare il senso dell’operazione politica che è stata sonoramente battuta nelle urne. “Non siamo stati capiti”, è il ritornello autoassolutorio. Serviva più tempo per fare comprendere ai pugliesi (notoriamente teste dure) la lungimiranza dell’ azzeramento di una esperienza di governo e di un nuovo inizio, a braccetto dell’Udc. Basta guardare le cifre, tuttavia, per cogliere una lapalissiana verità: i pugliesi hanno capito benissimo. Per questo hanno detto di no, con quella ingente partecipazione al voto e con quella travolgente nettezza. Arroganza e dilettantismo a parte, la vicenda pugliese rimette in gioco la questione delle alleanze e della stessa prospettiva del PD. Il nostro disegno politico non cambia, sostiene Bersani, ma è proprio su questo disegno che si addensano contraddizioni e interrogativi. Io li ho da tempo e non li ho mai nascosti. Sono tra coloro, dei molti che li coltivano, che ne parla apertamente. Non ho aspettato il risultato pugliese per avanzare riserve sulla politica delle alleanze estese, dalla sinistra radicale all’Udc. Ma oggi la questione si arricchisce di un elemento in più.
Riepilogo, per fare chiarezza a me stesso. Credevo che la nascita del PD fosse innanzitutto la [...]



Domande

Di Pierangelo Ferrari • gen 20th, 2010 • Sezione: Note politiche, Primo Piano

Massimo D’Alema ha dichiarato, a proposito della situazione pugliese del PD, di non capirci nulla neppure lui. Lo invidio, se ciò significa che su tutto il resto ha le idee chiare. Io no. In realtà, D’Alema ha idee chiare anche sulla Puglia.  Vedremo dove portano. Si è solo concesso, per un attimo, alla dimensione problematica propria degli umani. Per quanto mi riguarda, passano i giorni e crescono le domande che mi faccio. Sugli uomini e sulle cose della politica, sul mio partito e sul mio Paese. Troppe domande fanno male alla salute, lo so. Ho sostenuto e praticato per anni, anche in ragione delle responsabilità che ho ricoperto,  una dimensione risoluta della politica. Ora non più. In effetti,  PCI, PDS e DS, i partiti da cui provengo, erano portatori di risposte, in una misura direttamente proporzionale (e decrescente) alla solidità dell’impianto ideologico e culturale. Valeva anche per gli altri partiti della prima repubblica, del resto, in un contesto di regole sperimentate e di campi recintati. Di qui o di là. Ora non più. Oggi, nell’epoca del bipolarismo, vanno di moda i transiti. E’ questo il paradosso. Perchè è pur vero che il sistema maggioritario ha tracciato una netta linea di separazione, ma il confine non è invalicabile e, oltretutto, al di qua (ma anche al di là) della trincea cosa non si fa per ingaggiare ufficiali e caporali, nani e ballerine. [...]



Brescia, il declino della politica

Di Pierangelo Ferrari • gen 13th, 2010 • Sezione: Note politiche, Primo Piano

Per ora è poco più di una percezione, per quanto mi riguarda. Una sensazione alimentata dalla condizione di opposizione nella quale ci troviamo, a tutti i livelli. Quando sei escluso dal governo e dalle giunte regionale, provinciale e del comune capoluogo sei indotto a vedere il bicchiere ben più che mezzo vuoto. Parlo della politica bresciana, della sua (perduta) autorevolezza, della modestia dei suoi governi locali. L’ultimo mese ci ha consegnato alcuni fatti eloquenti. Le graduatorie di fine anno de Il Sole 24 ore hanno visto un arretramento della città e della provincia, della città soprattutto, tanto negli indici della qualità della vita  quanto in quelli del giudizio sugli amministratori locali. Brescia è scesa, in un anno, dalla posizione 49 alla sessantasettesima nel settore “servizi e ambiente”, mentre il sindaco della città è collocato, nei sondaggi del gradimento, in posizione 95 ed è uno dei soli quindici sindaci dei 110 comuni capoluogo di provincia il cui consenso è finito sotto il 50%. I sondaggi e le rilevazioni sulla qualità dei servizi valgono per quello che valgono, così come penso che il giudizio su Adriano Paroli non sia stato stato dato sulla sua personale competenza e affidabilità, quanto piuttosto sulla giunta nel suo insieme. Sta di fatto che se i sindaci di Verona e di Torino sono ai vertici delle rilevazioni, mentre quelli di Napoli e di Caserta sono in coda, [...]



Canton Mombello

Di Pierangelo Ferrari • gen 5th, 2010 • Sezione: Note politiche, Primo Piano

Canton Mombello, per chi non lo sapesse, è il carcere circondariale di Brescia. Collocato nel cuore della città, è un edificio massiccio che risale alla fine dell’Ottocento e che rivela, a una visita anche sommaria, tutti i centoventi anni che si porta sulle spalle. Dovrebbe ospitare 205 detenuti, ma alla fine dell’anno erano 475. Si era superata anche la soglia dei 500, alla vigilia dell’indulto del 2006, quando, per sistemare tutti i detenuti, si alzarono letti a castello che impedivano l’apertura dei finestroni delle celle. Ed era piena estate. Ora quel primato si sta riavvicinando. In una cella di venti metri quadrati ci sono ’solo’ dodici detenuti e il finestrone si può ancora aprire, volendo. Quando arriverà il tredicesimo, non più. Incontri il direttore del carcere e il personale di servizio e ne hai una impressione positiva. Fanno quello che possono e anche di più. Visiti l’infermeria e ti senti rassicurato, la biblioteca e ti immagini che i detenuti possano occupare il proprio tempo anche leggendo… ma quelle celle, quegli spazi asfittici per le ore d’aria, quei muri lividi e scrostati, quell’affollamento bestiale non sono degni di un Paese minimamente civile. Come fanno a sopravvivere in quelle condizioni uomini,  per la maggior parte giovani immigrati, appartenenti a trentanove diverse nazionalità (gli italiani non sono più di un terzo) e, per la stragrande maggioranza, in attesa di giudizio? Sono solo [...]