L’acqua vale un referendum
Di Pierangelo Ferrari • mag 23rd, 2010 • Sezione: Primo PianoIl 19 novembre dello scorso anno giunge a compimento alla Camera l’iter di conversione del decreto su “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”, a firma del ministro Ronchi. Il decreto contiene, all’articolo 15, di cui il nostro Gruppo chiede lo stralcio, un via libera alla privatizzazione delle società di servizi pubblici locali quotate in Borsa, accampando un inesistente obbligo di ottemperanza di norme comunitarie, a proposito di gestione del servizio pubblico integrato dell’acqua. Contro quel decreto e, in particolare contro l’articolo 15, il PD organizza una delle più determinate azioni di opposizione degli ultimi anni, aprendo varchi tra le fila della maggioranza stessa e costringendo il Governo a porre la fiducia. Intervengono in Aula parecchi nostri deputati, presentiamo una pregiudiziale di costituzionalità, centinaia di emendamenti e decine di ordini del giorno. Riassumendo, i nostri argomenti sono: è vero che il servizio pubblico integrato dell’acqua va riorganizzato su criteri di efficienza (la dispersione media nazionale è attorno al 30%), di economicità e a tariffe contenute. Ma non è vero che la gestione pubblica è necessariamente diseconomica. Al contrario, le gestioni pubbliche sono concentrate nelle aree di maggiore qualità del servizio: sono 38 nel nord contro 19 nel centro-sud. Del resto, in Germania e in altri Paesi europei la gestione dell’acqua è interamente pubblica ed è un modello di efficienza. [...]
